SIRIA: TERRORISTI RECLUTATI DAGLI USA PER CONTRABBANDO DI PETROLIO

SIRIA: TERRORISTI RECLUTATI DAGLI USA PER CONTRABBANDO DI PETROLIO
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GENERALE RUSSO ACCUSA L’ESERCITO AMERICANO
DI MOBILITARE GRUPPI TERRORISTICI A DEIR EZZOR
PER SABOTARE IMPIANTI E RUBARE RISORSE ENERGETICHE

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

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Fino all’anno scorso era l’Isis a sfruttare i giacimenti petroliferi della valle dell’Eufrate, in particolare quello di Al Omar, nella provincia di Deir Ezzor, divenuta famosa per lo sterminio di civili condotto dai raid dell’Us Air Force, nella Siria nordorientale.

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La sconfitta (temporanea) dello Stato Islamico nell’ultima roccaforte di Baghouz ha lasciato nelle mani delllo SDF (o Qasd), le milizie a maggioranza curda alleate dell’esercito Usa, i giacimenti nel Rojava ma ora, secondo la denuncia di un alto ufficiale russo, sono gli Stati Uniti, che prima compravano il petrolio di contrabbando dall’Isis (a conferma degli stretti legami) ad utilizzare le formazioni terroristiche più estremiste del FSA (l’esercito rivoluzionario anti-Assad ormai pressochè sconfitto) per compiere operazioni finalizzate al furto di petrolio su commissione.

Impianti petroliferi a Deri Ezzor nella valle dell’Eufrate

«Il colonnello generale Sergei Rudskoi, capo della direzione generale delle operazioni dello stato maggiore dell’esercito russo, ha detto lunedì ai giornalisti che gli Stati Uniti hanno mobilitato circa 2.700 “militanti” in una zona di deconfigurazione autodidatta di 34 miglia vicino all’attraversamento del confine sud-orientale di Al -Tanf. Ha detto che questi ribelli, compresi quelli di Maghawir al-Thawra e dell’Esercito delle tribù libere, venivano trasferiti da Al-Tanf tramite elicotteri dell’aeronautica militare americana per condurre “sabotaggi, distruzione di infrastrutture petrolifere e di gas e commettere attacchi terroristici contro forze governative “in settori come Al-Sweida, Palmyra e Al-Bukamal» ha scritto alcune settimane fa Tom O’Connor sulla rivista newyorkese NewsWeek.

La notizia è stata riportata, e quindi accreditata, anche dal Syrian Observatory for Human Right, l’organizzazione umanitaria di Coventry che negli ultimi mesi ha assunto posizioni più obiettive rispetto al passato quando era apertamente schierata contro il Governo di Damasco ed a favore dei famigerati White Helmets, il contingente di soccorso addestrato da un ex agente segreto militare britannico sspesso complice dei terroristi islamici qaedisti di Al Nusra (oggi Hayyaat Tahrir Al-Sham), che controllano una parte della provincia di Idlib grazie ai rifornimenti militari della Turchia.

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I PROVENTI DEL PETROLIO PER I GRUPPI TERRORISTICI

«A parte l’addestramento dei militanti, le strutture statunitensi in Siria sono coinvolte nel saccheggio delle strutture petrolifere e dei depositi nell’area attraverso l’Eufrate che appartiene al legittimo governo siriano. Ultimamente, le compagnie militari private statunitensi sono state osservate per rafforzare attivamente il loro personale. Oggi i mercenari delle compagnie militari private in Siria superano le 3.500 persone » ha affermato Rudskoi.

Secondo il generale russo questi gruppi di contractor hanno «organizzato la produzione e la vendita di petrolio siriano dai giacimenti petroliferi Conaco, Al-Omar e Tanak situati ad est del fiume Eufrate, in un piano criminale per saccheggiare la ricchezza nazionale della Siria». All’ufficiale di Mosca risulta che i proventi di tali furti sarebbero «spesi per mantenere gruppi armati illegali, corrompere gli sceicchi dei sindacati tribali arabi e fomentare sentimenti anti-governativi».


Il gruppo terroristico Maghawir al-Thawra, armato e addestrato dall’esercito americano nella base militare di Al Tanf

Il giornalista O’Connor ricorda che «gli Stati Uniti sono stati a lungo accusati di intervenire all’estero a sostegno degli interessi petroliferi, soprattutto dall’invasione dell’Iraq del 2003 che ha rovesciato il presidente Saddam Hussein con accuse che in seguito si sono rivelate false». E nonostante gli Usa abbiano conquistato una sempre maggiore indipendenza energetica tali accuse si sono riferite anche al «ruolo del Paese nell’intervento della NATO che nel 2011 ha estromesso il leader libico Muammar el-Gheddafi, nonché i continui sforzi del presidente Donald Trump per deporre il presidente venezuelano Nicolás Maduro e isolare l’Iran attraverso sanzioni».

Rudskoi ha affermato che le operazioni di compagnie militari private statunitensi in Siria sono state «condotte sotto la parvenza dell’aviazione della coalizione internazionale antiterrorista» e ciò «rappresenta un affare di contrabbando preso dagli americani dall’ISIS. La continua fornitura di armi e attrezzature militari da parte degli Stati Uniti alla sponda orientale dell’Eufrate provoca anche notevoli preoccupazioni» perché «in cambio di assistenza nel traffico di petrolio, gli Usa stanno rinforzando sia i curdi che le formazioni arabe con le armi e successivamente le usano una contro l’altra».

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A ciò si aggiunge anche la preoccupazione per il ritorno dell’Isis in quanto proprio la scorsa settimana il segretario di Stato Mike Pompeo ha dichiarato a Fox News Channel che c’era ancora “una manciata” di jihadisti in Siria mentre altri si sono spostati in Iraq. Ma il funzionario della Casa Bianca fa finta di ignorare che molti dei comandanti Isis sono stati liberati dall’Afghanistan o dalla Siria dagli stessi militari Usa e trasportati con elicotteri e camion in vari punti strategici nel deserto iracheno, nelle zone montagnose afghane al confine con le ex repubbliche dell’Unione Sovietica e anche in Nigeria.

JIHADISTI ISIS LIBERATI DAGLI USA AMMASSATI VICINO ALLA RUSSIA

 

LA ROTTA DEL PETROLIO DI CONTRABBANDO

Proprio la rotta del petrolio di contrabbando da Deir Ezzor verso la Turchia può spiegare l’importanza strategica del Rojava, controllato dalle milizie SDF in gran parte composte da combattenti curdi di YPG vicini al PKK, il partito dei lavoratori del Kurdistan, considerati da Ankara terroristi. Ecco perché la minaccia del presidente turco Recep Erdogan di invadere la Siria ad est dell’Eufrate.

Una manovra duramente contestata dagli stessi Usa che grazie agli alleati curdi hanno piena libertà di azione nel territorio dove, nel febbraio scorso, ci fu un’aspra battaglia nei pressi di giacimenti di petrolio e gas tra milizie sciite di Hezbollah libanesi e Quds iraniani, fedeli al governo di Damasco appoggiato dalla Russia. Pompeo dichiarò che tra le circa 200 vittime ci furono anche contractors russi della compagnia militare privata Wagner.

La rotta del contrabbando di petrolio in Siria usata dall’Isis e ora dal gruppo terrorista Maghawir al-Thawra protetto dagli Usa

«Nel 2015-2017, secondo gli analisti americani, il petrolio è diventato la principale fonte di reddito per l’ISIS. È noto che al culmine della sua potenza, l’autoproclamato «califfato» ricevette, secondo varie stime, fino a $ 5 milioni al giorno dalla vendita di petrolio. Ad esempio, nel 2015, gli esperti hanno stimato il reddito ISIS a $ 3 milioni al giorno – e questa è la stima più prudente» lo riferisce il blog Alaff84 citando varie fonti autorevoli in un reportage molto approfondito sulla rotta del petrolio di contrabbando in Siria.

«Nonostante il successivo declino a seguito del successo delle operazioni militari delle truppe siriane e delle forze aerospaziali russe, il reddito dei terroristi dal contrabbando di petrolio, secondo la Task Force di azione finanziaria sul riciclaggio di denaro (GAFI), è stato di $ 1-2 milioni quotidiano – aggiunge il portale – Nel settembre 2017, quando l’esercito arabo siriano, con il supporto dell’aviazione russa, iniziò a liberare la provincia di Deir-ez-Zor, anche le forze armate curde iniziarono a muoversi in fretta verso questa zona. Mentre le forze governative erano impegnate in feroci battaglie con l’ISIS, le “Forze Democratiche Siriane”, mediate dalle forze armate e di sicurezza statunitensi, hanno semplicemente negoziato con i terroristi, il che è ampiamente dimostrato».

 

I LEGAMI TRA ISIS, USA E MILIZIE SDF

«Il giacimento petrolifero Al-Omar, come molti altri giacimenti petroliferi, è stato trasferito senza combattere dopo i negoziati tra l’ISIS e i rappresentanti delle forze statunitensi. Inoltre, i militanti dello “Stato islamico”, a guardia dei giacimenti petroliferi, sono passati sotto la bandiera dello SDF» rammenta Alaff84 ricordando anche che successivamente gli Usa hanno istituito una base militare nelle immediate vicinanze dei pozzi di oro nero, come riportato dai rappresentanti delle stesse unità armate curde nella primavera del 2018.

Gli impianti petroliferi di Al Omar, nel Governorato di Deir Ezzor, nella Siria nordorientale, ora controllati dallo SDF e dai gruppi terroristici protetti dall’esercito Usa

La Federal News Agency ha ripetutamente riferito di collusioni tra Stati Uniti, terroristi dell’ISIS e curdi – ad esempio, nel settembre 2017 si è appreso che gli Stati Uniti e i curdi erano d’accordo con i terroristi sul trasferimento del grande giacimento petrolifero di Tabia dove si trova l’impianto Conoco.

AL BAGHDADI, IL CALIFFO ISIS E AGENTE CIA NASCOSTO DAGLI USA

«Il militante prigioniero dell’ISIS ha detto che gli è stato ordinato di non distruggere le costruzioni e di non aprire in nessun caso il fuoco sui curdi. Questa informazione è stata confermata dal giornalista libanese Firas Shufi nel suo film» aggiunge il sito arabo confermando l’ennesima complicità tra i terroristi islamici del Daesh, gli Usa e i loro alleati dello Sdf e Fsa che, attraverso gli estremisti del Maghawir al-Thawra controllano il campo profughi di Al Rukban, considerato rifugio e luogo di addestramento di estremisti musulmani. Nonché centro di proselitismo per le nuove generazioni di arabi sunniti destinati a crescere coltivando l’odio per gli occidentali e per gli sciiti nel nome della Jihad.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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FONTI

NEWSWEEK – THE US OIL SMUGGLING

ALAFF84 – THE ROUTE OF SMUGGLING OIL

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