EPSTEIN MORTO IN CARCERE: LE RIVELAZIONI DEL MAFIOSO EBREO DI NEW YORK

EPSTEIN MORTO IN CARCERE: LE RIVELAZIONI DEL MAFIOSO EBREO DI NEW YORK
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LE OMBRE DEL MOSSAD, I SOSPETTI DEL GIUDEO
IL “FIGLIO ADOTTIVO” DEL FAMOSO JOHN GOTTI:
«SE SI E’ SUICIDATO QUALCUNO L’HA AIUTATO
TROPPA CORRUZIONE NEL CARCERE METROPOLITAN
DAPPER DON MANGIAVA BISTECCHE LUGER A VOLONTA’»

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

«Se si fosse ucciso qualcuno avrebbe dovuto aiutarlo». A proposito del misterioso suicidio – o omicidio – di Jeffrey Epstein nella prigione ci sono nuove interessanti rivelazioni, che provengono da un importante ex mafioso di New York. Dichiarazioni di un ex gangster di origini ebree e percià da tenere nella giusta considerazione visto lo spettro del Mossad che aleggia sulla vicenda.

La frase è stata pronunciata da Lewis Kasman, 62 anni, il cosiddetto “figlio adottivo” di John Gotti, un tempo confidente stretto del Dapper (elegante) Don che visitò il padrino diverse volte nel 1992 al Metropolitan Correctional Center, la prigione di Manhattan dove fu trovato morto, il 10 agosto scorso, il miliardario Epstein, arrestato per traffici sessuali internazionali a luglio e ottimo amico dei presidenti degli Stati Uniti Bill Clinton e Donald Trump.

Il Metropolitan Correctional Center, la prigione di massima sicurezza di New York a Manhattan

La misteriosa morte è avvenuta il giorno dopo la desecretazione di migliaia di documenti durante un processo in cui una presunta schiavo sessuale accusava il finanziere di New York, famoso per i viaggi sul suo aereo Boeing chiamato “Lolita Express”, di averla costretta a fare sesso con ricchi e potenti uomini, come il principe britannico Andrea o l’ex governatore del New Mexico Bill Richardson.

Ora il più famoso gangster finanziario della famiglia Gambino, uno dei cinque gruppi storici di Cosa Nostra che ha gestito i crimini nella Grande Mela dal XIX secolo con le bande Bonanno, Colombo, Genovese, Lucchese, parla del carcere MCC come «un nido di la corruzione nei primi anni ’90 (…), un posto dove si può comprare quasi tutto se si hanno i soldi» ha scritto nei giornis scorsi sul New York Post (1) il giornalista Brad Hamilton riportando le dichiarazioni di Kasman.

“Ci sono telecamere che funzionano 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e guardano 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Qualcuno ha dovuto dare a [Epstein] l’equipaggiamento per uccidersi e ha dovuto essere pagato a caro prezzo”, ha detto Kasman, che si è tenuto informato sulle condizioni del penintenziario. “Quella struttura per anni ha avuto problemi di corruzione, con ufficiali di correzione che hanno portato cibo o cellulari alle persone facoltose”.

La famosa steakhouse Peter Luger di Brooklyn a New York

L’ex contabile di Gambino ha notato che Gotti, che trascorso la reclusione sia nelle 9 unità del sud che nelle 10 unità del sud, le due ale più sicure, è riuscito comunque a ottenere la sua cena di bistecca preferita intrufolata: “Aveva quelle di Peter Luger quando voleva”. Afferma Lewis menzionando la famosa steakhouse di Brooklyn celebre per le sue “tagliate” di carne.

Una delle celeberrime bistecche Peter Luger

E ribadisce la sua convinzione: «Se si fosse ucciso qualcuno avrebbe dovuto aiutarlo». I mafiosi di Cosa Nostra, in America come nelle regioni italiane di Sicilia e Campania da cui provengono, sono soliti parlare con linguaggio criptico e in codice e talvolta appaiono maestri nel diffondere bugie per confondere l’interlocutore. Ma altre volte, invece, nascondono importanti verità nelle frasi. Kasman è molto esperto nell’acrobazia tra la verità e tra la menzogna perché era il figlio adottivo di John Gotti, morto in prigione nel 2002 e, dopo che il Dapper Don fu condannato all’ergastolo, divenne una spia dell’FBI.

 

IL “FIGLIO ADOTTATO” DI JOHN GOTTI

«Il Dapper Don ha affidato a Kasman l’autorità di pagare i debiti di gioco, le spese legali e le svariate fatture relative alle questioni relative alla famiglia criminale di Gambino. Dopo che Gotti è stato condannato all’ergastolo in un penitenziario federale, Lewis Kasman ha nascosto milioni di dollari illeciti in una cassetta dei giocattoli nella sua soffitta e in seguito è diventato un testimone del governo nel 1996 – possiamo leggere sul blog specializzato in mafia statunitense Mobwriter (2) – Incalzato dai Federali, Kasman accettò di indossare un microfono e registrò 130 nastri con i più importanti mafiosi all’interno dei ranghi di Gambino, così come della famiglia di John Gotti. Il tribunale ha condannato Kasman alla libertà vigilata come ricompensa per il suo prezioso lavoro segreto. Kasman ha anche il merito di aver salvato la vita al noto giornalista di mafia e crimini Jerry Capeci e ad un agente federale a Springfield, Missouri ».

John Gotti (a sinistra) e Lewis Kasman in una cena lussuosa quando dominavano gli affari criminali di New York

«Se dovessi caratterizzare il mio rapporto con Gotti, suppongo che direi che era una cieca fedeltà. Ho molti rimpianti », ha detto Kasman in un’intervista per la radio di Crime Beat (3). Ma anni dopo, nel 2010, Kasman è riuscito ad evitare la prigione per “ostruzione alla giustizia, mentendo all’FBI, frode e racket” grazie al suo precedente aiuto a favore dell’FBI. Nel 2015, è stato però arrestato in Florida per presunto furto di denaro dal suo stesso avvocato. Allora viveva in una dimora da $ 900.000 a Delray Beach.

A proposito della misteriosa morte di Epstein, l’ex informatore di mafia sostiene di aver saputo che «il procuratore generale degli Stati Uniti William Barr ha fatto personalmente una visita riservata nel Metropolitan Correctional Center due settimane fa, nel periodo in cui il presunto trafficante di sesso Jeffrey Epstein è stato trovato nella sua cella con lividi al collo» riferisce il media americano Snopes, un blog di verifica dei fatti, che ha cercato riscontri alle affermazioni riportate dal NY Post e da altri diversi media.

«Abbiamo contattato il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) per chiedere se AG Barr avesse fatto visita al Metropolitan Correctional Center (MCC) durante la finestra temporale indicata da Kasman. In risposta, il direttore dell’ufficio per gli affari pubblici del DOJ Kerri Kupec ha definito l’affermazione “assurda”, dicendoci via e-mail che “il procuratore generale Barr non ha mai visitato il MCC”. Ha aggiunto che anche il suggerimento di una visita riservata era discutibile, ricordandoci “il procuratore generale ha prescrizioni di protezione dell’FBI 24/7. Quindi anche loro avrebbero dovuto essere lì» ha riportato Snopes destituendo di ogni credibilità le indiscrezioni dell’ex mafioso newyorkese.

 

LE RIVELAZIONI DEL KASMAN AL POST DI NEW YORK

Ma lo stesso Kasman ha espresso due concetti importanti in un’altra affermazione: «Se si fosse ucciso qualcuno avrebbe dovuto aiutarlo». Questa frase può avere un doppio senso … Innanzitutto il mafioso ha detto “se” sottolineando che non è convinto della teoria del suicidio, poiché esiste l’ipotesi fondata di un delitto su commissione ma anche quella più bizzarra, ma non per questo da escludere a priori vista la levatura del personaggio, di una morte apparente per far sparire il pericoloso amico dei potenti e ridargli una seconda identità a prova di giornalisti.

In secondo luogo nella frase c’è un significato nascosto perché se suggerisce che qualcuno deve aver per forza aiutato Espstein a uccidersi, legittima anche il sospetto che qualcuno abbia potuto complottare la sua uccisione in prigione.

Jeffrey Epstein e Lewis Kasman

Ricordiamo che la mattina in cui fu fondato il miliardario, le telecamere della cella di prigione erano fuori servizio e le due guardie assegnate alla sorveglianza del braccio di massima sicurezza metropolitana, che dovevano fare controlli cellulari ogni 30 minuti come da regolamento, si addormentò alla fine di una settimana di straordinario, e avrebbe falsificato i rapporti per giustificare la loro negligenza. Sono stati quindi sottoposti a un’indagine disciplinare per accertarne il comportamento. Ed il miliardario era rimasto da qualche giorno in cella da solo dopo il trasferimento del compagno con cui condivideva la stanza di massima sicurezza, trasferito altrove non si sa per quale motivo.

Inoltre non va dimenticato che nella stessa prigione c’era anche Epstein non era l’unico uomo molto vicino all’attuale presidente Donald Trump. Alcune settimane prima dell’incarcerazione del miliardaria accusato di crimini sessuali, a metà giugno, era infatti stato trasferito al Metropolitan Correctional Center Paul Manafort Manafort, ex presidente della campagna elettorale del presidente Repubblicano, che avrebbe dovuto scontare scontato la pena federale di un anno in una prigione di Loretto, in Pennsylvania (4).

Ma fu portato nella struttura di sucrezza di Manhattan nonostante fosse inusuale per la tipologia di reati commessi. Era stato condannato a marzo a sette anni e mezzo di prigione per frode fiscale federale, frode bancaria e violazioni di lobby straniere derivanti da due casi indagati da Robert Mueller, già procuratore speciale del Dipartimento di Giustizia Usa.

Il presidente Usa Donald Trump accanto a Paul Manafort, presidente della sua campagna elettorale

Meno di un’ora dopo, il procuratore del Distretto di Manhattan Cyrus Vance ha annunciato un’accusa penale di 16 capi accusando Manafort di crimini di stato, tra cui frodi ipotecarie residenziali e falsificazione di documenti aziendali che gli hanno spalancato le porte del carcere. Mentre Trump come presidente può graziare Manafort per i crimini federali, la sua autorità non si estende alle accuse statali.

Ma le affermazioni del mafioso Lewis hanno importanza anche per la sua origine, sua madre infatti era russa di etnia ebrea (probabilmente askenazita). «Kasman, un ragazzo ebreo di Merrick, si è unito alla famiglia quasi per caso. Uno stretto collaboratore di Gotti aveva bisogno di fare soldi, e il padre di Kasman, che viveva nella stessa strada del socio, possedeva una redditizia compagnia di chiusure (per abiti, cerniere e bottoni). Si è formata una startup per la fornitura di moda per l’uomo – ha scritto NY Post nel 2012 in un reportage sui segreti di Gotti (5) – Kasman, che lavorava per suo padre, fu convocato nella tana privata del padrino nel 1986, poco dopo che Gotti aveva eliminato il capo dei Gambino Paul Castellano e assunto la guida della famiglia. Fuori dal famigerato Bergin Hunt and Fish Club a Ozone Park, lui e Gotti hanno parlato e camminato – intorno e intorno all’isolato per tre ore. Kasman disse al capo che anche lui avrebbe potuto trarre profitto dal commercio di vestiti se avesse voluto essere coinvolto. Gotti lo fece».

LOBBY ARMI – 2: LOSCHI AFFARI SIONISTI CON NEONAZISTI, ISLAMISTI E L’INDIA NUCLEARE

«” Sapevo che questo era l’inizio di qualcosa di cui hai letto “, ricorda. L’aveva appena colpito con il mafioso più potente della città. A pranzo il giorno successivo con i migliori capitani di Gambino, Kasman rimase sbalordito nel sentire Gotti annunciare la loro collaborazione. “Lewis mi rappresenta”, ha detto loro. Più tardi, Kasman ha consolidato la sua posizione andando in prigione per nove mesi per spergiuro, piuttosto che “cantare” su Gotti ai pubblici ministeri che indagavano sulla corruzione del Garment Center. Kasman era abituato a trattare con clienti rozzi in Fashion Avenue, ma i suoi nuovi amici gli fecero conoscere qualcosa di nuovo: l’omicidio » ha riferito il New York Post.

Kasman afferma che Gotti era pieno di denaro tra 500.000 e 1 milione di dollari al mese versati da tutti i soliti traffici sospetti: racket su costruzione e indumenti, estorsioni, prestiti, giochi d’azzardo, droghe. “Il lavoro di Kasman è stato quello di riciclare i soldi attraverso le società di comodo e gli immobili”, secondo l’articolo del quotidiano americano.

 

LA STRANA ALLEANZA CON LA FAMIGLIA DI GAMBINO

Questa strana relazione tra la famiglia di Gambino e il giovane ebre riflette le lontane ombre del National Crime Syndacate, l’alleanza siglata nel 1929 ad Atlantic City tra Kosher Nostra, organizzazione criminale sionista fondata da Albert Rothstein e sviluppata da Meyer Lansky, e l’italiana Cosa Nostra, guidata da la Cinque Famiglia di New York e capeggiata dall’emigrante siciliano Lucky Luciano.

CIA-MAFIA-MASSONERIA: L’ITALIA NELLA MORSA

Mentre Luciano divenne strategico per l’esercito americano nell’invasione alleata della Sicilia nella seconda guerra mondiale (e fu liberato dalla prigione ed esiliato in Italia dove continuò i suoi affari criminali che si intrecciarono anche con la massoneria), molti noti mafiosi ebrei-americani fornirono sostegno finanziario a Israele attraverso donazioni ad organizzazioni sionistea partire dalla creazione del paese nel 1948. Altri gangster sionisti hanno usato la Legge di ritorno di Israele per fuggire dalle accuse penali o affrontare la deportazione.

LOBBY ARMI – 3: TYCOON SIONISTA DEI DRONI SPIA-KILLER PREMIATO DAI MASSONI USA E DALLA REGINA UK

Nello stesso articolo il giornale descrive che la famiglia di Gotti odia il gangster ebreo: «La figlia Angela sospettava che Kasman avesse rubato vari milioni a suo padre. Altri membri della famiglia erano gelosi della relazione intima di Kasman con il padrino. Il fratello Richard, che aveva ricevuto $ 50.000 dalle casse della mafia per pagare il funerale, esplose contro di lui. “Guarda lo sporco ebreo f..king”, urlò ».

Nonostante questo odio, nonostante lo spionaggio fatto tra ranghi di Cosa Nostra per l’FBI, nonostante i problemi della famiglia Gambino a New York dove, a Staten Island, il 12 marzo 2019 è stato ucciso Frank Calì (l’ultimo boss ritenuto essere un punto di connessione tra mafia americana e siciliana), Kasman vive serenamente diffondendo le sue interessanti dichiarazioni sulla morte di Esptein al giornalista…

MASSONERIA E GRANDI DELITTI: DAL GIUDICE AL PRESIDENTE USA

 

I SOSPETTI DELL’EBREO E LE OMBRE DEL MOSSAD

Il NY Post ha descritto il suo lavoro per l’FBI come un film di James Bond. «Kasman aveva posto un paio di condizioni: non avrebbe mai testimoniato contro i Gotti stessi, e voleva un” pacchetto di ricollocazione “- che significa una nuova identità e denaro, ma senza dover entrare nella protezione dei testimoni. Le sue informazioni fecero cadere una miriade di mafiosi di alto livello, tra cui Peter Gotti e il capo Vincent Artuso, che faceva parte della squadra operativa che uccise Castellano nel 1985. In cambio, venne pagato circa $ 12.000 al mese per due anni – e fu in grado di evitare la prigione. Ma afferma che un accordo verbale è venuto meno e non ha mai avuto una nuova identità. È contento di aver troncato con la mafia e nega di aver rubato a Gotti »

“Ero il guardiano – ha detto al Post – Eccomi un ragazzo ebreo di Long Island, ed ero il capo dello staff di Gotti. Ho avuto tutto. Ma posso guardarmi allo specchio. I miei figli possono essere orgogliosi di me». Dopo queste dichiarazioni rimase a vivere in Florida dove fu arrestato nel 2015.

SEX-GATE: TROPPI MISTERI SULLA MORTE DI EPSTEIN IN CARCERE

A questo punto dobbiamo ricordare che il manager e l’ex fidanzata di Epstein è stata Ghislaine Maxwell considerata molta vicina al servizio segreto israeliano Mossad, per la quale ha lavorato suo padre. Secondo l’esperto di intelligence internazionale Gordon Duff, senior editor del sito americano di controinformazione Veterans Today, lo stesso Epstein era un agente del Mossad. Questo dettaglio dà molta più importanza alle frasi dell’ex mafioso ebreo di New York …

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

1 – NEW YORK POST – KASMAN CLAIMS

2 – SNOPES – THE FAKE BARR VISIT TO EPSTEIN

3 – MOBWRITER – KASMAN AND GOTTI

4 – CNN – MANAFORT AL METROPOLITAN CORRECTIONAL CENTER

5 – NEW YORK POST – KASMAN AND GOTTI’S SECRETS

MASSONERIA – COSPIRAZIONI

MAFIE E INGIUSTIZIE

MASSONERIA E GRANDI DELITTI: DAL GIUDICE AL PRESIDENTE USA

DEPISTAGGIO SULL’ATTENTATO A BORSELLINO: INDAGATI DUE PM DEL POOL

DEPISTAGGIO SULL’ATTENTATO A BORSELLINO: INDAGATI DUE PM DEL POOL

 

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