“I VACCINI OBBLIGATORI SONO DEMOCRATICI”. Inquietante Sentenza della Corte Europea all’ombra di Soros

“I VACCINI OBBLIGATORI SONO DEMOCRATICI”. Inquietante Sentenza della Corte Europea all’ombra di Soros
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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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L’Italia ha rotto il ghiaccio per prima, ora anche la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, con una sentenza destinata a diventare un importante precedente ee a fare discutere, legittima l’imposizione della vaccinazione obbligatoria.

Lo storico pronunciamento nasce da una controversa vicenda scoppiata nella Repubblica Ceca e riferita con dovizia di particolari da Russia Today, sempre molto attenta ai temi riguardanti le libertà dell’individuo.

La Corte di Strasburgo si è espressa in relazione al ricorso di un gruppo di genitori cechi che avevano contestato la vaccinazione obbligatoria per i loro bambini. «Un giudizio della CEDU su una controversia ceca sull’immunizzazione infantile ha stabilito un precedente per le nazioni di tutta Europa nell’introdurre vaccinazioni obbligatorie legalmente come una necessità “democratica” nel “miglior interesse” di tutti» ha scritto RT giovedì 8 aprile 2021.

I 17 giudici della Grande Camera hanno stabilito che le vaccinazioni obbligatorie non violano la legge sui diritti umani e potrebbero essere effettivamente necessarie nelle società democratiche. Chissà se il riferimento è al significato primigenio della “democrazia” di eredità ellenistica, intesa come governo del popolo, o alla matrice dei Democratici che da Washington a Roma dettano legge e speculano sui vaccini…

La Corte Europea dei Diriti Umani a Strasburgo

«Qualcosa non sembra proprio tornare. Fino a quando, cioè, leggerai l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che riguarda il diritto alla vita privata. Perché in realtà mina l’intera idea di privacy con l’inclusione di una piccola parola: “eccetto”» ha commentato l’opinionista di Russia Today, Damian Wilson, giornalista britannico, ex redattore di Fleet Street, consulente del settore finanziario e consulente speciale per le comunicazioni politiche nel Regno Unito e nell’UE..

“Non ci sarà alcuna interferenza da parte di un’autorità pubblica nell’esercizio di questo diritto, eccetto quando è conforme alla legge ed è necessario in una società democratica nell’interesse della sicurezza nazionale, della sicurezza pubblica o del benessere economico del paese, per la prevenzione del disordine o del crimine, per la protezione della salute o della morale, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui ” recita l’articolo.

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«Stupidamente, a quanto pare, credevo che le libertà fossero assolute. Che non puoi essere parzialmente libero. O lo sei o non lo sei. Ma non sembra essere così – aggiunge l’articolista di RT – Chi è veramente libero dovrebbe essere automaticamente libero di prendere le proprie decisioni, anche se si scontra con le convinzioni comuni sull’immunizzazione contro la diffusione delle malattie infantili. Nel caso delle famiglie ceche, la sentenza è ancora più significativa, poiché è stata presa a favore dei bambini, e la CEDU ha affermato che “il loro interesse superiore deve essere di primaria importanza”».

Come i bambini in molte nazioni in Europa e oltre, i bambini cechi sono tenuti per legge a ricevere un lotto di nove vaccinazioni prima di poter frequentare la scuola materna. Sebbene sia obbligatorio, il requisito non può essere applicato fisicamente. Tuttavia, a meno che ragioni di salute non li escludano dal programma di vaccinazione, può essere loro impedito di partecipare e i loro genitori possono essere multati per inadempienza.

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È interessante notare che, sebbene sia stata la più alta corte europea a pronunciarsi sul caso ceco, nel resto del continente le vaccinazioni obbligatorie per i bambini non sono universalmente richieste. I governi di Germania, Finlandia, Portogallo, Paesi Bassi e altre nazioni potrebbero raccomandare che i bambini siano vaccinati, ma non è un requisito legale, secondo una ricerca dell’Italian Journal of Paediatrics. Ma grazie a quest’ultima decisione, le cose potrebbero cambiare.

«Sebbene la sentenza della CEDU non significhi che i funzionari della sanità pubblica nei paesi europei dovranno necessariamente applicare imminentemente le vaccinazioni contro il Covid-19, se dovessero decidere a un certo punto che questo è nel “miglior interesse” delle persone, allora c’è sicuramente un precedente legale per farlo. E, a parte i pro e i contro dei vaccini, per chi fa tesoro del proprio diritto a una vita privata, ciò potrebbe essere piuttosto inquietant» conclude Wilson su RT.

 

I PRECEDENTI ITALIANI E I LEGAMI CON SOROS

Questo ricorda il pronunciamento del Consiglio d’Europa che in un rapporto del 28 gennaio si espresse contro l’obbligo dei vaccini. I legislatori UE, infatti, dichiararono che “gli Stati devono informare i cittadini che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno deve farsi vaccinare se non lo vuole”, e bisogna “garantire che nessuno sarà discriminato se non è vaccinato”. Infine i parlamentari hanno votato quasi in blocco per inserire un emendamento con cui si dicono contrari all’uso dei certificati di vaccinazione come passaporti.

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Ciò riporta alla mente anche la causa intentata dalla Regione Veneto nel 2017 in opposizione al Decreto Legge Lorenzin che impose in Italia 12 vaccini obbligatori per i minori in età scolare nell’ambito di un progetto pilota della Gloobal Health Security Agenda finanziato dall’amministrazione USA di Obama-Biden e portato avanti dai primi ministri italiani Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, in una perfetta sinergia tra il Partito Democratico statunitense e quello di Roma.

Ciò determinò i lucrosi guadagni della multinazionale GlaxoSmithKline (GSK, principale azionista di Pfizer), controllata dal megadonor Dem Bill Gates, che incrementò i suoi fatturati ampliando lo stabilimento in provicina di Siena (Toscana Italia).

La Regione Veneto si oppose a tale decreto legge insieme ad alcune associazioni ma la Corte Costituzionale di Roma respinse il ricorso ritenendo legittima l’imposizione dell’obbligo vaccinale. A scrivere la sentenza fu l’ex giudice Marta Cartabia, diventato oggi Ministro di Giustizia nel Governo Draghi (sorretto dal PD) che ha imposto agli operatori sanitari l’obbligo dei vaccini antiCovid, sebbene ancora sperimentali, suscitando una marea di poteste.

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Ma ha sollevato anche molti sospetti sugli intrighi politici nascosti dietro questa decisione a causa della collaborazione di Cartabia con varie istituzioni pubbliche e private finanziate da George Soros, altro megadonor dei Dem americani ma pure speculatore nelle BIg Pharma ed in particolare in Gilead, la multinazionale americana che ha prodoto il Remdesivir, fino a qualche mese fa l’unico antifiammatorio ritenuto efficace a combattere la malattia causata dal virus SARS-Cov-2 dell’attuale pandemia.

Anche il pronunciamento del CEDU diventa oggi un po’ sospetto alla luce delle polemiche emerse nel recente passato circa le sponsorizzazioni di Soros alla Corte Europea dei Diritti Umani.

«In Europa c’è un conflitto di interessi grande come una casa. Riguarda molti giudici della Corte europea dei diritti umani (Cedu) e alcune grandi organizzazioni come la Open Society di George Soros, Amnesty International, Human Rights Watch, ecc. Giudici che collaborano o che hanno collaborato con Ong di attivisti per i diritti umani siedono nei collegi giudicanti in casi dove le stesse Ong sono ricorrenti o parti terze» ha scritto il mensile italiano di ispirazione cattolica Tempi il 23 febbraio 2020.

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«Secondo un rapporto elaborato dallo European Center for Law and Justice (una Ong specializzata nei temi della libertà religiosa), almeno 22 dei 100 giudici permanenti che hanno giudicato i casi presentati alla Cedu fra il 2009 e il 2019 sono ex responsabili o ex collaboratori di sette Ong molto attive nel presentare ricorsi alla stessa Corte. Dodici giudici sono legati alla rete della Open Society Foundation (Osf), sette ai Comitati Helsinki, cinque alla Commissione Internazionale dei Giuristi, tre ad Amnesty International, uno a Human Rights Watch, uno a Interights et uno all’A.I.R.E. Centre» ha aggiunto il periodico.

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«L’Open Society, oltre a contare il maggior numero di giudici ad essa legati che siedono alla Cedu, si distingue anche per il fatto che è fonte di finanziamenti per tutte e sei le altre Ong citate nel rapporto. A partire dal 2009 si contano 185 casi istruiti dalla Cedu nei quali una delle sette Ong citate risulta ufficialmente implicata nella procedura. In 88 di questi casi, alcuni dei giudici del collegio giudicante avevano legami con la Ong implicata nell’affare» ha concluso Tempi.

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – WUHAN.GATES REPORTAGE

GOSPA NEWS – INCHIESTE CORONA VIRUS

GOSPA NEWS – INCHIESTE LOBBY ARMI

RUSSIA TODAY – DAMIAN WILSON ON ECHR JUDGEMENT

TEMPI – I LEGAMI DI SOROS CON I GIUDICI CEDU

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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