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INFERNO IN SIRIA. ATTACCO ISIS A UNA PRIGIONE: 62 Morti: 17 Soldati SDF, 45 Jihadisti

INFERNO IN SIRIA. ATTACCO ISIS A UNA PRIGIONE: 62 Morti: 17 Soldati SDF, 45 Jihadisti

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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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Il tentativo di evasione di almeno duecento terroristi dell’Isis da una delle più grandi prigioni del Rojava, nel nord-est della Siria, si conclude con un massacro. È successo nella prigione di Al-Sina’a nel quartiere di Ghuwayran ad Hasakah.

Esplosioni, bombardamenti, colpi di mitragliatrice per circa 48 ore sono proseguiti ininterrottamente da venerdì 20 a sabato 21 gennaio quando i soldati delle Forze Democratiche Siriane, l’esercito a maggioranza curda alleato degli americani che controlla le aree gestite dall’Amministrazione Autonoma del Nord e dell’Est Siria (AANES), ieri sera ha ripreso il controllo del carcere ma il bilancio è tremendo.

Sono morti almeno 17 soldati delle SDF e membri di Asaysh, unità delle forze di sicurezza interna del Kurdistan iracheno che controllavano la prigione. Non è specificato il numero esatto di prigionieri e aggressori uccisi durante il tentativo di fuga, secondo il tempestivo rapporto del Rojava Information Center (ROC), ma solo 6 sono riusciti a fuggire.

Si stima che almeno 45 membri dell’Isis siano stati uccisi (22 solo sabato) e 110 siano stati catturati dall’esercito curdo. Tra i jihadisti uccisi potrebbe esserci un numero imprecisato di coloro che hanno tentato di aggredire la prigione dall’esterno.

Anche un giornalista ha perso la vita. «Crediamo che fosse un operatore dei media collegato all’Hezen Xwe Parastina qui, le forze di autodifesa locali, quindi affiliato ai militari Possiamo anche confermare che un giornalista di Hawar News locale è rimasto ferito» spiega RIC.

«Il sangue dei nostri martiri è fonte di ispirazione per tutti i nostri combattenti per continuare la lotta contro l’organizzazione terroristica Isis e i suoi sostenitori» scrive in un comunicato il Media Center delle Forze democratiche siriane.

L’allarme è scattato sabato pomeriggio quando un numero imprecisato di guerrieri dello Stato Islamico ha attaccato la prigione lanciando bombe al suo interno.

Da venerdì pomeriggio a sabato mattina c’è stato l’inferno. Alcuni assaltatori dell’Isis sono stati uccisi immediatamente dalla pronta reazione dei militari delle SDF e delle forze speciali di Asaysh.

Alcuni filmati mostrano la brutalità della situazione sul campo, qui i presunti membri delle cellule ISIS che tenevano cinture esplosive e sono stati uccisi dalle SDF sulla base di Ronahi TV (canale locale).

Dopo l’attacco esplosivo, di cui non si sa ancora nel dettaglio come sia avvenuto, c’è stato un intervento aereo a sostegno delle milizie a guardia del carcere da parte dell’aviazione americana.

«Possiamo confermare che la coalizione ha messo in campo voli continui di elicotteri Apache sopra la zona di combattimento dall’inizio dell’attacco, e la scorsa notte ha utilizzato razzi di illuminazione sull’area per assistere le forze di terra SDF e Asayish con la visibilità, oltre ad usare il fuoco delle mitragliatrici  degli elicotteri contro gli aggressori mentre fuggivano dal carcere anche per tutta la giornata di oggi. Aspettiamo di confermare se gli attacchi aerei siano arrivati ​​da jet ma data l’entità delle esplosioni è improbabile che provenissero solo dagli Apaches» Rojava Information Center disse.

Ma quando la minaccia esterna è stata eliminata, all’interno del carcere è scoppiata la rivolta.

«Fonti locali affermano che i combattimenti continuavano oggi (sabato – ndr) all’interno della prigione perché i prigionieri si sono ribellati e sono riusciti a sequestrare un deposito di armi all’interno, non è chiaro se i combattimenti siano ancora cessati. Fuori dal carcere, gli affiliati all’Isis che hanno lanciato l’attacco dall’esterno si sono ritirati dal carcere e continuano a combattere nelle aree circostanti» secondo RIC.

La situazione nelle immediate vicinanze è ancora troppo instabile, quindi ai civili è stato detto di rimanere fermi per ora, ma molti se ne stanno andando per conto proprio. «Per quanto ne sappiamo in questo momento 91 sono riusciti a farcela ma sono stati nuovamente arrestati. Non si sa dove si trovino i 6 e anche il numero degli aggressori fuori dal luogo» ha riferito ieri sera il Rojava Information Center.

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Come mostra un filmato su Twitter, le persone che sono state catturate sono state costrette a togliersi i vestiti e tornare nelle loro celle solo in boxer. Una punizione esemplare visto che le temperature in questi giorni ad Hasaka oscillano tra -1°C (30°F) di notte e 8°C (47°F) di giorno.

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Questo attacco conferma che la minaccia dello Stato Islamico in Rojava è sempre presente e preoccupante. Senza l’impegno militare delle SDF, il Rojava sarebbe facile preda di reazioni anche grazie al fatto che le milizie ISIS, dopo la sconfitta, hanno iniziato a collaborare con gruppi vicini ad Al Qaeda per l’invasione della Turchia che li aveva liberati dalla prigione An Issa nell’ottobre 2019 per reclutarli come mercenari in Siria e Libia, sotto l’egida della NATO.

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Nel Rojava, controllato dall’Amministrazione Autonoma Curda della Siria del Nord e dell’Est (AANES) ma non ufficialmente riconosciuto né dalla Siria né dalla coalizione, c’è quindi il paradosso delle Forze aeree statunitensi che devono aiutare i militari delle SDF contro l’ISIS mentre l’esercito turco della stessa alleanza atlantica protegge i terroristi islamici e lascia loro la possibilità di compiere i peggiori crimini contro l’umanità, come accade ogni giorno ad Afrin. Ma ancora oggi l’UE impone le sanzioni alla Siria e non ai suoi invasori.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – WARZONE SYRIA

GOSPA NEWS – DOSSIER JIHADISTI

“SIRIA: DISASTRO DA SANZIONI CRIMINALI”. Aiuti di Fondazioni Cristiane contro i Danni di UE, USA e NATO

14MILA JIHADISTI IN LIBIA grazie a Turchia, Deep State NATO e Lobby Armi USA. Col plauso dell’ex consigliere di Napolitano, ora ambasciatore a Tripoli

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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