“Israele deve lasciare il Golan”. Schiaffo dell’Onu a Trump ed a Netanyahu, sotto accusa per tangenti

“Israele deve lasciare il Golan”. Schiaffo dell’Onu a Trump ed a Netanyahu, sotto accusa per tangenti
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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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Israele deve lasciare il Golan. Lo ha ribadito nei giorni scorsi l’assemblea generale dell’Onu che ha così dato un grande schiaffo al presidente americano Donald Trump che in più occasioni ha dichiarato legale l’occupazione dei territori strappati dall’esercito di Tel Aviv alla Siria.

La notizia non ha avuto risalto sui media occidentali che invece nel giugno scorso avevano celebrato con entusiasmo la posa della prima pietra della città Trump Heights, così denominata dal premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo il pubblico riconoscimento da parte della Casa Bianca dei territori occupati da Israele nell’altopiano del Golan.

Un soldato israeliano su un carroarmato nell’altopiano del Golan annesso da Israele controlla il villaggio siriano di Breqa nel novembre 2012. AFP PHOTO / JACK GUEZ (Photo credit should read JACK GUEZ/AFP/Getty Images)

La condanna dell’occupazione israeliana è stata fatta da una delle tante risoluzioni delle Nazioni Unite che ormai è divenuto un organizzazione totalmente priva di potere e valenza internazionale dopo che i paesi con diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza (Usa, Russia e Cina) hanno dimostrato in più occasioni il blocco di ogni azione concreta per il ripristino del diritto internazionale nei paesi al centro di guerre civili o internazionali come la Siria.

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A riportare con risalto la notizia è soltanto Russia Today dopo che un altro media russo, Sputnik News, nei giorni scorsi aveva riportato con risalto la protesta di circa 5mila israeliani scesi in piazza sabato scorso a Tel Aviv per chiedere le dimissioni del premier ad interim Netanyahu dopo la sua incriminazione ufficiale e il fallimento di due elezioni per consentire al Knesset, il parlamento israeliano, di formare un governo e scegliere un nuovo primo ministro.

«L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiede a Israele di lasciare le alture del Golan – territorio siriano che ha catturato nel 1967 e che ha occupato da allora – sostenendo che la sua presenza nella regione contesa è un ostacolo alla pace – si legge su RT – Passata martedì con 91 voti favorevoli, 9 contrari e 65 astensioni, la risoluzione ha invitato Israele ad abbandonare il Golan dopo oltre 50 anni di occupazione, insistendo sul fatto che le nazioni non possono acquisire territori per conquista, un principio fondamentale del diritto internazionale». TRa i paesi che si sono astenuti per l’occupazione illegale del Golan siriano c’è anche, purtroppo, l’Italia…

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«La continua occupazione del Golan siriano e la sua annessione di fatto costituiscono un ostacolo sulla via di raggiungere una pace giusta, completa e duratura nella regione» ha affermato la risoluzione, chiedendo che «Israele si ritiri da tutto il Golan siriano occupato».

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alcuni mesi fa ha firmato il riconoscimento delle alture del Golan come territorio israeliano

Il rimprovero arriva mesi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riconosciuto la sovranità israeliana sul Golan, invertendo la politica americana di vecchia data e contraddicendo una serie di precedenti risoluzioni delle Nazioni Unite che condannavano la presenza di Israele sul territorio.

In un altro caso più recente, Washington ha anche dato una nuova definizione agli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, che sono stati anche oggetto di precedenti misure ONU. Oltre alla risoluzione del Golan, l’Assemblea Generale ha approvato martedì altre quattro misure relative a Israele, una sollecitando il «rispetto e la conservazione delle «terre palestinesi occupate – compresa la Cisgiordania e Gerusalemme est – e riaffermando la «illegalità israeliana attività di insediamento».

Le altre risoluzioni hanno riconosciuto il lavoro dei dipartimenti delle Nazioni Unite dedicati alle questioni palestinesi e hanno chiesto la continuazione di un “programma speciale” per diffondere informazioni sulla Palestina e le relative decisioni delle Nazioni Unite.

Gli Stati Uniti hanno votato contro tutte e cinque le misure in tandem con Tel Aviv. A differenza delle risoluzioni approvate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che sono giuridicamente vincolanti, l’Assemblea Generale non ha il potere di applicare le sue misure, rendendo le adozioni di martedì in gran parte simboliche. Ma possono comunque sottolineare la crescente opposizione internazionale al progetto di occupazione e insediamento decennale di Israele.

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Durante la sua guerra con l’Egitto nel 1967, Israele catturò il Sinai e Gaza – entrambi detenuti all’epoca dall’Egitto – annesse la Cisgiordania dalla Giordania, sequestrò le alture del Golan dalla Siria e occupò Gerusalemme Est, triplicando le dimensioni del paese in pochi giorni.

Fino ad oggi, Israele ha solo acquisito il controllo del Sinai e continua ad occupare gli altri territori. Qualche giorno fa circa 5 mila manifestanti hanno organizzato una manifestazione a Tel Aviv per chiedere le dimissioni di Netanyahu dopo la notizia della sua incriminazione per i suoi crimini e molti loschi affari internazionali.

«Il procuratore generale israeliano ha accusato il Primo Ministro Benjamin Netanyahu di accuse di corruzione dopo mesi di incertezza sul fatto che Netanyahu sarebbe stato in grado di mantenere la sua leadership nel Paese. È accusato di corruzione e frode – ha riferito Russia Today – Netanyahu è accusato di violazione della fiducia e delle frodi derivante da tre casi in cui ha presumibilmente concluso accordi illeciti – con sostenitori o aziende locali – in cambio di regali o denaro».

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Il procuratore generale Avichai Mandelblit ha annunciato l’accusa, sospesa su Netanyahu per mesi, in una dichiarazione giovedì scorso. Il caso più grave riguarda l’accusa di alterare le normative sulle telecomunicazioni a favore della società di telecomunicazioni Bezeq, il cui proprietario, Shaul Elovitch, gestiva anche il sito di notizie Walla News.

Incassato un guadagno inatteso da $ 500 milioni, Elovitch avrebbe presumibilmente fatto pressione sui suoi redattori per rendere la copertura più favorevole al Netanyahu. Quel caso comporta un’accusa di corruzione in aggiunta alla violazione della fiducia e della frode, ed anche Elovitch e sua moglie devono rispondere delle accuse di corruzione..

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

RUSSIA TODAY – UN RESOLUTION ON GOLAN

RUSSIA TODAY – NETANYAHU CRIMES INDICTED

SPUTNIK NEWS – PROTESTER IN TEL AVIV

GOSPA NEWS – I REPORTAGES SULLE ZONE DI GUERRA

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