Bibbiano, raffica di accuse: restano indagati Sindaco, assistente sociale LGBT e psicologi delle scosse elettriche ai bimbi. Indagini chiuse per 26

Bibbiano, raffica di accuse: restano indagati Sindaco, assistente sociale LGBT e psicologi delle scosse elettriche ai bimbi. Indagini chiuse per 26
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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Peculato, abuso d’ufficio, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsa perizia anche attraverso l’altrui inganno, frode processuale, depistaggio, rivelazioni di segreto in procedimento penale, falso ideologico in atto pubblico, maltrattamenti in famiglia, violenza privata, lesioni dolose gravissime, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Questi i reati contestati a vario titolo alle 26 persone coinvolte nel caso Bibbiano per gli affidi di minori strappati alle famiglie a volte senza motivo, privati dell’amore dei genitori, tanto da negare loro persino i regali per creare una cesura di legami affettivi, sottoposti a terapie invasive e qualche volta finiti nelle case di coppie gay. I capi di imputazione al centro delle misure cautelari sono stati tutti confermati e alcuni, nel frattempo, integrati.

La Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha chiuso le indagini sull’inchiesta Angeli e Demoni avviata grazie alle preziose investigazioni dei Catabinieri del capoluogo. Non solo sono stati tutti confermati i reati rilevati dagli invetigatori della Benemerita ma ne sono stati individiuati alcuni nuovi tanto che le presunte violazioni sono passate da 102 a 108.

Per un’unica persona è stato chiesto il proscioglimento, un’altra ha chiesto di aderire al patteggiamento che verrà discusso in un’udienza il prossimo 27 gennaio. Tutti altri 26 indagati hanno tempo 20 giorni per fornire prove a discolpa o memorie difensive. Dopodichè il pm titolare Valentina Salvi procederà alle richieste di rinvio a giudizio che dovranno essere poi vagliate dal Giudice dell’Udienza preliminare.

 

MASSICCIA ATTIVITA’ ISTRUTTORIA: ACCUSE AGLI PSICOLOGI

“La massiccia attività istruttoria” dopo le misure cautelari attraverso consulenze, interrogatori, analisi dei documenti, ha consentito “non solo di confermare le ipotesi accusatorie già riconosciute dal Gip in fase cautelare”, ma anche “di integrare il quadro probatorio in relazione a talune non riconosciute dal gip stesso in fase di emissione misura e anche di individuare nuove fattispecie”.

Ha scritto il procuratore capo emiliano Marco Mescolini nell’atto di conclusione delle indagini notificato dai Carabinieri agli indagati. Tra loro ci sono anche i tre indiziati principali che nei rispettivi ruoli avrebbero contribuito alla creazione del cosiddetto “Sistema Bibbiano”.

Il direttore scientifico dell’onlus Hansel e Gretel di Moncalieri, Claudio Foti

Tre i capi d’imputazione nei confronti del guru della “Hansel e Gretel”. Concorso in abuso d’ufficio l’accusa nei confronti di Claudio Foti alla quale si sono aggiunte, sulla base delle registrazioni delle sedute da lui sostenute con alcuni minori presentate dal legale dello psicologo in sede di tribunale, frode processuale e lesioni personali gravissime.

Ancora non si conoscono gli atti ma si potrebbe ritenere che quest’ultima accusa sia in qualche modo correlata all’apparecchio Neurotek delle scosse, adoperato dalla sua compagna e collega dell’associazione Nadia Bolognini durante le sedute piscoterapeutiche presso La Cura di Bibbiano. Ciò non è comunque confermato per Foti mentre lo è per l’altra psicologa.

«Bolognini è accusata di aver alterato lo stato psicologico di minori e di aver utilizzato, in alcuni casi, la “macchinetta dei ricordi”, strumento a impulsi elettromagnetici non riconosciuto dall’ordine degli psicologi in Italia, attraverso il quale avrebbe estrapolato i ricordi traumatici presenti nella mente del bambino, sostituendoli con quelli positivi» riporta TGCOM24. Una pratica non autorizzata da nessun tipo di struttura sanitaria tantomeno nei confronti di minori.

ASSISTENTE SOCIALE E COPPIE AFFIDATARIE LGBT

«Tra i principali indagati rimane anche Federica Anghinolfi, dirigente dei servizi sociali della Val d’Enza. Secondo quanto contestato dalla procura nel provvedimento, la capa degli affidi, avrebbe, minacciato i genitori di uno dei bambini, intimidando che gli avrebbe permesso di vedere i figli “a condizione che rilasciasse ai Servizi Sociali il suo consenso a che il figlio minore fosse sottoposto ad un percorso di psicoterapia specialistica con Foti”. Per i pm, Anghinolfi avrebbe compiuto “atti idonei diretti in modo inequivoco a costringerlo a prestare il predetto consenso”. Tutto, al fine di procurare a Foti Claudio, profitti in denaro, “pari al corrispettivo richiesto per le sedute terapeutiche di euro 135 ogni ora”» riporta Cristiana Tosi su Il Giornale.

L’assistente sociale arrestata Federica Anghunolfi, attivista LGBT

Gran parte dell’inchiesta ruota infatti intorno alla figura dell’attivista LGBT Anghinolfi, anch’essa finita a suo tempo ai domiciliari, che “in costante raccordo” con gli amministratori pubblici, attraverso una sorta di forzosa caccia al pedofilo, non comprovata da riscontri oggettivi, ha orientato alcuni affidamenti a coppie lesbiche – in almeno due casi – affidando una bambina persino all’ex compagna Fadia Bassmaji. Scriveva il Gip nell’ordinanza emessa in seguito alle richieste del sostituto procuratore Valentina Salvi dopo il corposo dossier elaborato dai Carabinieri del Reparto Operativo di Reggio Emilia.

«Dalle carte della Procura sono emersi dei particolari raccapriccianti che riguardano Federica Anghinolfi, la psicoterapeuta “papessa” del “sistema Bibbiano” e Francesco Monopoli, entrambi indagati. Lo rivela Il resto del Carlino – sintetizza un articolo de Il Primato Nazionale firmato da Cristina Gauri – I due avrebbero affidato una bambina alla coppia di donne omosessuali formata da Daniela Bedogni e l’attivista Lgbt Fadia Bassmaj (entrambe indagate), diradando progressivamente gli incontri con la famiglia naturale “senza alcuna motivazione, isolando la piccola e impedendo altresì lo scambio di corrispondenza e regali”».

 

BAMBINA CON LA COPPIA LESBICA TRA SHOW CON FALLI ARTIFICIALI

Ma la piccola si ritrovò a vivere in un contesto a di poco squallido: «Le due affidatarie lesbiche sono indagate “per aver omesso di riferire al perito particolari rilevanti relativi alla vita della minore“. A quanto pare, infatti, la vita nella famigliola arcobaleno non era proprio rose e fiori. Le indagini hanno infatti rilevato la presenza di  “un disegno della bambina” che raffigurava “le donne mano per mano con la frase ‘Vai via perché se ci sei tu non possiamo fare l’amore’”. Da segnalare il ritrovamento di una frase scritta dalla piccola sul disgusto della provato “nel ricevere la buonanotte” da una delle due indagate “nuda”, nonché nell’assistere a un’effusione tra le due. Ma compaiono anche i racconti dei sogni fatti dalla minore “da lei descritti in fogli sequestrati, su spettacoli teatrali pornografici’ con ‘peni finti’ messi in scena dalle affidatarie”. Le due donne sono indagate anche “per aver omesso di riferire al perito dell’intenso rapporto di amicizia tra Bassmaji e Anghinolfi, e della condivisione di iniziative per la difesa dei diritti lgbt anche sugli affidi a omosessuali“» aggiunge sempre Il Primato Nazionale.

Ad Anghinolfi la Procura contesta anche di aver corrisposto all’ex compagna Cinzia Prudente, (indagata), “un ingiusto profitto di 250 euro al mese per l’affido di una minore, in assenza di una reale necessità, anche dopo che la bambina era diventata maggiorenne, per incontrarla due volte al mese per due ore per prendere un caffè e chiacchierare, come indicato dalla stessa ragazza”. Non solo: la psicoterapeuta di Bibbiano è anche indagata per violenza privata nei confronti di un’assistente sociale, “perché approfittando della sua posizione di debolezza di neoassunta a tempo determinato, l’ha costretta a redigere relazioni finalizzate ad allontanare minori contendenti circostanze false od omesse che avrebbero permesso all’autorità giudiziaria una valutazione ulteriore e diversa”.

 

RESTANO LE IPOTESI DI REATO PER IL SINDACO

Oggi la procura rimarca gli stretti legami dell’assistente sociale, tali da rendere ravvisabili ipotesi di reati, con il sedicente piscologo Foti (in realtà laureato solo in Lettere), anello di congiunzione secondo i Pm anche con il Sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, prima agli arresti domiciliari, poi all’obbligo di dimora nel suo comune di residenza, Albinea, per intervento del Tribunale del Riesame e infine liberato da ogni misura restrittiva dagli stessi giudici su indicazione della Corte di Cassazione.

Andrea Carletti, Sindaco di Bibbiano, sospeso e reintegrato dal Prefetto nelle sue funzioni

L’amministratore pubblico per i giudici romani era stato sottoposto a misure cautelari senza motivi, benchè fosse indagato in un’inchiesta delicatissima nella quale il rischio di inquinamento delle prove documentali era ed è altissimo, e ciò aveva indotto il Partito Democratico a cantare vittoria, esattamente come per l’ex Sindaco di Riace Domenico Lucano (oggi sotto processo). E’ stato sospeso ma poi reintegrato nelle sue funzioni dal Prefetto.

Bibbiano come Riace: grazie alla Cassazione tra Angeli e Demoni il PD brinda a tarallucci e vino

 

Ma la conclusione delle indagini smorza ogni entusiasmo.

«Tra i destinatari dell’avviso di chiusura delle indagini anche Andrea Carletti. Il sindaco di Bibbiano e delegato dell’Unione Comuni Val d’Enza alla specifica materia delle politiche sociali, che si conferma indagato per abuso di ufficio e falsità ideologica – riferisce Il Giornale – Secondo quanto redatto dai pm l’ex sindaco dem avrebbe lavorato assieme a Foti alla creazione di un progetto volto a consentire, allo psicologo, la prosecuzione illecita del servizio di psicoterapia. Una comunità per minori che, sotto proposta proprio del sindaco dem, sarebbe nata nel paesino dove operava il primo cittadino. A Bibbiano. Un’idea già andata in porto e pronta a prendere forma e la cui gestione degli spazi, in assenza di qualsivoglia procedura ad evidenza pubblica, era già stata interamente affidata al centro studi Hansel e Gretel».

BAMBINI DI BIBBIANO: LE TERAPIE “HANSEL E GRETEL” PROMOSSE DALLA SUORA FAN PD

Dall’ultimo atto della Procura di Reggio Emilio emergono poi alcuni degli aspetti raccapriccianti riferiti nel dettaglio da un articolo di TGCom24:

 

PSICOTERAPEUTA SI FINGE LUPO CATTIVO E I REGALI NEGATI

«Psicoterapeuta si travestì da lupo cattivo Emergono poi dettagli scioccanti dall’inchiesta. L’accusa sostiene che la psicoterapeuta Nadia Bolognini si travestì da lupo o da altri personaggi “cattivi” dell’immaginario popolare, inseguendo un bambino all’interno del proprio studio e urlandogli contro “col dichiarato fine di punirlo e di sottometterlo”. Al termine del gioco, la terapista associava la figura del lupo cattivo al compagno della madre coinvolto in un’inchiesta su presunti abusi sessuali».

“FORTETO E BIBBIANO: ORRORI ANNUNCIATI NEL SOLCO DELLA CULTURA DI SINISTRA”

Nell’inchiesta ci sono anche i regali e le lettere dei genitori naturali, consegnati al Servizio sociale della Val d’Enza, ma mai fatti avere ai bambini in affido nella casa famiglia La Cura di Bibbiano o in affido temporaneo a coppie di privati. Un modus operandi tristemente noto già nella comunità toscana Il Forteto finita al centro di vari procedimenti giudiziari e pesanti sentenze giudiziarie per pedofilia come evidenziato dal deputato Stefano Mugnai che sugli scandali della struttura fiorentina ha chiesto ed ottenuto la Commissione parlamentare d’inchiesta da poco istituita.

«LA MIA BIMBA MALATA DI CUORE RAPITA DALLO STATO E IMBOTTITA DI PSICOFARMACI»

La finalità in entrambi i casi era quella di creare una cesura affettiva tra genitori e minori in modo che questi ultimi sentendosi soli accettassero di buon grado ogni prescrizione della struttura di accoglienza.   da parte degli operatori, esemplificato anche da un messaggio in una chat di gruppo acquisito grazie al sequestro di telefoni agli indagati, dove si parla della mole di materiale ricevuto e mai consegnato.

Al via la Commissione parlamentare sugli “orchi rossi” del Forteto. Fascicoli persi nel Tribunale Minori che seguì Bibbiano

Per fortuna sono arrivati i Carabinieri a fare luce su oltre un centinaio di reati penali. Nel frattempo si attende che il Cnsiglio Superiore della Magistratura faccia chiarezza sulla denuncia inoltrata dall’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia sui fascicoli spariti dal Tribunale dei Minori di Bologna, competente proprio sulla Val d’Enza, ed altre gravissime anomalie segnalate dalla presidente Celestina Tinelli a nome degli altri colleghi del Foro emiliano.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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FONTI PRINCIPALI

GOSPA NEWS – INCHIESTE MINORI – PEDOFILIA

GOSPA NEWS – INCHIESTE GIUSTIZIA – MAFIA

IL GIORNALE – CHIUSA INDAGINE BIBBIANO

TGCOM24 – RESTANO 26 INDAGATI PER BIBBIANO

IL PRIMATO NAZIONALE – LA BIMBA  CON LA COPPIA GAY

“MIA FIGLIA DEVASTATA DAGLI PSICOFARMACI, SEGREGATA E COSTRETTA AD ABORTIRE DALLO STATO”

BAMBINI RAPITI DALLA LEGGE: a soli 3 anni nelle mani dell’orco. Fiesoli portato in carcere, quanto ci resterà?

 

 

 

 

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