RUSSIA-GATE CONTRO TRUMP: ARRESTATO ANALISTA DEL COMPLOTTO! Ha mentito all’FBI sull’origine del Dossier dello 007 Steele

RUSSIA-GATE CONTRO TRUMP: ARRESTATO ANALISTA DEL COMPLOTTO! Ha mentito all’FBI sull’origine del Dossier dello 007 Steele

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Introduzione di Gospa News

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Tutti i nodi cominciano a venire al pettine, anche se ormai è troppo tardi. L’ultimo arresto eccellente operato dagli agenti del Federal Bureau of Investigation (FBI) nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto RussiaGate, anche denominato Steele Dossier dal nome dell’agente del controspionaggio britannico che creò il fascicolo infamante contro l’ex presidente Donald Trump, conferma che ci fu un un ben articolato ed esteso complotto.

Esso fu sfruttato ad arte dai parlamentari Democratici per screditare il rivale Repubblicano che sedeva nella Casa Bianca. Quando cominciò ad emergere l’infondatezza delle accuse arrivarono invece due whistleblower della Central Intelligence Agency che contestarono a Trump qualcosa di ancor più paradossale: ovvero le pressioni sull’Ucraina.

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Ciò parve subito paradossale a chi aveva seguito minimamente la tragedia di piazza Maidan con il sanguinario golpe perpetrato a Kiev da un complotto occidentale pesantemente influenzato dall’amministrazione Obama-Biden.

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Nacque così lo scandalo UkraineGate per la regia del quale fu pubblicamente ringraziato il Deep State da un ex direttore della CIA di area democratica. Com’è noto Trump si trova sottoposto ad impeachment dal quale ovviamente uscì a testa alta, proprio come già era accaduto per il RussiaGate.

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La sua vittoria contro le trame occulte di un potentato massonico-sionista e dell’intelligence da esso pilotata fu tale da far nascere l’inchiesta sul cosiddetto ObamaGate, ovvero i sabotaggi metapolitici costruiti dall’ex presidente USA del Democratic Party. Il risultato finale, comunque, è stato sfavorevole a Trump durante la sfida per le presidenziali contro Joseph Biden. Anche per i molteplici casi di sospetti brogli elettorali favori da circa 400 milioni di contributo di Marco Zukerberg, come evidenziato in un recente reportage.

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di Sputnik International

L’analista russo Igor Danchenko ha preso parte alla creazione del cosiddetto Steele Dossier, un rapporto contenente accuse di collusione tra la campagna presidenziale di Donald Trump e il governo russo.

Igor Danchenko, uno degli analisti dietro il dossier Steele, secondo cui l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha collaborato con il governo russo durante la sua campagna presidenziale del 2016, è stato arrestato giovedì nell’ambito dell’indagine di Durham e accusato di cinque capi d’accusa, ha detto il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. .

L’analista di origine russa è accusato di aver rilasciato false dichiarazioni all’FBI, con il Dipartimento di Giustizia che ha affermato di aver mentito sulla fonte delle informazioni fornite all’FBI durante la campagna presidenziale del 2016.

Danchenko comparirà in un tribunale di Alexandria, in Virginia, giovedì alle 14:30. ora locale. In precedenza, il New York Times ha riferito dell’arresto di Danchenko, citando persone che hanno familiarità con la questione.

John H. Durham era stato nominato dall’ex presidente Trump per esaminare l’indagine sulla Russia per eventuali illeciti. Lo stesso Durham non ha commentato la notizia.

Il comunicato stampa del Dipartimento di Giustizia degli USA

Il famigerato dossier Steele (chiamato anche RussiaGate – ndr), che è una raccolta di accuse e affermazioni secondo cui la campagna di Trump avrebbe cooperato con il governo russo per vincere le elezioni presidenziali del 2016, è stato screditato dagli investigatori statunitensi come inaffidabile e basato in gran parte su fonti anonime. Inoltre, un rapporto del consigliere speciale Robert Mueller, che è stato nominato per indagare sulle affermazioni della “collusione Trump-Russia”, non ha trovato prove di alcuna cospirazione tra Trump e il Cremlino.

Il procuratore generale John Durham

Anche dopo che il dossier è stato smentito, sia Danchenko che il suo datore di lavoro, l’ex agente dei servizi segreti britannici Christopher Steele, hanno difeso il loro lavoro. In un’intervista del 2020 con il NYT, Danchenko ha affermato che il suo lavoro era solo quello di raccogliere “intelligenze grezze” e di trasmetterle semplicemente a Steele. Quest’ultimo, a sua volta, ha continuato a insistere sul fatto che crede ancora che Trump sia colluso con la Russia.

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L’ex presidente Trump stesso ha bollato le accuse di “collusione con la Russia” come nient’altro che una “caccia alle streghe” e “la bufala della Russia”. Ha nominato Durham per esaminare il modo in cui l’FBI ha indagato sulle affermazioni sulla “collusione” – un’indagine iniziata nel 2016 e che da allora ha suscitato molte domande. In particolare, il Dipartimento di Giustizia ha criticato l’FBI nel 2019 per non aver informato i giudici che alcune delle cose che Danchenko aveva detto loro avevano messo in dubbio le affermazioni fatte nel dossier.

Durham ha mostrato interesse per Danchenko a febbraio quando ha usato un mandato di comparizione per ottenere vecchi file personali sull’analista dalla Brookings Institution, dove Danchenko lavorava.

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L’analista di origine russa è stato identificato come una delle fonti “che ha fornito dati e analisi” per il famigerato dossier Steele nel 2020, con la personalità di Danchenko che suscita ulteriori dubbi sulla credibilità delle affermazioni di Steele. All’epoca, il NYT ha osservato che, rivolgendosi a Danchenko per le informazioni, Steele aveva finito per “fare affidamento non su qualcuno con una storia di lavoro con agenti dell’intelligence russa o che portasse alla luce le loro attività segrete, ma invece un ricercatore concentrato sull’analisi degli affari e rischi politici in Russia”.

di Daria Bedenko
Pubblicato originariamente su Sputnik International

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fonte selezionata da Gospa News

2 pensieri su “RUSSIA-GATE CONTRO TRUMP: ARRESTATO ANALISTA DEL COMPLOTTO! Ha mentito all’FBI sull’origine del Dossier dello 007 Steele

  1. Ulteriore conferma di trame oscure da parte di squallide lobby, e in Italia il Parlamento é stato praticamente esautorato da presidenti non eletti

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