SIRIA, TRAFFICO D’ORGANI IGNORATO DA ONU E NATO: Da White Helmets e Al Qaeda al mercato nero in Turchia denunciato dalla TV CBS

SIRIA, TRAFFICO D’ORGANI IGNORATO DA ONU E NATO: Da White Helmets e Al Qaeda al mercato nero in Turchia denunciato dalla TV CBS
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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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E’ un video degli orrori. Dura manciata di secondi ma basta a scioccare per ore le coscienze più temprate. E’ la prova che la denuncia depositata all’Onu dalla Russia nel dicembre 2018 contro i sedicenti soccorritori White Helmets per il traffico d’organi clandestino gestito in Siria era fondata.

Ma questo filmato è stato visto da pochissime persone perché il sito internet di Sana (Syrian Arab News Agency), il media sostenuto dal governo di Bashar Al Assad, che lo ha diffuso in Europa viene segnalato come “non sicuro” dalla rete e bisogna “forzare” le informazioni “avanzate” per riuscire ad accedervi.

«L’esercito siriano ha scoperto un nascondiglio che era stato usato da militanti che lavoravano come commercianti di organi nel villaggio di al-Ghadfah nel sud di Idlib. Secondo l’agenzia di stampa statale SANA della Siria, le forze governative hanno trovato organi umani, tra cui cuori, fegati e teste nel rifugio. Gli organi erano conservati in barattoli con cloroformio. I barattoli portavano i nomi delle vittime. Nel nascondiglio sono stati trovati anche documenti personali delle vittime, uomini e donne».

La scoperta della bottega degli orrori è stata riferitta solo dal sito specializzato in gepolitica militare South Front all’interno di un reportage più completo sulla drammatica situazione siriana dove i bombardamenti e gli attentati dei jihadisti dell’ISIS e di Al Qaeda avvengono ogni giorno da quando la Turchia del sultano Receo Tayyip Erdogan ha invaso il Rojava amministrato dai Curdi con l’operazione Peace Spring del 9 ottobre 2019 e il presidente russo Vladimir Putin, alleato di Damasco, ha stipulato tregue fino ad ora rivelatesi inefficaci. Lo scoop è stato poi ripreso da Veterans Today.

«Il nascondiglio comprendeva una stanza destinata agli studi religiosi con pubblicazioni ideologiche radicali. Ciò indica che il sito era appartenuto a uno dei molteplici gruppi miliziani che ancora operano nella Grande Idlib grazie all’opposizione turca alle operazioni antiterrorismo» aggiunge ancora South Front in riferimento ai musulmani estremisti di confessione Sunnita-Salafita.

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Al-Ghadfah si trova nelle vicinanze della città di Maarat al-Numan e per lungo tempo è stato controllato dal partner principale della Turchia a Idlib – Hayat Tahrir al-Sham. La città è stata liberata dall’esercito siriano e dai suoi alleati nel gennaio 2020.

Non è certamente la prima volta che viene scoperto in Siria il commercio illegale e vergognoso di organi umani (soprattutto di bambini perché sono i più sani e pertanto redditizi sul mercato nero) in un’area dove l’organizzazione HTS può fare ciò che vuole grazie alle coperture garantite dalla Turchia, alleato NATO, come evidenziato in vari inchieste sui mercenari jihadisti inviati in Libia.

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LA DENUNCIA DELLA RUSSIA NEL DICEMBRE 2018

L’allarme sul terribile fenomeno fu lanciato il 20 dicembre 2018 alle Nazioni Unite ma è rimasto completamente ignorato dalle tante agenzie internazionali che con una mano scrivono dossier per dimostrare di voler combattere l’ideologia del Jihadismo ma con l’altra archiviano le denunce anche se sono circostanziate.

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«I ‘White Helmets’ non sono un gruppo di soccorso ma un’estensione dei militanti jihadisti, e dovrebbero essere designati un’organizzazione terroristica, lo ha dichiarato l’inviato della Russia alle Nazioni Unite nella presentazione di prove sui reati dell’organizzazione». Riportò Gospa News un anno e mezzo fa citando un articolo di Russia Today in cui la diplomazia di Mosca chiese che tale organizzazione fosse inserita tra quelle terroristiche.

«Lodati in Occidente come volontari di soccorso umanitario, in realtà gli “elmetti bianchi”, secondo Maxim Grigoriev, direttore della Fondazione per lo Studio della Democrazia con sede in Russia, lavorano con i militanti islamici in Siria, raccolgono organi dalle vittime che fingono di “soccorrere”, mettono in scena armi chimiche false e altri attacchi per telecamere e saccheggiano i corpi e case di siriani uccisi e feriti nella guerra».

ELMETTI BIANCHI DENUNCIATI PER TRAFFICO D’ORGANI

La Fondazione sugli Studi della Democrazia con sede in Russia è membro della Global Counter-Terrorism Research Network (rete globale di ricerca antiterrorismo GCTRN) istituita nel 2013 dalla direzione esecutiva del Comitato antiterrorismo dell’ONU. Ma sul sito ufficiale del Counter-Terrorism Committee Executive Directorate (CTED) che gestisce tale rete non vi è alcuna traccia né di inchieste sul traffico d’organi né sui White Helmets.

L’inviato della Russia presso l’ONU, Vassily Nebenzia, disse che le prove mostrano che il gruppo, noto come Syrian Civil Defence,è pericoloso. Solo nella Ghouta Orientale, tra 100 e 150 membri dei White Helmets erano anche membri di gruppi terroristici e militanti, tra cui il famoso Fronte Al Nusra, costola siriana di Al Qaeda, poi confluito in Hayat Tahrir al-Sham.

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Si sono impegnati a costruire trincee, tunnel e fortificazioni per i militanti, vantandosi apertamente della loro appartenenza ai social media, ma negando ogni volta che venivano intervistati dai giornalisti occidentali.

«I racconti di Facebook dei membri dei White Helmets sono zeppi di materiale propagandistico di gruppi terroristici, tra cui Stato Islamico e al-Qaeda, in cui si lodano Osama bin Laden e altri individui elencati dalle Nazioni Unite come terroristi» disse Grigoriev, aggiungendo che il i cosiddetti soccorritori hanno anche pubblicato «centinaia di foto con le armi nelle loro mani».

 

LE TESTIMONIANZE SUL TRAFFICO DI ORGANI

Il gruppo fu fondato nel 2014 da James Le Mesurier, ex ufficiale dell’esercito britannico in cui operò come agente dell’MI6 prima di diventare mercenario nel campo dell’intelligence internazionale, e pertanto fu ritenuto una creazione degli 007 di Sua Maestà a sostegno dei ribelli siriani anti-Assad.

Come spiegato in un precedente articolo sui mille jihadisti arrivati in Italia nelle ultime settimane Le Mesurier fu trovato misteriosamente morto a Istanbul nel novembre scorso, poche settimane dopo l’inizio delle operazioni con cui Ankara cominciò ad arruolare i jihadisti di vari gruppi terroristici /tra ci ISIS e Al Qaeda) nel Turkish National Syrian Army finanziato e armato contro i Curdi che amministrano il Rojava e per la difesa dell’occupazione di Afrin dove gli abusi contro la popolazione curca per la sostituzione etnica sono all’ordine del giorno.

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«Un certo numero di paesi occidentali, come il Regno Unito e il Canada, ha annunciato con orgoglio che avrebbero accolto gli Elmetti Bianchi come rifugiati, dopo che diverse centinaia di membri del gruppo sono state evacuate da un’enclave occupata da jihadisti nel sud della Siria prima dell’avanzata delle truppe governative» scrisse Russia Today riportando le denunce di Grigoriev.

«Molti residenti locali intervistati per la ricerca hanno parlato di persone “salvate” dagli elmetti bianchi che finivano morti, con i loro organi interni mancanti. Uno dei testimoni intervistati era un ex membro di Ahrar al-Sham, che ha testimoniato che il suo comandante Shadi Kadik, noto anche come Abu Adel Al-Halabi (di Aleppo), ha riconosciuto il prelievo di organi» aggiunse RT.

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Il numero totale di casi riguardanti il furto di organi è di «almeno parecchie centinaia» solo ad Aleppo, ha testimoniato Grigoriev. Invece di salvare civili e bambini, i White Helmets hanno saccheggiato le case danneggiate nei combattimenti e nei cadaveri dei morti, costringendo i bambini a uscire da scuole e asili per istituire uffici lì.

«A una stima approssimativa, su 26 centri operativi nella Ghouta orientale, dieci erano situati in scuole e uno in un asilo nido» ha citato Grigoriev dalla testimonianza di un giornalista siriano della zona.

 

INCHIESTA CBS SUL MERCATO NERO IN TURCHIA

Il fenomeno della rete clandestina di trafficanti di organi è tornato di attualità nel maggio 2020 grazie al reportage di una tv americana.

«Un documentario vincitore di un concorso internazionale ha portato alla luce un fenomeno che riguarda e vede come potenziali vittime milioni di siriani rifugiati in Turchia: la pratica di vendere organi interni pur di ottenere denaro con cui sfamare la famiglia. La corrispondente dell’emittente american Cbs News Holly Williams e il produttore Haitham Moussa hanno realizzato ‘Selling Organs to Survive‘ (‘Vendere gli organi per sopravvivere’, ndr), un capitolo del documentario ‘Down to Earth’ che si è aggiudicato l’edizione 2020 del Webby Award for Social, News and Politics, un riconoscimento istituito nel 1996» ha riferito l’agenzia DIRE in un articolo del 22 maggio 2020.

L’inchiesta di Williams e Moussa è partita da una serie di annunci su Facebook in cui si sponsorizzava l’acquisto di reni e fegati umani rivolto ai rifugiati residenti in Turchia al confine con la Siria. I profughi scappati dalla guerra in Siria non possono tornare a causa dell’insicurezza e dello stato di devastazione in cui versa il loro Paese d’origine.

«Ma trovare un lavoro in Turchia non è semplice e così fare la spesa, pagare l’affitto e mantenere i figli che vanno a scuola può diventare un’impresa per centinaia di famiglie. Da qui, la decisione dei due giornalisti di partire per il Medio Oriente. Con telecamere nascoste, i due reporter sono riusciti a documentare la compravendita di “materiali umani” sul mercato nero» si legge ancora.

In Turchia la compravendita di organi è vietata dalla legge, che la ammette solo in caso di necessità e tra consanguinei. Pertanto, ai profughi i compratori forniscono dei documenti falsi con cui presentarsi in ospedale e sottoporsi alle operazioni.

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Ma nonostante queste denunce e inchieste il video di Sana sul nascondiglio di Idlib con organi umani in barattoli di cloroformio è visibile a pochi perché il sito viene definito non sicuro.

Viene il sospetto che il media sia finito, per rappresaglia, nel mirino del Global Internet Forum to Counter Terrorism (GIFCT), un’organizazione non governativa creata nell’agosto 2017 da Facebook, Microsoft, Twitter and YouTube per ridurre la diffusione del terrorismo e dell’estremismo violento online insieme a paesi NATO (Belgio, Francia, Germania, USA, UK) in alleanza con Israele, Emirati Arabi Uniti, India e Indonesia.

Nel seminario di Londra del dicembre 2019, Tech Against Terrorism e GIFCT hanno lavorato per convincere gli agenti delle forze dell’ordine di tutti i paesi del Five Eye a presentare il seminario: praticamente iniziò una collaborazione con l’intelligence dei 5 paesi anglosassoni che hanno finanziato e protetto i White Helmets nella loro attività di fiancheggiamento dei terroristi qaedisti anti-Assad, oggi aiutati da Erdogan tanto in Siria quanto in Libia.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – JIHADISTS REPORTS

GOSPA NEWS – WARZONES REPORTS

SOUTH FRONT

VETERANS TODAY

RUSSIA TODAY

AGENZIA DIRE – INCHIESTA CBS

 

 

 

 

 

 

 

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