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IL TRAGICO TRAMONTO DELL’EURO E LA SVENDITA DELL’ ITALIA. Dibattito IS.CO con Maddalena e Galloni sulla Moneta Sovrana

IL TRAGICO TRAMONTO DELL’EURO E LA SVENDITA DELL’ ITALIA. Dibattito IS.CO con Maddalena e Galloni sulla Moneta Sovrana

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Nell’immagine di copertina Christine Lagarde, presidente BCE, e l’ex giudice Paolo Maddalena, vicepresidente Emerito della Corte Costituzionale

di Ivan Gerosa

Dopo l’articolo SVENDITALIA, ISOLA DI BUDELLI E PRIVATIZZAZIONI SELVAGGE. Recensione al libro dell’ex giudice Paolo Maddalena, Vice Presidente Emerito della Consulta, sarà cambiato qualcosa?

Per chi avesse sperato nel recupero di una certa sovranità nazionale, si dovrà ricredere! Anzi anche coloro i quali avessero creduto in una certa sovranità della stessa Ue, dovranno fare i conti con la (scarsa) capacità dell’UE di ridurre la sua dipendenza dagli Stati Uniti e dalla Cina, come indicato nel programma di autonomia strategica della Commissione europea stessa!

Il famoso economista Nino Galloni

Dai fatti direi quindi proprio di no, anzi, come vedremo in questo video a tema: “Moneta Sovrana e Patrimonio Pubblico”, il Prof. Maddalena torna nuovamente sull’argomento, e si confronta con il Prof. Nino Galloni su diverse tematiche di riferimento e di grande interesse.

Mentre infatti la nuova scure “pro-svendita” Ue si sta abbattendo con tutta la sua forza prorompente per aumentare il numero di privatizzazioni, concessioni da una parte (il mercato interno nazionale), dall’altra persegue (mercato europeo) una politica monetaria miope ed “euorinomane”, per non dire fallimentare.

SVENDITALIA, ISOLA DI BUDELLI E PRIVATIZZAZIONI SELVAGGE. Recensione al libro dell’ex giudice Paolo Maddalena, Vice Presidente Emerito della Consulta

Vedere la signora Lagarde seguire a mo’ di cagnolino la folle politica contenitiva della Fed, che a suon di aumenti del tasso di sconto porterà prima l euro e poi il dollaro alla fase di collasso, è come vedere greggi di pecore andare con il belato più ammiccante fino al macello.

Infatti anche uno studente del primo anno di economia (o anche solo delle scuole secondarie) sa distinguere tra inflazione transitoria per eccesso di offerta e inflazione stagflattiva, per perdurante riduzione dell’offerta! E’ chiaro nel primo caso che un intervento sui tassi sarebbe utile, mentre nel secondo sarebbe suicida!

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Invece assistiamo quotidianamente a una rincorsa al rialzo dei tassi, con ricadute gravissime sui mutui e, infine, ricade anche sul saggio salario reale.

Quanto al pil Moody’s taglia stime pil G20 nel 2023, Italia -1,4% Le stime per l’Italia vengono tagliate da una crescita ‘zero’ a una contrazione del pil dell’1,4%, mandando in soffitta le stime gaudenti di enorme crescita (che in realtà non sarebbe altro che il famigerato “rimbalzo del gatto morto”) attestate dal governo “dei migliori” e seguenti.

Per inciso, immaginare società di rating “private” che determinano i rating (e quindi gli scenari macroeconomici evolutivi) dei vari stati sovrani, direi che, anche n questo caso, è tanto paradossale quanto assurdo….

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Tutto ciò è tuttavia una mera conseguenza dell’adesione all’euro, che compie vent’anni. Vent’anni di moneta unica che hanno avuto l’effetto di distruggere la nostra economia, “grazie” alla quale nel corso degli anni post conversione il nostro avanzo primario (alla faccia della depressione e di una vita “lacrime e sangue”) è costantemente aumentato, provocando, tra l’altro, una vertiginosa crescita nella spesa di interessi dello stato (più di 3.000 miliardi interessi fino a oggi), e da un ‘ altra un corrispondente aumento nel debito delle famiglie (contropartita dell’aumento primario in assenza di investimenti o correttivi pubblici), e con addirittura un saggio salari sostanzialmente stabile dall entrata nell euro (contro crescite spaventose, vicine al 300% per la maggior parte degli altri paesi Ue)! Infatti nei paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) il salario medio annuale è più che triplicato negli ultimi 25 anni, mentre in alcuni paesi dell’Europa centrale (Ungheria, Slovacchia) è raddoppiato. L’Italia è l’unico paese in cui invece è diminuito. FONTE: elaborazione openpolis su dati Ocse
(ultimo aggiornamento: venerdì 8 Ottobre 2021)

Questo doppio fenomeno, ben descritto anche da diversi economisti, comporterà il fatto che il grafico della linea aumento primario e interesso composto continuerà parallela senza incontrarsi mai (essendo i due fattori direttamente correlati)!

Cosa significa tutto ciò?

Semplice, che la moneta unica è destinata a collassare, portando quindi gli stati «dallo status di enti locali o di colonie», come avvertì il celebre economista britannico Wynne Godley nel 1992, a uno status di conflitto e tensione permanente, forse allo scopo di favorire nuovi scenari speculativi per i soliti noti??

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Che il fallimento di una valuta unica sotto la direzione di una sola Banca Europea fosse evidente sin dall’inizio (diciamo già dal divorzio finanze banca d’Italia) era abbastanza ovvio, ma immaginare che sia lo stesso sistema economico a indurne il collasso “più o meno premeditatamente” è cosa tanto imprevedibile quanto assurda! Ma tutto sta avvenendo! Le rincorse alle coperture auree delle banche centrali di tutta Europa sono talmente affannose, che, da alcuni recenti report, il rischio di molti ammanchi nelle riserve contabilizzate, sembrerebbe spingere molte di loro al richiamo aureo, in modalità “ più o meno forzosa…”.

Immaginare comunque un Pese senza moneta è come immaginare una macchina senza carburante!

Senza il recupero della sovranità monetaria (sostenuta da grandi esperti come Auriti, Ioppolo, Caffè e gli illustri invitati al presente webinar), il destino del paese è scritto, saranno solo ulteriori svendite e speculazioni, un po’ come avvenne nel 92 con il “filantropo” Soros & C., con il famoso “Britannia” di Draghi, ecce cc….

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Ma non preoccupiamoci! Tra un po’ qualche servitore del sistema proporrà un altro MES! diranno che servono altri soldi (quando ovviamente è falso) e con questo strumento, sottoposto a clausole “innalzate” pure peggiori dell’attuale PNRR, finiremo l’era dell’euro sotto capestro della Ue, al punto che il nostro attuale o futuro Presidente del Consiglio, dovrà rispondere prima alla Commissione Ue che non al proprio Paese…

In sostanza, come postato recentemente da Lidia Undiemi: “  il Mes non è un fondo cui accedere, ma un ente finanziario internazionale che in cambio di prestiti (a tasso poi da definire periodicamente), chiede di governare un paese indebitato. Oggetto di scambio è dunque l democrazia e i nostri diritti”.

Che dire ….senza parole!

Per questo Isco, Istituto per la Cooperazione internazionale (sito in costruzione), già attivo nel territorio nazionale per oltre un ventennio e titolare di progettualità – prioritariamente in ambito formativo, sociale e socio-culturale – intende approfondire e aumentare la convergenza responsabile su tematiche direttamente ascrivibili alla cooperazione internazionale.

Recentemente il nuovo management, specificatamente caratterizzato da valenze accademica e professionale, che ha ereditato le finalità e le esperienze dell’Istituto, ha inteso – anche attraverso una modifica ed un aggiornamento dello Statuto – focalizzare la propria attenzione – e  correlativamente indirizzare i propri sforzi attraverso iniziative di ricerca, analisi conoscitive, formazione, riflessione, editing e comunicazione – all’area del Mediterraneo ed ai Paesi che si affacciano sullo stesso o che sono almeno indirettamente influenzati da eventi, situazioni, problematiche proprie di tale area.

Idea – guida  e  – conseguenzialmente  –  consapevolezza  operativa è che ciò che concerne tale area – interpretata anche alla luce della sua dimensione più profonda valoriale (come culla di civiltà, cultura, eventi storici, testimonianza, ecc.) – abbia finito per assumere ai giorni nostri una rilevanza geopolitica, strategica, economica e progettuale capace di incidere  pesantemente su molteplici questioni coinvolgenti  il protagonismo e le prerogative di azione sia del settore privato che delle politiche programmatiche.

In questa prospettiva, sia in relazione agli obiettivi statutari generali dell’Istituto sia in rapporto ad iniziative concrete attualmente in configurazione, come una serie di altri Webinar sulla linea di questo primo video, auspichiamo una ampia collaborazione e sostegno, al fine di promuovere una nuova cultura critica per il benessere dei popoli.

Speriamo sempre in un popolo libero e fiero in uno stato sovrano secondo Costituzione!

Ivan Gerosa
Libero pensatore economico, digital project manager e analista Seo-Sem senior

 

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Ivan Gerosa

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