DOSSIER TURCO: I 21 GRUPPI JIHADISTI FINANZIATI DA USA E CIA: armati coi micidiali missili TOW

DOSSIER TURCO: I 21 GRUPPI JIHADISTI FINANZIATI DA USA E CIA: armati coi micidiali missili TOW
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Armi e munizioni fornite dagi Usa
ai miliziani filo-Turchi anti-Assad
sono finite nelle mani di HTS
e altri terroristi di Al Qaeda

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio 

ENGLISH VERSION HERE

“Delle 28 fazioni (nella forza mercenaria turca), 21 erano precedentemente supportate dagli Stati Uniti, tre delle quali tramite il programma del Pentagono per combattere DAESH. Diciotto di queste fazioni sono state fornite dalla CIA attraverso la MOM Operations Room in Turchia, una sala operativa congiunta dei servizi di “Amici della Siria” per sostenere l’opposizione armata. Quattordici fazioni dei 28 erano anche destinatari dei missili guidati anticarro TOW forniti dagli Stati Uniti ”.

Questo riferisce documento di ricerca pubblicato questo ottobre dal think tank turco pro-governo SETA, riportato in un articolo di Max Blumenthal per GrayZone e dalla Syrian Arab News Agency.

È molto strano che un’organizzazione molto vicina al presidente Recep Tayyib Erdogan diffonda un dossier così dettagliato, come se fosse un’esibizione di forza, proprio nei giorni in cui tutti gli occhi del mondo sono concentrati sul dittatore islamico e sulla sua operazione Peace Spring con cui ha invaso il nord-est della Siria, nella regione chiamata Rojava dall’amministrazione autonoma kurda della milizia YPG, la principale componente militare e leader delle forze deocratiche siriane.

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La tabella sinottica (in fondo all’articolo) mostra in dettaglio tutti i nomi dei gruppi armati mercenari alleati della Turchia nel suo Esercito Nazionale di Liberazione (che stanno combattendo per conquistare la vasta zona sicura voluta da Ankara lungo il suo confine. Un’azione militare giudicata tuttavia dal governo di Damasco, Russia, Cina e altri paesi del mondo una brutale aggressione di uno stato sovrano che ha già causato 235 morti (inclusi 22 bambini) e 677 feriti tra curdi, siriani e cristiani, secondo l’ultimo rapporto pubblicato dai media ANHA in merito al rapporto della Mezzaluna rossa curda.

L’elenco mostra che quasi tutte le 42 “bande” militari sostenute dalla Turchia sono composte da arabi (solo uno, Liwa Muntassir Billah da mercenari siriani e curdi). Analizzando i nomi dei gruppi, si scopre che alcuni sono “doppi” o compaiono i nomi precedenti e successivi dello stesso gruppo. I più importanti e noti sono tutti di estrazione islamica sunnita e salfita come i Fratelli musulmani che sostengono il tiranno turco. Il grafico mostra soprattutto le varie voci “segnalate” sui finanziamenti statunitensi attraverso l’operazione della CIA Mom o direttamente dal Pentagono, con l’elenco di tutti i gruppi, considerati terroristi dalla Siria, che hanno beneficiato dei micidiali missili TOW.

Già in un precedente reportage di Gospa News avevamo riferito dei finanziamenti del Dipartimento di Stato Usa ai ribelli siriani nella cospirazione per il regime-change contro il presidente eletto Bashar Al Assad, Sciita Alawita e perciò odiato dai Sunniti, ora dal dossier emergono tutti i dettagli…

I COSPIRATORI CONTRO ASSAD

«Un nuovo documento conferma la collusione degli Stati Uniti e del regime turco riguardo all’offensiva sul territorio siriano. Washington non solo ha dato il via libera all’offensiva, ma ha anche messo i suoi mercenari e terroristi, i cui crimini, per molti anni, sono stati sostenuti e coperti da essa, a disposizione della Turchia – ha scritto Gh.A.Hassoun per Syrian Arab News Agency – Il centro di ricerca turco “Sita” ha svelato, in un documento, che la maggior parte delle organizzazioni terroristiche unite sotto l’ombrello dell’aggressione turca, sono state sostenute e finanziate da Washington e hanno commesso crimini sotto le sue direttive».

«Il documento, pubblicato di recente dal sito web indipendente” The Grayzone “, mostrava che 21 gruppi terroristici, che si sono uniti ai mercenari di Erdogan, erano appoggiati dagli Stati Uniti, direttamente attraverso il Pentagono, o attraverso la CIA e la “sala operativa” ad essa affiliata in Turchia – aggiunge Sana – Secondo il documento, la maggior parte delle organizzazioni terroristiche, fatte circolare da Washington sotto il nome di “moderata opposizione” e armate e addestrate sotto l’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, si sono mosse per completare i loro crimini sotto la guida di Erdogan attraverso l’attuale aggressione sul territorio siriano. Il documento ha chiarito che l’ipocrisia americana e la politica del doppio standard, secondo gli interessi esistenti di Washington, sono comparsi in dichiarazioni di politici e funzionari statunitensi che hanno condannato l’aggressione turca e gli atroci crimini commessi dai mercenari di Erdogan, ignorando il fatto che loro stessi hanno creato questi mercenari e li ha appoggiati al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o alle Nazioni Unite mentre hanno continuato a farlo per più di otto anni».

Le milizie jihadiste filo-Turche utilizzate da Erdogan per invadere il Rojava

Dal dossier risulta che tutti i 42 gruppi di ribelli sono supportati dalla Turchia: metà di loro dalla sola Ankara; 13 di questi sono stati fondati nel 2016 per l’operazione Euphrates Shield (in grassetto): 20th Brigade, 5th Regiment, Ahrar al Sham, Ahrar al Sharqiyyah, Fawc al Mustafa, Jaysh al Ahfed, Jaysh al Ahrar, Jaysh al Sharqiyyah, Liwa al Hurriyah, Liwa al Shimal, Liwa al Shimal al Maghaweer, Liwa al Vatkas, Liwa Samarkand, Liwa Sultan Mehned Fatih, Liwa Sultan Osman, Liwa Sultan Suleyman Shah, Liwa Suquour al Shinal, Rijal al Harb, Shahada al Islam Darayya, Suqour al Sham, Tuwwar al Jazira.

L’altra metà è stato sostenuta anche da finanziamenti statunitensi. Secondo il documento Seta la maggior parte è stata supportata dall’operazione della Cia MOM: 1a divisione costiera, 1a divisione di fanteria, 9a brigata, divisione centrale, Faylaq al Sham, Firqa 23, Firka Sultan Murad, Jabath Samiyah, Jaysh Al Islam, Jaysh al Nasr, Jaysh al Nukhba, Jaysh al Thani, Liwa al Fatik, Liwa Muntassir Billah, Liwa Salam. Il Pentagono (Dipartimento della Difesa) ne ha aiutate direttamente solo 3: 5ª Brigata, Firka Muattasim, Firka Hamza.

Nelle scorse settimane Gospa News aveva scoperto e pubblicato un documento desecretato della Cia che faceva riferimento al piano di regime-change in Siria esistente almeno dal 1983 quando era presidente Hazis Al Assad, padre di Bashar.

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Altri 15 gruppi islamici hanno ottenuto anche i missili TOW: 1a divisione costiera, 1a divisione di fanteria, 2a divisione costiera, 9a brigata, divisione centrale, Fayòaq al Sham, Firqa 23, Firqa Shimal, Firqa Sultan Murad, esercito di Idlib libero, Jabath Samiyah, Jaysh al Nasr, Jaysh al Thani, Liwa Salam, Shahada al Islam Darayya. Anche se alcuni di essi non hanno mai combattuto con Isis come: 1a divisione di fanteria, divisione centrale, Jaysh al Thani, 20a brigata, Fawc al Mustafa, Jaysh al Ahrar, Jaysh al Sharqiyyah, Jaysh al Nasr, Free Idlib Army, Firqa 23, Liwa Sultan Osman.

«Un filmato che mostra i membri dell ‘”esercito nazionale” mercenario turco che decapita prigionieri curdi mentre guidavano l’invasione turca della Siria settentrionale ha suscitato lo sconcerto nazionale, inducendo funzionari del governo degli Stati Uniti, esperti e importanti politici a infuriarsi contro la loro brutalità – ha scritto Max Blumenthal – Sul Washington Post, un funzionario americano ha condannato le milizie come “pazze e inaffidabili”. Un altro funzionario le ha chiamate “criminali e banditi e pirati che dovrebbero essere spazzati via dalla faccia della terra”. Nel frattempo, l’ex segretario di Stato Hillary Clinton ha descritto lo scenario come un “orrore disgustoso”, incolpando esclusivamente il presidente Donald Trump per le atrocità».

«Ma i combattenti coinvolti nelle atrocità nel nord della Siria non erano solo uomini della tribù casuali riuniti in un esercito ad hoc. In effetti, molti erano ex membri dell’Esercito Siriano Libero (ESl-FSA), la forza una volta armata dalla CIA e dal Pentagono e bollata come “ribelli moderati”. Questo inquietante contesto è stato convenientemente omesso dalle denunce senza fiato di funzionari statunitensi e esperti occidentali» si legge nell’articolo invetigativo di GrayZone.

Blumenthal ha inoltre ricordato che nel 2012, quando la Clinton era segretario di Stato, «si è recata a Istanbul per ottenere il sostegno di quelle stesse milizie durante una conferenza “Amici della Siria” convocata da Erdogan» e «ha poi osservato: “Gli uomini duri con le pistole saranno gli attori più probabili in qualsiasi transizione politica rispetto a quelli all’esterno che parlano. E quindi dovevamo capire come potevamo sostenerli sul terreno, equipaggiarli meglio …”».

A sinistra: John McCain con l’allora capo dell’FSA Salim Idriss (a destra) nel 2013; A destra: Salim Idriss (al centro) ad ottobre, annunciando l’istituzione del Fronte Nazionale per la Liberazione, l’esercito mercenario turco che ha invaso la Siria settentrionale – foto GrayZone – collegamento all’articolo nella foto

Uno di quegli “uomini duri” è Salim Idriss, oggi “Ministro della Difesa” del “governo provvisorio” inesistente della Siria e leader de facto delle forze mercenarie inviate dalla Turchia nel nord della Siria, secondo GrayZone che ricorda ulteriormente: «Quando il successivamente il senatore John McCain ha fatto la sua famosa visita a sorpresa al confine turco-siriano nel maggio 2013, nella speranza di ispirare un intervento militare americano, è stato accolto calorosamente da Idriss, l’allora leader dell’esercito siriano libero appoggiato dagli Stati Uniti».

IL REPORTAGE SUI MISSILI IN MANO AI JIHADISTI DI AL QAEDA

Lo scorso maggio il sito investigativo GrayZone ha pubblicato l’articolo di Ben Norton sui missili TOW arrivati alle fazioni sostenute dalla Turchia ed alleate di Al Qaeda a Idlib,  Il BGM-71 TOW (Tube-launched, Optically tracked, Wire-guided – lanciato da un tubo, tracciato otticamente, teleguidato), prodotto per la prima volta nel 1970, è uno dei missili teleguidati anticarro più utilizzati. Può essere lanciato in un’ampia varietà di supporti trasportati manualmente su treppiedi, montati su veicoli blindati nonché sugli elicotteri. Originariamente progettata da Hughes Aircraft negli anni ’60, l’arma è attualmente prodotta da Raytheon.

Un mercenario jihadista filo-turco con la piattaforma di lancio di un missile americano TOW nella provincia di Idlib

«Un funzionario del governo degli Stati Uniti ha anche affermato che Washington ha “dato il via libera” all’uso di devastanti missili anticarro TOW da parte di ribelli islamisti sostenuti dalla Turchia in Siria – ha scritto Norton – Reuters ha riferito il 25 maggio che la Turchia ha aumentato le sue forniture di armi agli militanti collegati ad Al Qaeda che occupano Idlib. L’esercito turco ha anche inviato un convoglio in una base militare nel territorio tenuto dai ribelli a nord della città siriana di Hama. I ribelli sostenuti dalla Turchia hanno pubblicato video sui social media che mostrano militanti che sparano razzi Grad contro posizioni dell’esercito siriano vicino a Hama».

«Ankara sta inviando queste armi pesanti di fabbricazione americana ai ribelli islamici Sunniti aggregati in una coalizione che si autodefinisce il Fronte di liberazione nazionale. Questa alleanza, che è stata fondata nel maggio 2018 e che pretende di essere “moderata”, afferma di far parte del cosiddetto Esercito siriano libero (FSA) e spesso combatte direttamente all’interno dell’esercito turco – ha riferito GrayZone – Questa “moderata” coalizione FSA è guidata da comandanti delle milizie salafiti-jihadiste Ahrar al-Sham e Jaysh al-Ahrar. Comprende anche l’ex alleato di al-Qaeda Nour al-Din al-Zenki, che è noto per decapitare i combattenti filo-governativi e che è stato armato direttamente dalla CIA».

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For better undertandig who are those ties we have to recall the profile and history of the most important jihadist gang.

 

Jaysh al Thani (Esercito dell’Islam)

Nel 2011-2013 era noto come Liwa al-Islam e dal 2013 è attivo col nome di Jaysh al-Islam. Secondo diverse fonti il ​​7 aprile 2016, il quartiere di Sheikh Maqsood ad Aleppo è stato bombardato da questa fazione con granate di mortaio che avrebbero contenuto agenti chimici.

L’8 aprile, un portavoce del gruppo ribelle dichiarò che “armi non autorizzate per questo tipo di scontri” erano state usate contro la milizia curda e i civili ad Aleppo. Ha dichiarato che “Uno dei nostri comandanti ha usato illegalmente un tipo di arma che non è inclusa nella nostra lista”. Non ha specificato quali sostanze fossero state utilizzate ma, secondo la Mezzaluna rossa curda, i sintomi erano coerenti con l’uso di cloro gassoso o altri agenti. Esattamente come sarebbe accaduto nei giorni scorsi a Ras al Ain.

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Welat Memo, un medico della Mezzaluna rossa curda, ha affermato che le persone colpite presentavano “vomito e difficoltà respiratorie”. Il portavoce delle Unità di protezione del popolo curdo (YPG) ha affermato che “la dichiarazione di Jaysh al-Islam è arrivata dopo molte prove e resoconti conclusivi sul gas chimico usato per bombardare il distretto di Sheikh Maqsoud di Aleppo”. Ha anche affermato che il gruppo ha attaccato il quartiere curdo di Aleppo con “armi proibite” molte volte dall’inizio della guerra. Jaysh al-Islam ha successivamente chiarito che si riferiva ai “razzi Grad modificati”, non alle armi chimiche.

L’ex segretario di Stato americano John Kerry, in un discorso ad Aspen, in Colorado, il 28 giugno 2016, ha menzionato Jaysh al-Islam e Ahrar al-Sham come “sottogruppi” di “i terroristi” ISIL e Jabhat al-Nusra. I funzionari dell’amministrazione Obama degli Stati Uniti hanno disapprovato questa menzione e hanno detto al Washington Post, che ha ipotizzato che il commento di Kerry potrebbe essere stato accidentale, che era inesatto e poteva danneggiare gli sforzi del governo americano per convincere i governi russo e siriano a non attaccare Jaysh al-Islam e Ahrar al-Sham. Nel luglio 2016 il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha confermato che la politica dell’amministrazione statunitense nei confronti di Jaysh al-Islam non è cambiata: Jaysh era e non è un gruppo terroristico designato dalle Nazioni Unite, si oppone all’ISIL e non è alleato di Nusra.

 

Jaysh al-Ahrar (Esercito della Libertà) e i legami con Al Qaeda Hts

È un gruppo ribelle salafita armato nella Siria nordoccidentale che ha avuto origine da una cricca composta da 16 unità in Ahrar al-Sham che si è opposta al coinvolgimento nell’operazione Eufrate Shield della Turchia. La maggior parte dei membri del gruppo si è unito a Tahrir al-Sham (HTS), i jihadisti alleati di Al Qaeda che prima si chiamavano Fronte Al Nusra, nel gennaio 2017. Il capo fondatore di Jaysh al-Ahrar, Hashim al-Shaykh (“Abu Jaber”) è stato nominato capo di HTS. Jaysh al-Ahrar ha lasciato l’HTS a settembre 2017 ma ha collaborato strettamente con HTS e Ahrar al-Sham, nonché con altri gruppi ribelli nella zona.

La bandiera di Ahrar al-Sham

Abu Khalid al-Suri, un “leader di al-Qaeda”, ha co-fondato Ahrar al-Sham ed ha contribuito a guidare il gruppo fino fino al momento della sua morte nel febbraio 2014, per un attacco suicida con un’autobomba dell’ISIS. Ha anche permesso che le azioni di Ahrar al-Sham fossero influenzate da Ayman Zawahiri, il leader di al-Qaeda, nonostante il gruppo ufficialmente non avesse alcuna affiliazione con al-Qaeda. Nel 2015, Ahrar al-Sham, “il cui defunto leader ha combattuto al fianco di Osama bin Laden”, ha nuovamente negato di avere legami con al-Qaeda e nel maggio 2016, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Ucraina hanno bloccato una proposta russa alle Nazioni Unite inserire nella lista nera Ahrar al-Sham come gruppo terroristico.

Alcuni comandanti jihadisti di Al Nusra poi divenuta Hayat Tahrir al-Sham

Il gruppo è stato apertamente alleato con il suo partner di lungo corso al-Nusra, jihadisti di Al Qaeda in Siria, e ha effettuato operazioni congiunte con il gruppo, e stava discutendo con esso di una possibile fusione a metà 2016. I media pro-governo hanno riferito che Ahrar al-Sham ha respinto il cessate il fuoco siriano mediato dagli USA e dalla Russia il 12 settembre 2016, a sostegno dell’esclusione del cessate il fuoco di alcuni gruppi ribelli siriani e dichiarato solidarietà al Fronte di al-Nusra, che era uno dei gruppi esclusi da questo cessate il fuoco.

Jaysh al-Ahrar ha combattuto a fianco di altri gruppi ribelli jihadisti, tra cui HTS, Ahrar al-Sham, Free Idlib Army, Army of Victory, Army of Glory, Nour al-Din al-Zenki Movement, and Jund al-Malahim contro la Siria nord-occidentale dell’esercito siriano campagna (ottobre 2017-febbraio 2018), che ha però segnato una sconfitta delle milizie anti-governative.

Nel febbraio 2018, durante i combattimenti tra Hayat Tahrir al-Sham e il Fronte di liberazione siriano, una coalizione di Ahrar al-Sham e il movimento Nour al-Din al-Zenki, Jaysh al-Ahrar ha rilasciato una dichiarazione in cui sollecitava il Partito islamico del Turkistan in Siria di non voler essere coinvolto nei combattimenti con HTS e che il leader di HTS Abu Mohammad al-Julani si sarebbe dovuto sottomettere all’autorità di un tribunale della Sharia per mediare il conflitto.

Il 1 ° agosto 2018, il gruppo, insieme alla fazione leader di Ahrar al-Sham, a Suqour al-Sham Brigades e a Damascus Gathering si è unito al Fronte nazionale per la liberazione. Walid al-Mushayil (“Abu Hashim”), comandante di artiglieria di Jaysh al-Ahrar, fu nominato secondo vice comandante della NFL.

Un missile TOW lanciato nella provincia di Idlib da un terrorista di Hayat Tahrir al-Sham

Molti missili TOW sono stati scoperti dall’esercito arabo siriano nei depositi di armi lasciati dal jihadista nell’area di Hama. Il media mediorientale Almasdar News il 3 marzo 2017 ha anche riferito dell’uso di questi missili anticarro a Idlib.

«I ribelli jihadisti di Hay’at Tahrir Al-Sham sono stati nuovamente ripresi usando missili anticarro di fabbricazione americana contro l’Esercito arabo siriano (SAA) durante le loro operazioni militari nella parte occidentale di Aleppo. Le riprese video da Aleppo ovest hanno mostrato che i membri di Hay Ta Tairir Al-Sham sparavano un missile TOW fabbricato negli Stati Uniti contro le posizioni dell’Esercito arabo siriano nel quartiere dell’Associazione Al-Zahra, segnando un colpo diretto sulle forze governative».

 

Jaysh al-Nasr (Esercito della Vittoria)

La bandiera di Jaysh al-Nasr

Il sostegno finanziario occidentale a Jaysh al-Nasr si è in gran parte concluso nell’ottobre 2017. Il 9 febbraio 2018, il 111° reggimento e il Fronte della salvezza hanno lasciato Jaysh al-Nasr. I Falcons di al-Ghab, guidati dal maggiore Muhammad Mansour, divennero l’unica fazione significativa rimasta nel gruppo.

La Turchia continua a fornire sostegno finanziario e militare a Jaysh al-Nasr e ad altri gruppi ribelli nella regione. In cambio di un continuo sostegno, la Turchia ha chiesto a questi gruppi ribelli di partecipare all’operazione militare turca ad Afrin, che Jaysh al-Nasr ha iniziato dal 16 febbraio. Lo stesso giorno, Jaysh al-Nasr ha nominato 3 nuovi leader. Nel maggio 2018, insieme ad altri 10 gruppi ribelli nella Siria nordoccidentale, l’Armata della Vittoria formò il Fronte nazionale per la liberazione (NFL), che fu annunciato ufficialmente il 28 maggio. Il maggiore Muhammad Mansour, comandante di Jaysh al-Nasr, fu nominato capo di stato maggiore della formazione.

AUTOPSIA: L’ATTIVISTA HEVRIN MASSACRATA CON UNA RAFFICA DI FUCILATE ALLA TESTA DAI JIHADISTI

Un esaustivo filmato su YouTube mostra il  lancio distruttivo di un TOW in un video con la bandiera del Jaysh al-Nasr che ha operato ad Afrin insieme la fazione jihadista più selvaggia Ahrar al Sharqiyyah, che guida l’operazione turca Olive Branch, massacrando civili e bambini, e negli ultimi giorni ha ucciso la giovane attivista e politica Hefrin Khalaf.

Se oggi i jihadisti sono ancora forti e bene armati, quindi, possono ringraziare Cia, Obama, Trump e il Pentagono americano almeno quanto Erdogan! Ed ovviamente gli spettatori della NATO…

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

SYRIA, ALL GOSPA NEWS REPORTS

JIHADISTI, ALL GOSPA NEWS REPORTS

GRAYZONE – SETA DOSSIER

GRAYZONE – TOW MISSILES IN IDLIB

ALMASDARNEWS – TOW IN HTS HANDS

The SETA think-tank research about the Turkish-backed jihadist militias

 

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