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PERICOLOSI SIERI COVID GSK DAGLI SQUALI. Rischio Narcolessia con Additivo della “Regina Nera” Big Pharma. Protetta da Gates, Pentagono e PD

PERICOLOSI SIERI COVID GSK DAGLI SQUALI. Rischio Narcolessia con Additivo della “Regina Nera” Big Pharma. Protetta da Gates, Pentagono e PD

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di Carlo Domenico Cristofori

Nei precedenti vaccini abbiamo definito la GlaxoSmithKline di Londra la Regina Nera delle Big Pharma dei Vaccini perché gli intrighi finanziari, politici e giudiziari l’hanno resa in modo indiscutibile la casa farmaceutica con il peggiore curriculum criminale al mondo per clamorosi casi di corruzione e di occultamento dei rischi derivanti dai farmaci.

Ecco perché la notizia che sono arrivati ed arriveranno sul mercato i sieri antiCovid a base del rodato ma pericoloso adiuvante immunologico ASO3 di GSK a base di squalene, una sostanza estratta dal fegato degli squali che aiuta a garantirne il galleggiamento (spinta idrostatica). Ma è stato sufficiente ribattezzarlo “adiuvante pandemico” per consentire ai media compiacenti di affrancarlo da ogni ombra di rischio.

Alcuni studi hanno individuato una correlazione tra questo additivo già utilizzato in alcuni vaccini (come quello antinfluenzale) e la narcolessia, una malattia neurologica cronica che causa improvvisi attacchi di sonno diurno ma si trascina dietro anche altri gravi sintomi come cataplessia, allucinazioni ipnagogiche, paralisi del sonno, comportamento automatico e insonnia.

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La multinazionale londinese in un recente studio pubblicato pochi mesi prima della pandemia da Covid-19 ha contestato tale nesso di causalità ma la sua reputazione e le sue sinergie internazionali assai sospette inducono a non credere ad una singola virgola di quanto comunica ufficialmente.

In tre precedenti articoli abbiamo visto come GSK sia al centro della Triade dei Vaccini antiCovid con Pfizer e Novavax, destinata a diventare una potente lobby internazionale con l’approvazione in Canada del siero Medicago, dell’imminente arrivo sul mercato del vaccino VAT08 sviluppato con la terza industria farmaceutica mondiale, la francese Sanofi, che sta completando i trials clinici di fase 3 per ottenere l’autorizzazione degli enti regolatori (FDA negli USA ed EMA nell’Unione Europea) e dell’attesa del siero adenovirale italiano dell’azienda romana Reithera srl, società di proprietà di una finanziaria svizzera anonima in cui però compaiono come amministratori due manager GSK, che è stata di recente finanziata dalla Bill & Melinda Gates Foundation con 1,4 milioni di dollari.

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Glaxo è diventata leader mondiale grazie a tre soggetti su cui sono calate lunghe ed inquietanti ombre in relazione alla pandemia da SARS-Cov-2 creato in laboratorio, come accreditato anche dal presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco in una ricerca scientifica pubblicata di recente e nelle conseguenti inequivocabili dichiarazioni ai media.

Mi riferisco all’imperatore mondiale dei vaccini Bill Gates, al Pentagono, il Dipartimento della Difesa di Washington, e agli esponenti di spicco del Partito Democratico italiano che dal 2014 hanno promosso GSK nonostante una serqua di scandali sanitari che avrebbero distrutto anche la più robusta multinazionale.

GLI SCANDALI GIUDIZIARI DELLA GSK

«Nel Luglio del 2012 La GlaxoSmithKline è stata condannata per il più grande caso di frode sanitaria negli Stati Uniti. In seguito a questo ha accettato di pagare un risarcimento di 3 miliardi di dollari, il quale costituisce il più grande risarcimento pagato da una casa farmaceutica. L’accordo è correlato alla promozione illegale di prescrizioni di farmaci da parte dell’azienda, al fatto di non aver riportato correttamente i dati di sicurezza di utilizzo, alla corruzione di medici e alla promozione di medicine per usi non autorizzati».

Basta leggere Wikipedia per trovare innumerevoli fonti di scandali giudiziari tacitati a colpi di risarcimenti miliardari. In Italia nel 2004 fu travolta da un nuovo scandalo per regalie a 4mila medici di base finalizzate a iper-prescrizioni di ricette farmacologiche o prescrizioni addirittura non necessarie poi conclusosi con patteggiamenti e assoluzioni ma senza gravi conseguenze per la Big Pharma.

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Tredici anni prima, la Smith Kline Beecham poi inglobata dalla Glaxo nella GSK, versò una tangente da 600 milioni di vecchie lire all’allora Ministro della Sanità Francesco De Lorenzo che impose l’obbligo in età scolare del vaccino dell’Epatite B prodotto dall’azienda farmaceutica prima di beccarsi condanne in sede penale e civile, al pari del direttore generale del Dicastero Duilio Poggiolini.

IL PROGETTO PILOTA ITALIANO TRA GATES, OBAMA E PD

Se l’immagine della Big Pharma è stata imbiancata di nuovo candore proprio in Italia bisogna ringraziare il Partito Democratico che dal 2014, con l’arrivo del segretario nazionale e premier Matteo Renzi, ha sostenuto in modo viscerale la campagna di immunizzazione promossa dal progetto pilota voluto dal presidente americana Barack Obama nell’ambito dalla Global Health Security Agenda ispirata dal suo sponsor del Democratic Party Bill Gates.

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In quell’anno, proprio mentre l’University of North Carolina insieme agli scienziati del Wuhan Institute of Virology eseguiva pericolosissimi esperimenti sul SARS 2003 costruendo in laboratorio il presunto antenato del SARS-Cov-2 denominato RaGT13, un ceppo virale ingegnerizzato nel 2013 ma registrato solo nel 2020 a pandemia scoppiata, cominciò la propaganda di Renzi per gli stabilimenti di Rosia (Siena) della GSK.

La farmaceutica londinese, infatti, fece negli anni successivi investimenti per circa un miliardo di euro per potenziare i laboratori di produzione dei vaccini batterici e trovarsi pronta all’approvazione del Decreto Lorenzin con cui il governo italiano del premier Paolo Gentiloni (sostituto di Renzi anche alla guida del PD) impose i 10 vaccini obbligatori in età scolare dopo la sospetta visita del plutarca George Soros al Presidente del Consiglio italiano.

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A nulla valsero i ricorsi alla Corte Costituzionali bocciati da giudice Marta Cartabia che è curiosamente divenuto Ministro della Giustizia nel governo di Mario Draghi, contestato per aver imposto i sieri genici sperimentali a base di RNA messaggero di Moderna e Pfizer agli operatori sanitari e poi ad altre categorie.

Come abbiamo visto nella precedente inchiesta WuhanGates 50 proprio Moderna, azienda farmaceutica di Cambridge (Massachusetts, USA) finanziata dalla Bill & Melinda Gates Foundation, sviluppò un gene umano costruito in laboratorio con 19 nucleotidi identici a quelli del genoma SARS-Cov-2.

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PFIZER, UE, GATES & GSK

Mentre la Pfizer, unica Big Pharma presente al sospetto incontro sull’immunizzazione globale organizzato dalla Commissione Europea il 12 settembre 2019 a poche settimane dallo scoppio ufficiale della pandemia da Covid, un mese prima aveva avviato una strategica sinergia con la GSK nella Joint Venture Consumer Healthcare che ne diventò partner di maggioranza.

A quel summit a Bruxelles parteciparono anche quattro ONG di promozione globale dei vaccini fondate da Gates tra cui la storica Gavi Alliance di cui fu direttore Jens Stoltenberg, sponsor della stessa da premier della Norvegia prima di diventare segretario NATO all’ombra del guru dell’IT, e la CEPI.

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La Norvegia, insieme a Germania, Giappone, Etiopia, Regno Unito, Canada, Australia, da alcuni anni sostiene il CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations), un ente di ricerca lanciato a Davos nel 2017 che ha tre uffici operativi a Oslo, London e Washington D.C., grazie al fondamentale contributo della fondazione Gates e di Wellcome Trust.

«CEPI e GSK hanno annunciato oggi una nuova collaborazione volta a contribuire all’impegno globale nello sviluppo di un vaccino contro il virus 2019-nCoV.  Nell’ambito di questa collaborazione GSK metterà a disposizione la propria tecnologia con la piattaforma adiuvante già consolidata per il vaccino pandemico e disponibile per consentire il progresso verso lo sviluppo di un vaccino efficace contro il virus 2019-nCoV» riportò un comunicato pubblicato il 3 febbraio 2020 sul sito ufficiale GSK.

Ma gli intrighi non finiscono qui. A soli 49 anni Emma Walmsley si è trovata nella stanza dei bottoni di due imperi finanziari: è infatti CEO e Direttore esecutivo della GSK dal 2017 ma dal 2019 è pure direttore (non esecutivo) di Microsoft Corporation, il colosso dell’informatica che ha reso ultra-miliardario il suo fondatore Gates.

Proprio Gates è accreditato come uno dei principali investitori mondiali nella stessa Glaxo, soprattutto nella filiale tedesca.

Gli Imvestienti di Bill Gates in Germania: assai cospicui in GSK negli ultimi anni

Sebbene GSK abbia sede nella più granitica città finanziaria del mondo, a Londra, è in realtà partecipata per circa il 15 % da alcuni fondi speculativi internazionali americani come BlackRock, The Vanguard, Capital & Research Management che Gospa News ha ben analizzato nei vari dossier sugli azionisti delle più importanti corporations dell’industria militare del mondo. Il fondo BlackRock del sionista newyorkese Larry Fink da solo detiene oltre il 5 % di GSK tra i cui investitori specializzati nel settore bellico c’è anche Norge Bank Investment Management.

LOBBY SIONISTE – 1. Fink (BlackRock) & Singer (Elliott) con Soros & Gates nelle Big Pharma antiCovid (Gilead e GSK)

Proprio Stoltenberg, fedelissimo di Gates, quando a settembre lascerà la NATO, dopo aver contribuito a far scoppiare la guerra tra Russia e Ucraina che ha portato alla luce i misteriosi laboratori batteriologici costruiti dagli USA per il governo di Kiev, diventerà presidente della Banca di Norvegia e perciò portavoce degli azionisti di GSK.

LA BIG PHARMA AL SERVIZIO DEL PENTAGONO

La GlaxoSmithKline può vantare anche una storica collaborazione con il più potente apparato militare del mondo da moltissimi anni.

Nel 2007, la stessa Big Pharma annunciò di aver siglato un accordo con la Defense Threat Reduction Agency del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per identificare e sviluppare una nuova classe di antibatterici che si rivolgono sia ai biotest Gram negativi che ai patogeni ospedalieri Gram negativi convenzionali: «Ciò premia GSK fino a $ 41,0 milioni in un periodo di cinque anni, mentre la società contribuirà in modo sostanziale a questa collaborazione fornendo personale supplementare e coprendo altri costi del programma».

STOLTENBERG: BURATTINO NATO DI GATES-NWO IN PANDEMIA E GUERRA UCRAINA. Vaccini GAVI & Affari NORGES BANK su Bombe RHM nello Yemen

A chi non avesse letto i precedenti reportage ricordiamo che DTRA è una delle agenzie del Pentagono che ha aperto almeno 25 laboratori di ingegneria biochimica per la ricerca sulle armi batteriologiche anche biogenetiche, ovvero tarate sul genoma di precise etnie. La DTRA ha finanziato la costruzione in Ucraina del laboratorio Dnipropetrovsk State Regional Diagnostic Veterinary Laboratory (Dnipropetrovsk RDVL), ed ha concorso alla gestione degli altri 14 creati con i contributi del Pentagono. Stiamo approfondendo proprio il ruolo di GSK nel paese dell’ex Unione Sovietica che potrebbe sfociare in un’inchiesta clamorosa…

Ma la stessa GSK ha consolidate collaborazioni anche con lo Defense Sciences Office dell’agenzia DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) degli USA, un altro ente del Pentagono che nel 2014 ha aperto ufficialmente il settore Biologico investendo 65 milioni di dollari sull’editing genetico, quello che può aiutare per riparare i tessuti delle ferite dei militari come per modificare con l’ingegneria biochimica il DNA di un pipistrello o di un virus…

UKRAINE BIOLABS – 3. $1,6 Milioni dagli USA a Kharkov per Studiare Coronavirus dei Pipistrelli prima del SARS-2

Non dimentichiamo che il nome della DARPA è comparso in molteplici occasioni in riferimento alle ricerche sui supervirus chimerici della SARS mentre la DTRA ha ufficialmente collaborato al progetto PREDICT 2 per la ricerca dei ceppi virali dei coronavirus dei pipistrelli cinesi da cui è nato il SARS-Cov-2.

«Per prepararci alle future emergenze in materia di salute pubblica, continuiamo a far progredire le tecnologie della piattaforma per vaccini a risposta rapida e stiamo collaborando allo sviluppo di un candidato universale per il vaccino antinfluenzale – scrive sul suo stesso sito GSK – Nella nostra pipeline di prodotti farmaceutici stiamo progredendo nello sviluppo della gepotidacina, la prima di una nuova classe di antibiotici. La gepotidacina è il risultato di partnership di successo tra pubblico e privato tra GSK, la Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA) e la Defense Threat Reduction Agency (DTRA)».

WUHAN-GATES – 47. SARS-2 DA LABORATORIO: ENIGMA REGNO UNITO. DARPA bocciò Pericolose Ricerche USA ma le Finanziò in UK con Gates

Leggiamo invece quanto ha scritto Valerie Browning, direttore del Defense Sciences Office (DSO) della DARPA in merito alle sinergie tra alcune multinazionali Big Pharma ed agenzia del Pentagono, in un dossier del giugno 2019.

«Un’altra esemplare partnership è il “Consorzio di apprendimento automatico per scoperta farmaceutica e sintesi” che è stato istituito dal team di ricerca MIT Make-It. Il consorzio conta già 13 membri di aziende come Merck, Pfizer, Bayer e GlaxoSmithKline che utilizzano il software MIT Make-It strumenti che guidano la sintesi di nuove molecole e forniscono feedback al MIT per migliorare le prestazioni. Le persone spesso mi chiedono se mi sto godendo il mio tempo al DARPA e rispondo sempre “Ogni mattina mi sveglio su, apri il mio calendario e chiedimi: cosa devo fare oggi?”».

I VACCINI GSK E LA SINDROME DEL GOLFO

AS03 (per “Sistema adiuvante 03”) è il nome commerciale di un adiuvante immunologico a base di squalene utilizzato in vari prodotti vaccinali di GlaxoSmithKline. Viene utilizzato, ad esempio, nel fluvaccino pandemico A/H1N1 di GSK Pandemrix. Si trova anche in Arepanrix e nel Q-pan per l’influenza H5N1.

E’ questo l’additivo del vaccino antiCovid VAT08 messo a punto da GSK grazie alla tecnologia a DNA ricombinante basata su cellule di insetti che Sanofi Pasteur attualmente utilizza per produrre il vaccino antinfluenzale quadrivalente inattivato, FluBlok. Lo analizzeremo nel dettagio in una prossima inchiesta su Sanofi e i suoi incidentei farmaceutici…

“SARS-COV-2 E VACCINI MODIFICANO IL DNA UMANO. Enorme Esperimento sulla Popolazione”. Studio Incubo di Genetista Tedesco su Science Direct

Per ora vediamo quanti sospetti ha già sollevato quell’adiuvante nel passato. Uno studio del 2000 mise in correlazione la presenza di anticorpi anti squalene nel sangue con l’insorgenza della sindrome del Golfo nei veterani: il 95% dei militari che mostravano i sintomi della sindrome presentava gli anticorpi, non rilevabili negli individui del campione che non presentavano i sintomi.[3] Due autori dello studio e un terzo ricercatore pubblicarono un’altra analisi nel 2002 in cui misero in correlazione la presenza degli anticorpi antisqualene nei soggetti affetti dalla sindrome del Golfo con la somministrazione di squalene contenuto in alcuni lotti di vaccino anti antrace.

Studi successivi evidenziarono diverse fallacie tecniche nel metodo di analisi dei dati adottato nello studio. Fu inoltre appurato che i vaccini contro l’antrace somministrati ai militari in questione non contenevano squalene. Uno studio pubblicato nel giugno 2009 non ha rilevato correlazione tra gli anticorpi anti-squalene e l’insorgenza della sindrome del Golfo.

LA NARCOLESSIA INFANTILE CORRELATA ALLO SQUALENE

Lo squalene è un idrocarburo e un triterpene presente nell’olio di fegato degli squali (elasmobranchii) ma anche nei vegetali come i semi di amaranto, crusca di riso, germe di grano e nelle olive. Tutti gli organismi superiori producono squalene, inclusi gli esseri umani.

Grazie alla sua natura chimica lo squalene è meno denso dell’acqua, e contribuisce pertanto a sostenere la notevole massa degli squali, contribuendo all’ottima spinta idro di questa specie animale.

Nella seconda metà del 2009 lo squalene fu al centro di una controversia legata al fatto che le dosi di vaccino contro l’influenza A/H1N1 ordinate dal governo tedesco per i propri membri, i ministeri e l’esercito ne fossero prive rispetto a quelle destinate al resto della popolazione. Si ipotizzò che avesse delle controindicazioni tali da raccomandarne la non assunzione.

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Sulla base dei dati disponibili inerenti alla somministrazione di 22 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale contenente squalene e dagli studi relativi alla somministrazione in neonati e bambini, l’utilizzo dello squalene come adiuvante è ritenuto sicuro per la salute. Lo squalene, però, ha provocato una forma di artrite autoimmune cronica in ratti predisposti all’artrite.

Nella pandemia influenzale del 2009, i vaccini contenenti AS03 hanno fornito una risposta immunogenica più forte contro l’influenza pandemica H1N1 rispetto ai vaccini non adiuvati, nonostante contenessero livelli più bassi di antigene virale.

Piccoli studi osservazionali riportati dalla Finlandia e dalla Svezia nel 2012 e studi più ampi dall’Irlanda riportati nel 2012 e riportati in Inghilterra, Norvegia e Francia nel 2013 hanno trovato un’associazione tra la narcolessia e un vaccino A(H1N1)pdm09 che utilizzava l’adiuvante AS03 ; i tassi variavano da uno su 16.000 dosi a uno su 50.000 dosi.

A partire dal 2016 non era chiaro se l’adiuvante fosse responsabile o meno; altre cause sospette includono suscettibilità genetica, esposizione ad A(H1N1)pdm09, impurità di produzione e combinazioni di questi fattori.

GLI ALTRI INGREDIENTI PERICOLOSI

Ma nonostante tutte queste incognite lo squalene è rimasto il componente principale dell’additivo AS03 usato da GSK nei vaccini e già ribattezzato “adiuvante pandemico” nelle finalità antiCovid.

«Mentre il vaccino COVID-19 di Sanofi e GlaxoSmithKline finalmente si dirige verso le autorità di regolamentazione, un altro “shot” che utilizza l’adiuvante pandemico di GSK ha portato a casa la sua prima approvazione globale» ha scritto il sito specialistico FiercePharma in un recente articolo.

Il vaccino ricombinante COVID-19 di Medicago, ora denominato Covifenz, ha ottenuto il via libera in Canada, il paese di origine dell’azienda. Lo scatto utilizza una tecnologia di particelle simili a virus a base vegetale per imitare la proteina spike del coronavirus ed è combinato con l’adiuvante pandemico di GSK.

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Covifenz segna il primo vaccino approvato per Medicago con sede a Quebec City e la prima menzione per un vaccino contro il COVID che utilizza l’adiuvante pandemico di GSK.

In uno studio di fase 3 condotto su oltre 24.000 adulti in sei paesi, Covifenz ha mostrato una solida efficacia del 71% contro COVID-19 da varie varianti SARS-CoV-2, sebbene sebbene non omicron perché la variante ora dominante non era presente al momento dello studio.

Non è solo lo squalene a destare preoccupazione nell’additivo AS03 contiene che in una dose ha la seguente composizione: 10,69 mg di squalene, 11,86 mg di DL-α-tocoferolo, 4,86 ​​mg di polisorbato 80.

La vitamina E è un gruppo di composti (inclusi i tocoferoli e i tocotrienoli) che hanno attività biologiche simili. Il più attivo biologicamente è l’alfa-tocoferolo.

Molti adulti assumono dosi relativamente elevate di vitamina E (alfa-tocoferolo, da 400 a 800 mg/die) per mesi o anni senza nessun danno evidente. Occasionalmente, compaiono la debolezza muscolare, la spossatezza, la nausea e la diarrea. Il rischio più significativo è il sanguinamento ma è raro, a meno che la dose non sia > 1000 mg/die o il paziente non assuma cumarolo o warfarin per via orale.

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Analisi di studi precedenti riportano però che un elevato apporto supplementare di vitamina E può aumentare il rischio di ictus emorragico e di morte prematura.

Non fa proprio bene nemmeno il terzo ingrediente. Il polisorbato 80 è un composto naturale prodotto a partire dall’ossido d’etilene, dal sorbitolo e dall’acido oleico. Presenta principalmente una funzione emulsionante e può essere contenuto in diversi prodotti, come quelli da forno, ma anche dessert, gelati industriali, caramelle, chewing-gum, salse e zuppe liofilizzate ecc.

Alle dosi normalmente utilizzate, non esistono effetti collaterali negativi, ma si ritiene che in soggetti predisposti il polisorbato 80 possa causare reazioni chimiche, disturbi diges possativi, calcoli alla vescica e ai reni, aumento di peso, infezioni del ferro a dosi elevate. Si pensa anche che potrebbe contenere residui nocivi alla salute, come l’ossido di ferro, il diossano e il glicole di etilene.

Carlo Domenico Cristofori
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – WUHAN.GATES REPORTAGE

GOSPA NEWS – INCHIESTE CORONA VIRUS

WIKIPEDIA – SQUALENE E SINDROME DEL GOLFO

WIKIPEDIA – ADIUVANTE AS03 GSK E CASI DI NARCOLESSIA

FIERCE PHARMA – MEDICAGO & GSK VACCINE

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Carlo Domenico Cristofori

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