BRESCIANO LIBERO A IDLIB DOPO TRATTATIVA ITALIA – AL QAEDA

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TROPPI MISTERI SU ALESSANDRO SANDRINI
VOLATO IN TURCHIA SEBBENE RICERCATO PER RAPINA
SEQUESTRATO PER TRE ANNI IN SIRIA
ED ORA RILASCIATO DAI RIBELLI ISLAMISTI
PER I CONTATTI DEGLI 007 ITALIANI COI JIHADISTI

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

Sono davvero innumerevoli i misteri che aleggiano intorno al rapimento del bresciano Alessandro Sandrini, partito per un viaggio in Turchia prima di dover affrontare due processi in Italia, scomparso in Siria, riapparso quale vittima di un sequestro da parte dei jihadisti ed ora liberato ad Idlib in una trattativa tra l’intelligence italiana e le forze rivoluzionarie anti-Assad controllate dai miliziani qaedisti di Hayat Tahrir al-Sham, già fronte Al Nusra.

I primi chiarimenti dovrebbero giungere dal Governo e dai servizi segreti italiani per spiegare alla nazione chi sono gli intermediari che hanno consentito al Governo di trattare con i terroristi di Al Qaeda. I miliziani jihadisti nell’ultimo mese nelle province vicine a quella di Idlib hanno massacrato decine di bambini siriani, soprattutto nei villaggi cristiani, con colpi di mortaio e razzi sparati sulle zone residenziali: anche su una scuola durante il catechismo.

STRAGE DI BAMBINI CRISTIANI SEPOLTA DALLE FAKE NEWS

“Il connazionale Alessandro Sandrini è stato liberato al termine di un’articolata attività condotta, in territorio estero, in maniera coordinata e sinergica dall’intelligence italiana, dalla polizia giudiziaria e dall’unità di crisi del Mae”, ha scritto in una nota il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che presiede il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, ovvero il coordinamento di tutti gli apparati dei servizi segreti: Dis, Aisi e Aise.

Alessandro Sandrini rapito in Turchia e finito nelle mani dei jihadisti come conferma un video apparso in un video per chiedere aiuto – clicca sull’immagine per vedere il video 

Ad annunciare la liberazione del ragazzo italiano preso in ostaggio da un gruppo criminale è il sedicente “Governo di salvezza” di Idlib, legato ai miliziani qaedisti di Hayat Tahrir al-Sham. La notizia è stata diffusa in una conferenza stampa dall’agenzia Sham alla quale era presente anche il giovane bresciano sequestrato tre anni fa. Gli islamisti hanno chiarito come l’ostaggio italiano fosse stato sequestrato da “una rete criminale specializzata in rapimenti” e “rilasciato a seguito di trattative”. E’ curioso notare che i primi specializzati in rapimenti sono proprio i jihadisti di Al Qaeda che, come quelli dell’Isis in Siria ed Iraq e di Boko Haram in Nigeria, non si sono mai fatti problemi ad effettuare sequestri o a rapire bambini e bambine anche per farne schiavi sessuali.

La liberazione dell’ostaggio italiano assume quindi una valenza simbolica: diviene un gesto di distensione dei rivoluzionari qaedisti verso l’Italia e l’occidente in generale. Ovviamente restano segreti i dettagli sulle trattative e le eventuali implicazioni per il governo di Roma.

Il sedicente viceministro di Idlib controllato da gruppi terroristi di Al Qaeda accanto all’italiano Alessandro Sandrini durante la conferenza stampa in diretta sull’agenzia islamista Sham per l’annuncio della liberazione

Come riporta Il Giornale è stato il sedicente vice ministro dell’Interno del governo dei ribelli che controlla la provincia siriana sotto l’egida di Al Qaeda, il colonnello Ali Kaddah a dare l’annuncio per accreditare un’autorità politica e militare che altrimenti non ha il minimo riconoscimento internazionale: «Il ministero dell’Interno del governo di salvezza è riuscito tramite ricerche e indagini da parte delle pattuglie di polizia a liberare un italiano di nome Alessandro Sandrini – ha dichiarato Kaddah – Per l’incolumità del sequestrato negoziato per via indiretta». Il colonnello ha poi comunicato come le autorità legate al gruppo radicale islamico avrebbero contattato le autorità competenti per consegnarlo ufficialmente al governo del suo Paese.

Sulla misteriosa sparizione la Procura di Roma aveva aperto un fascicolo per sequestro di persona con finalità di terrorismo e per questo ascolterà il giovane appena farà rientro in Italia. Come riferisce l’Ansa su Alessandro Sandrini, 34 anni di Folzano (Bs) pende anche un’ordinanza di custodia cautelare per rapina. Il bresciano e accusato di un paio di azioni criminose messe a termine nel 2016 con un complice in provincia di Brescia per una rapina e per aver tentato di rivendere ad un negozio gestito da cinesi dei tablet provento di furto in un fast food di Desenzano del Garda.

Era svanito nel nulla al confine tra Turchia e Siria il 4 ottobre 2016, il giorno successivo al volo che da Orio al Serio, via Istanbul, lo portò ad Adana, cittadina turca a 180 chilometri da Aleppo. “Vado per una vacanza”, disse alla famiglia. Sarebbe dovuto tornare in Italia il 10 ottobre, una settimana dopo la partenza, ma la fidanzata che lo aspettava all’aeroporto di Bergamo non lo vide arrivare. Scattò così la denuncia di scomparsa.

Sandrini tornò a dare segnali di vita il 17 ottobre 2017, quando telefonò alla madre Evelina da un numero di una compagnia telefonica attiva sul web. “Ciao mamma, è un anno che manco da casa e so che mi stai cercando. Non so dove sono, mi hanno sequestrato. Ti prego aiutami”, disse. Il 3 dicembre successivo chiamò una seconda volta: “Vogliono i soldi, qui non scherzano”, raccontò. Il 22 dicembre nella terza chiamata: “Sono in una stanza tre metri per tre”, disse sempre alla madre. Il 21 gennaio 2018 durante la quarta telefonata si sfogò: “Lo Stato italiano non sta facendo nulla. Mi vogliono far morire qui”.

Alle telefonate fecero seguito i video e due registrazioni finirono nel fascicolo della Procura di Brescia che con i magistrati di Roma indaga sulla vicenda. Nelle immagini del 19 luglio, pubblicate in rete, Sandrini indossava una tuta arancione e aveva alle spalle due uomini armati. “Sono due anni che sono in carcere e non ce la faccio più, sono stanco dentro. Chiedo all’Italia di chiudere questa situazione in tempi veloci perchè hanno detto chiaramente che sono stufi, che mi uccideranno se la cosa non si risolve in tempi brevi e io chiedo di aiutarmi”.

“Mio figlio è stato abbandonato dalle istituzioni” aveva detto il padre Gianfranco che oggi gioisce per la liberazione. Nel frattempo  il nome di Alessandro Sandrini per due volte è comparso tra gli imputati in Tribunale a Brescia per i sopracitati casi di ricettazione e rapina in riferimento ai quali era ricercato, di fatto latitante per la giustizia. Ma ora che appaiono ormai cessate le esigenze della custodia cautelare in carcere potrebbe beneficiare degli arresti domiciliari o della scarcerazione. Una circostanza positiva nel mezzo di un’odissea misteriosa dall’inizio alla fine: soprattutto per la trattativa tra l’intelligence italiana e i terroristi di Al Qaeda.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
© COPYRIGHT GOSPA NEWS
divieto di riproduzione senza autorizzazione

RAZZI JIHADISTI UCCIDONO DA IDLIB MA L’ONU PROCESSA LA SIRIA

JIHADISTI ISLAMICI & STRAGI TERRORISTE

FONTI

IL GIORNALE

ANSA

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