REPORTER DI GUERRA CENSURATO DAI NAZICOMUNISTI: nipotini del brigatista Curcio protetti dai padrini di sinistra

REPORTER DI GUERRA CENSURATO DAI NAZICOMUNISTI: nipotini del brigatista Curcio protetti dai padrini di sinistra
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All’Università di Trento contestato
il giornalista Fausto Biloslavo
dagli studenti rossi di Sociologia:
vietata la conferenza per un cavillo

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

L’Italia non è un paese libero. Ci sono almeno tre entità infami che nel Bel Paese fanno quello che vogliono. Sono i servizi segreti della Cia americana che controlla i nostri centri di potere politico fin dal 1943, quando grazie all’Amgot (il governo provvisorio anglo-americano) a Palermo iniziò la sua carriera politica Bernardo Mattarella spianando la strada al figlio Sergio che, guardacaso, oggi, nella continua bufera di uno Spygate dietro l’altro, è Presidente della Repubblica…

MATTARELLA: INTOCCABILI SICILIANI

L’altra è la mafia, combattuta strenuamente dal “prefetto di ferro” Cesare Mori inviato in Sicilia dal duce Benito Mussolini, e riemersa con vigore proprio grazie alla collaborazione con l’OSS, il vecchio nome della Central Intelligence Agency, e le interconnessioni con eminenti logge della Massoneria come il Centro Scontrino di Trapani.

Citare questi esempi mi mette un po’ i brividi perché mi fa ricordare che il celebre cognome dei Mattarella, rimasto sempre immacolato, è saltato fuori anche in questi contesti storici e persino nelle cronache giudiziarie, in quanto presunto frequentatore del Centro Scontrino (circostanza da lui negata) durante il processo per l’uccisione del giornalista che sapeva troppo sugli intrecci tra politica-massoneria-mafia nel Trapanese: ovvero Mauro Rostagno.

La terza consorteria che dalle Alpi alla Trinacria può spadroneggiare – nel rispetto delle prime due entità intoccabili – è quella dei NaziComunisti. Con questo neologismo intendo dare al Comunismo un’accezione altrimenti priva della sua congenita prepotenza dispotica, persecutoria, violenta e criminale.

Sebbene dalla Comune di Parigi, primo fallito esempio di un’insurrezione rossa, fino alla rivoluzione Bolscevica ed a quella Maoista, i Comunisti abbiano fatto turpi crimini di massa per la repressione del pensiero alternativo, e nella Repubblica Popolare Cinese lo stiano ancora facendo, l’ideologia Comunista non è ancora stata messa al bando dalla comunità internazionale come avvenuto in molti paesi per quella Nazista o Fascista.

Ecco quindi che per comprendere a fondo la perversa natura mentale dei nostalgici del Comunismo bisogna definirli NaziComunisti affinchè possa essere evidente l’impronta ideologica non solo faziosa ma anche ferocemente nemica di chi ha la sventura di divenire loro bersaglio, sovente senza alcuna ragione. Perché nella loro mente alberga soprattutto un’enorme atavica ignoranza…

La bandiera delle famigerate Brigate Rosse

Quelli che io definisco NaziComunisti sono stati ben denominati “nipotini di Curcio e compagni” dal bravo e famoso collega Fausto Biloslavo che l’altro giorno è stato privato del diritto di tenere una conferenza sulla guerra in Libia nel Dipartimento di Sociologia dell’Università di Trento. Lo hanno censurato giudicandolo fascista nonostante sia un giornalista che in varie parti del mondo ha raccontato storie di conflitti, drammi sociali e tragedie umane senza la minima colorazione politica. Per un lontanissimo trascorso giovanile nel Fronte della Gioventù ma soprattutto perché oggi collabora con Il Giornale…

La vergognosa vicenda, rimbalzata solo su alcuni media ma ignorata da molte agenzie, è stata raccontata dallo stesso protagonista sul quotidiano per cui lavora come inviato di guerra e reporter di punta della rubrica Inside Over. Riportiamo sotto il link all’articolo integrale scritto da Biloslavo per lasciare a lui la narrazione di fatti e dettagli sul boicottaggio della sua conferenza proprio nelle stesse aule dove studiò sociologia l’ex brigatista Renato Curcio.

Il giornalista Fausto Biloslavo, inviato di guerra per Il Giornale ed Inside Over

Ben si addice ai nuovi estremisti rossi la definizione di nipotini di quei brigatisti che per ideologia, e losche trame internazionali non ancora del tutto svelate, uccisero lo statista democristiano Aldo Moro dopo la strage di via Fani: coperta da immonde menzogne di Stato. Ccome acclarato dall’ultima commissione d’inchiesta.

DELITTO MORO: MENZOGNE DI STATO

Ora, però, voglio soffermarmi a capire come possono agire senza interventi della Polizia o dell’autorità giudiziaria i nuovi squadristi rossi, devoti alla cultura brigatista dell’eliminazione fisica dell’avversario: di cui abbiamo memoria non solo negli Anni di Piombo ma anche in prossimità del terzo millennio, il 20 maggio 1999, con l’assassinio politico del giurista Massimo D’Antona.

L’ex brigatista Federica Saraceni e il giurista assassinato Massimo D’Antona

Proprio a seguito di quel delitto l’ex brigatista Federica Saraceni fu condannata a 21 anni di carcere ma dal 2005 è agli arresti domiciliari. Dall’agosto 2019, forse grazie a qualche amicizia importante, beneficia di 623 euro del Reddito di Cittadinanza sebbene tra i requisiti ci sia quello di non essere sottoposti a misure cautelari. Come ricordano La Verità ed Il Messaggero la donna è figlia di uno dei fondatori di Magistratura democratica, l’ex toga rossa Luigi Saraceni poi passata alla politica ed eletto in Parlamento con Ds e Verdi.

Com’è possibile che I NaziComunisti continuino indisturbati a cercare di reprimere i sacrosanti diritti di libertà di parola ed opinione? La risposta è più semplice di quanto si possa pensare: essi sono i figli di una cultura di sinistra che fu alla base delle contestazioni sudentesche del 1968 e fece proliferare movimenti estremisti (anche a destra, ma sovente per contrapposizione) che sfociarono nelle Brigate Rosse di Renato Curcio oggi definito da Wikipedia “ex brigatisa, sociologo e saggista”.

Renato Curcio da brigastista stragista a saggista ed opinionista

Soltanto in un paese governato ed abitato da molti inveterati dementi può diventare sociologo e saggista un terrorista assassino e stragista. Ciò è possibile proprio perché coloro che spadroneggiavano nelle piazze col pugno sinistro alzato ora siedono in molte Università, nei banchi del Parlamento della Repubblica e persino in numerosi Palazzi di Giustizia.

Se nelle loro attività quotidiane incontrano qualche tiepido nostalgico del Ventennio Fascista come i “moderati” esponenti di Casa Pound, ben differenti dagli estremisti di Forza Nuova, attivano tutto il loro potere per reprimerli.

Se durante il loro lavoro incappano nei nipotini dei Brigatisti e del pensiero unico di sinistra diventano padri misericordiosi che difendono il diritto di opinione dei propri compagni d’ideologia anche quando tale diritto si esterna soffocando e negando quello altrui. Ciò è più volte accaduto anche durante le manifestazioni dei Partigiani che, a loro volta, dal 1945 ad oggi si godono l’impunità per uno dei più efferati crimini politici di branco della storia italiana: i femminicidi in tempo di pace.

FEMMINICIDI PARTIGIANI: ORRORI ROSSI IN TEMPO DI PACE

Oggi, invece, quando i facinorosi commettono un linciaggio verbale o un’aggressione anche fisica al massimo si prendono qualche rampogna fraterna o un piccolo procedimento penale dal quale spesso vengono prosciolti grazie all’ottimo lavoro di un avvocato pagato da qualche organizzazione amica.

Come avvenuto nel Tribunale di Lucca lo scorso dicembre con l’assoluzione dei 27 indagati per l’adunata sediziosa che il 16 maggio 2015 scagliò una pietra contro il palco durante il comizio di Matteo Salvini ed accerchiò l’auto dell’allora europarlamentare.

AGGREDIRONO SALVINI: ASSOLTI DAL GIUDICE

In poche parole i NaziComunisti sono liberi di agire, opprimere, perseguitare qualunque esponente di destra, o presunto tale, almeno finchè non ci scappa il morto, perché protetti da quell’Intellighenzia rossa, dura da definire intelligenza, che è un’appendice dei movimenti sessantottini di sinistra e del Comunismo più becero propalato da Karl Marx su commessa della Massoneria inglese quale strumento di condizionamento del pensiero alternativo ed in particolar modo quale arma di battaglia ateista contro la cultura Cristiana.

L’OLOCAUSTO DEI MASSONI COMUNISTI

Ne consegue oggi che il Relativismo filosofico è permesso solo quando ha l’impronta digitale rossa mentre è vietato quando ce l’ha bianca, ancor prima di diventare nera, se s’interroga sugli uteri in affitto, sulle adozioni gay, sui crimini dei mafiosi nigeriani arrivati coi barconi, sugli stupri con mattanza dei clandestini (parola vietata che uso perché sono più ossequioso alla Treccani che all’Unione Europea).

1 – MAFIA NIGERIANA: ORA IRRIDE L’ITALIA E SI FA BEFFE DI MONTI E VATICANO

Potremmo dilungarci ancora sulle perniciose conseguenze di questo fenomeno sociale che nei salotti radical chic serve agli smargiassi padrini di sinistra a farsi quattro risate ma su cui non c’è nulla da ridere perché è l’amara eredità lasciata al paese dal peggiore Presidente della Repubblica Italiana.

Il 17° presidente della epubblica Giorgio Napolitano con il suo successore Sergio Mattarella

Mi riferisco all’ex parlamentare di PCI e PD, Giorgio Napolitano, divenuto famoso anche per i suoi viaggi in Usa e le relazioni con la Cia, così come per la famosa registrazione della telefonata con l’ex ministro Nicola Mancino, espunta dal Processo Stato-Mafia e poi distrutta per ordine della magistratura stessa, non consentendo al popolo italiano, in nome del quale i giudici dovrebbero amministrare la giustizia ed emettere le condanne, di conoscerne i contenuti.

Sebbene alla luce degli elementi attuali non si possa ritenerlo giuridicamente responsabile di alcunchè, politicamente appare colui con cui, per elementari silogismi, il cerchio delle tre entità che asfissiano l’Italia sembrerebbe chiudersi perfettamente…

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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IL GIORNALE – IL RACCONTO DI FAUSTO BILOSLAVO

 

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