GEMELLINI IN AFFIDO ISOLATI DALLA MAMMA PER COVID-19. Il Giudice dà torto alla Provincia di Trento

GEMELLINI IN AFFIDO ISOLATI DALLA MAMMA PER COVID-19. Il Giudice dà torto alla Provincia di Trento
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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Per due interminabili mesi due gemellini di 11 anni non hanno potuto incontrare né abbracciare la loro mamma per colpa del CoronaVirus ma soprattutto per imposizione degli enti locali che hanno applicato in modo arcigno, disumano e perdipiù illegittimo il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri sul lockdown dello scorso 11 marzo.

Ora un giudice dà ragione alla madre, decretando di fatto che ha subito un ingiusto supplizio, con una sentenza storica in Italia. Il caso avvenuto nella Provincia di Trento, infatti, è uno delle migliaia capitati nella penisola dove la pandemia ha aggravato le già precarie situazioni dei minori in affido.

«Le emergenze sanitarie attuali, non possono giustificare, a parere dello scrivente, la soppressione del diritto della madre ad incontrare i propri figli minori, sempreché, risultata negativa al test, adotti le misure di prevenzione previste dalla normativa vigente» ha sentenziato venerdì 8 maggio il giudice Massimo Morandini del Tribunale Civile di Trento accogliendo in toto il ricorso presentato dalla donna con l’assistenza del suo avvocato Donatella Bussolati del Foro di Milano.

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«Dopo aver diffidato gli enti collocatari, affidatari, gli enti gestori degli spazi neutri nonché gli enti emananti linee guida per il contenimento del contagio ci siamo rivolti al Tribunale Ordinario di Trento in via cautelare e d’urgenza perché venisse ordinato nel caso di specie al Servizio Socio Assistenziale, alla Cooperativa Progetto 92 e al Dipartimento Salute e Politiche Sociali della Provincia Autonoma di Trento di garantire le visite con educatore e le telefonate senza educatore tra la mamma e i figli come previsto nel Decreto del Tribunale dei Minorenni. Con una sentenza esemplare, forse la prima in Italia, viene dato totale accoglimento al ricorso».

E’ il commento dell’avvocato Bussolati che attraverso l’escamotage tecnico-giudirico dell’articolo 700 del Codice di Procedura Civile, normalmente utilizzato per le azioni cautelative sui beni patrimoniali, è riuscita ad ottenere una vittoria epocale contro quel sistema farraginoso e inquietante degli affidi che sovente diventa impietoso facendo scontare ai bambini i contrasti tra genitori separati.

Il provvedimento del giudice del Tribunale Ordinario di Trento

 

Nel caso di specie, infatti, i due gemelli sono stati affidati al padre nel 2017 (sentenza Tribunale del 2019) quando avevano solo 8 anni al culmine di un procedimento di separazione iniziato nel 2015 e frustrato da reciproche denunce penali tra padre e madre che sarebbe ozioso narrare. Dopo due anni la giustizia appurò che nessuno dei due aveva commesso reati per i quali era stato querelato.

Ma, per un provvedimento del Tribunale dei Minori del 25 luglio 2019 che sarà oggetto di discussione davanti alla Corte d’Appello il prossimo 28 maggio, sono stati allontanati dalla madre, cui è stata sospesa la responsabilità genitoriale per un’ipotetica “conflittualittà” tutta da dimostrare. Sono stati affidati unicamente al padre sebbene costui non possa seguirli in modo ottimale come in una vera famiglia.

L’uomo, infatti, lavora nella ristorazione e non può badare a loro dalle 17 alle 2 di notte. Pertanto sono stati affidati in condivisione anche ad una casa famiglia dove, dal martedì alla domenica sera, vanno a pernottare per i lauti guadagni dei gestori e i costi esosi della sanità pubblica.

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La mamma, ritenuta “manipolativa” da una psicologa che non si cura del pianto dei bimbi per la lontananza da lei, ha ottenuto solo il diritto a vederli, anche insieme ai nonni materni, due ore alla settimana con incontri protetti in “spazio neutro” gestiti dalla Cooperativa Progetto 92, sempre alla presenza di un educatore.

Nelle more dei paradossi sugli affidi oltre al danno c’è però anche la beffa! «Nonostante i bambini siano in affido parziale serale e notturno presso una comunità la mia cliente è costretta a corrispondere all’ex marito un mantenimento di 300 euro al mese per i figli ma anche a pagare il costo dell’educatore ritenuto indispensabile per garantire gli incontri protetti» precisa l’avvocato Bussolati. Non è una somma ingente: sono circa 28 euro a volta. Ma il principio che una mamma debba pagare per vedere i figli fa semplicemente venire i brividi…

“MIA FIGLIA DEVASTATA DAGLI PSICOFARMACI, SEGREGATA E COSTRETTA AD ABORTIRE DALLO STATO”

Col lockdown tutto ciò è stato stravolto perché «dall’inizio dell’emergenza coronavirus – si legge nella sentenza del giudice – i figli minori abitano con il padre, presso la cui abitazione ricevono gli educatori domiciliari» ma nel frattempo «i servizi sociali e la comunità hanno sospeso gli incontri con la madre “a data da destinarsi”, causa diffusione Covid-19, non prevedendo nulla per le telefonate».

La decisione unilaterale è stata adottata dal Dipartimento Salute e Politiche Sociali della Provincia Autonoma di Trento che non ha nemmeno risposto alla richiesta della madre come attesta lo stesso magistrato: «la diffida finalizzata al ripristino degli incontri inviata dal legale della ricorrente è rimasta priva di riscontri».

Ciò è accaduto nonostante «in data 10-03-2020 il Governo nel suo sito istituzionale ha chiarito che “gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario sono consentiti in ogni caso, secondo le modalità del Giudice» come rilevato nel suo decreto dal giudice Morandini.

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Forse sapendo di avere la coscienza sporca gli enti raggiunti dalla diffida «non hanno provveduto a costituirsi». Il giudice del Tribunale ha così accolto il ricorso in quanto «la pretesa azionata si fonda sul decreto del Tribunale (dei Minori – ndr), disatteso di fatto dai Servizi Sociali e dagli educatori della Cooperativa Sociale Progetto 92, i quali hanno sospeso gli incontri madre-figli minori a causa dell’emergenza coronavirus».

Il dottor Morandini ha ordinato agli enti locali di «garantire ai minori le visite e le telefonate senza operatore con la propria madre in conformità a quanto statuito dal Tribunale di Trento» con la disposizione che in tali incontri si adottino «tutte le necessarie misure di prevenzione di contagio previste dalle normative» quali mascherine e distanziamento.

«Sospendere le visite madre-figli in una situazione di allontanamento di questi dal proprio genitore è tale da arrecare un pregiudizio concreto, imminente ed irreparabile a tale relazione, con inevitabili ricadute sulla crescita e sulla sfera affettiva-relazionale degli stesi, i quali vengono privati, ancorché temporaneamente, di una figura imprescindibile di riferimento» è la motivazione inequivocabile del magistrato sul caso riportato anche dal giornale locale la Voce del Trentino.

La delegata Adiantum Gabriella Maffioletti e l’avvocato parmense Donatella Bussolati, unite nella tutela dei minori

L’avvocato Donatella Bussolati, sempre in prima linea per i diritti dei minori, esprime una comprensibile soddisfazione per una vittoria che fa giurisprudenza nel pandemonio da Covid-19: «Le famiglie oggetto di allontanamenti spesso sono costrette a subire limitazioni dei loro diritti perché a causa della loro situazione di debolezza dovuta a pre-giudizi formalizzati in relazioni non verificate, questo provvedimento da la speranza di una nuova riflessione che porti ad agire ogni soggetto coinvolto davvero per il superiore interesse del minore secondo regole precise che non diano spazio ad arbitrarietà e senso di onnipotenza».

«LA MIA BIMBA MALATA DI CUORE RAPITA DALLO STATO E IMBOTTITA DI PSICOFARMACI»

Alla dichiarazione del legale si unisce quella di Gabriella Maffioletti, delegata regionale dell’Associazione di Aderenti Nazionali per la Tutela dei Minori – Adiantum, e impegnata da anni nelle battaglie per i bambini allontanati: «Bisogna credere nel diritto e lottare insieme seriamente privato sociale, professionisti, politica e istituzioni per garantire il diritto dei minori alla famiglia di origine, garantito dalla Costituzione e dalle norme sovranazionali, contro abusi di potere e prevaricazioni».

Per questo l’avvocato Bussolati del Foro di Milano (ma con ufficio anche a Parma) è sempre pronta a dare battaglia. Come da farà a fine maggio nella Corte d’Appello del Tribunale dei Minorenni di Trento perchè sia riconosciuto l’affido condiviso alla mamma dei due gemellini di 11 anni.

Da oggi con un alleato in più: il webmedia Gospa News che ha fatto della tutela dei bambini uno dei suoi ambiti prioritari di azione giornalistica. Ecco i recapiti per contattare il legale in caso di necessità: email d.bussolati@gmail.com – tel/fax 05211416666 cell. 3896531691.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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FONTI PRINCIPALI

GOSPA NEWS – INCHIESTE MINORI – PEDOFILIA

GOSPA NEWS – INCHIESTE GIUSTIZIA – MAFIA

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