STOP ALLE BOMBE ITALIANE USATE NELLO YEMEN. L’azienda annuncia ricorso contro il governo che è però partner degli azionisti BlackRock

STOP ALLE BOMBE ITALIANE USATE NELLO YEMEN. L’azienda annuncia ricorso contro il governo che è però partner degli azionisti BlackRock

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La fabbrica di Bombe Rwm Italia Spa, con sede legale a Gedi (Brescia) e stabilimento a Domusnovas (Sud Sardegna) – controllata dal gruppo tedesco Rheinmetall – annuncia ricorso contro il governo italiano per la revoca delle licenze di esportazione verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. “Siamo di fronte ad un provvedimento ‘ad aziendam’, che di fatto colpisce duramente solo Rwm Italia”, dice l’amministratore delegato, Fabio Sgarzi, dopo la notifica ricevuta da UAMA della revoca delle autorizzazioni all’esportazione di bombe d’aereo rilasciate tra il 2016 e il 2018.

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Lo stabilimento era da anni nel mirino dei pacifisti che giunsero a premiare “sarcasticamente” con il Black Planet Award i vertici del fondo d’investimento BlackRock, tra gli azionisti di riferimento della Rheinmetall come peraltro di altre corporations della Lobby delle Armi tra cui l’industria italiana specializzata in aerospazio e difesa Leonardo spa, dopo che un’inchiesta giornalistica aveva svelato che alcune delle bombe prodotte in Sardegna era state raccolte nello Yemen, nelle aree di stragi che avevano ucciso civili e bambini.

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I reportage internazionali, già riferiti da Gospa News nell’inchiesta Lobby Armi – 1, avevano spiegato che le componenti degli ordigni esplosivi veniva esportate negli Emirati Arabi Uniti separate e soltanto lì venivano assemblate per essere rivendute all’Arabia Saudita dove furono utilizzate contro i ribelli yemeniti Houti in una tremenda guerra civile innescata da da una rivendicazione di indipendenza da parte di questa etnia di confessione Islamica Sciita esacerbata dalla rivalità religiosa coi Sauditi, di confessione Sunnita-Wahabita, che non hanno esitato a inviare condannati a morte nelle fila di Al Qaeda per vincere un conflitto interminabile iniziato nel 2015.

La fabbrica di bombe della RWM a Domusnovas nella Sardegna meridionale

Ma l‘azienda italiana del gruppo Reinmetall non ci sta a subire il blocco delle esportazioni da parte dell’Italia. “Ora – prosegue Fabio Sgarzi – chi si trova a sopportare le conseguenze di tutto questo, insieme all’azienda, sono le centinaia di lavoratori del territorio e le loro famiglie (nel solo stabilimento di Domusnovas operano 100 operatori diretti, attualmente in Cig e altri 100 indiretti, ndr). Lo Stato ha prima reso possibile la crescita, autorizzando contratti pluriennali, e poi ha annullato tutto, come se niente fosse. E nei diciotto mesi di sospensione il Governo è stato totalmente inerte, non avviando alcuna iniziativa per contenere i gravissimi danni economici e occupazionali derivanti dalle sue decisioni”.

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Ai lavoratori e alle loro famiglie la Rwm assicura che farà “l’impossibile per ottenere l’annullamento di un provvedimento ingiusto e punitivo”. Sarà poi interessante vedere se anche BlackRock, tra gli azionisti di Rheinmetall, esprimerà il proprio disappunto al governo italiano, essendo uno degli importanti investitori (passato dallo 0,86 % all’1,13 con il BlackRock Fund Advisors e allo 0,79 con il BlackRock Investment Management) anche di Leonardo spa, società controllata al 30.2 % dallo Stato.

Redazione Gospa News

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