PALAMARA-GATE – 3. “Retata” Soft per 20 Toghe Rosse. Rischiano espulsioni, ma non condanne! Mattarella si dimetta.

PALAMARA-GATE – 3. “Retata” Soft per 20 Toghe Rosse. Rischiano espulsioni, ma non condanne! Mattarella si dimetta.
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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Questo non è uno dei reportage investigativo del ciclo Palamara-Gate ma essendo diretta conseguenza di quell’inchiesta vi entra di diritto in una Repubblica Italiana in cui da quando il Partito Democratico ha monopolizzato il Quirinale e, di conseguenza, i Presidenti del Consiglio dei Ministri da lui incaricati di formare i Governi, va tutto storto…

PALAMARA-GATE – 4. NEL MIRINO 10 TOGHE ROSSE. Intrighi col “Cerchio Magico” Napolitano-Renzi e l’OBAMA-GATE su 007 e vaccini Gates-Soros

E’ pur vero che sono scomparse le grandi stragi di terrorismo e mafia ma in compenso c’è stato un massacro con 34.610 morti per la pandemia scatenata da quel SARS-CoV-2 che già 15 scienziati del mondo (tra cui anche un italiano in un piccolo studio accademico) ritengono sia stato creato in laboratorio, per 13 di loro con inserti del micidiale virus HIV dell’AIDS, come sostengono anche l’ex direttore dell’intelligence britannica MI6, un cardinale dello Sri Lanka, l’ex vicepresidente dell’Iran. E in ultimo anche secondo il presidente della Tanzania è “un complotto dell’Occidente”.

Al momento ovviamente non ci sono prove che addebitino alla sinistra una tale catastrofe. Ma i 24 reportages pubblicati da Gospa News sull’argomento hanno fatto emergere indizi gravi, precisi e concordanti (quelli che secondo il Codice Penale sarebbero sufficienti per emettere ordinanze di custodia cautelare) nei confronti di sovvenzionatori dei Democratici di tutto il mondo come Bill Gates e George Soros, invischiati fino al collo con le Big Pharma produttrici dei vaccini e persino con le sperimentazioni in laboratori militari di Cina, Usa, Canada, Georgia e Ucraina all’ombra di USAID (agenzia governativa americana sovente utilizzata dalla Central Intelligence Agency) ma anche con l’aiuto della Commissione Europea.

WUHAN-GATES – 12. EX CAPO 007 INGLESI: “SARS-2 CREATO IN LABORATORIO”. Ecco prove e foto dei test con HIV

Per chi si fosse perso il reportages WuhanGates 9 rammento che fu proprio tale organismo a finanziare le prime ricerche sul virus SARS (ceppo 1 del 2003): già nel 2004, quando era presidente della Commissione Europea Romano Prodi, futuro premier di un Governo PD. Stop! Abbiamo appena pubblicato WuhanGates 14 ed abbiamo già materiale sufficiente per arrivare almeno fino al 19. Quindi passiamo all’argomento odierno.

WUHAN-GATES – 9. LE PROVE: HIV inserito in un virus SARS nel 2007. Grazie ai milioni UE della Commissione Prodi

Questo non vuol essere un articolo di cronaca ma di mera meditazione sulla clamorosa news pubblicata oggi pomeriggio dal Corriere della Sera: “Caso Palamara, 20 magistrati coinvolti nelle chat sotto esame del Csm per «incompatibilità». Già avviate le istruttorie preliminari per valutare le posizioni delle toghe. Nelle ultime nomine i segnali di un «nuovo corso”.

Questre poche frasi sarebbero già sufficienti per scrivere un libro in cui potrei raccontare quando un magistrato, oggi in autorevole posizione, lodò il mio acume investigativo e mi chiese, tra il serio e il faceto, se non mi sarebbe piaciuto lavorare per la CIA. Alla mia espressione esterrefatta – collaborare con i servizi è vietato dalla legge italiana sia per le toghe che per i giornalisti – cercò di svicolare e balbettò “certo bisognerebbe sapere bene il russo” mettendo una toppa ancor pià grave del buco…

“MAFIA-APPALTI-POTERI OCCULTI: FALCONE E BORSELLINO UCCISI PER L’INFORMATIVA CARONTE”

Qualche anno dopo, quando mi presi un periodo di pausa dalla cronaca giudiziaria per depurare l’anima dal lordume visto nei Palazzi di Giustizia, mi sconcertò scoprire quel callido PM tra i tanti che sostennero le accuse contro Silvio Berlusconi…

Ancor di più appurare dopo una piccola indagine che si era laureato alla LUISS, l’università intitolata al banchiere massone Guido Carli in cui si forgiano tanti confratelli incappucciati ma divenuta famosa, di recente, anche per il Corso executive in Affari Strategici svolto in collaborazione con l’intelligence del Dis (Dipartimento per l’informazione e la sicurezza) e tenuto dagli 007 italiani sui temi di sicurezza e rivoluzione cibernetica.

Se qualche investigatore o magistrato volesse chiedermi i dettagli di quell’imbarazzante episodio gli risponderei come fece il pentito Tommaso Buscetta al giudice Giovanni Falcone quando pretese i nomi del “terzo livello”: «In Italia non ci sono le condizioni politiche per parlarne…».

Ma torniamo al Palamara-Gate e cominciamo a giustificare il bizzarro titolo. Lo spunto per il termine “retata” me lo ha dato il sempre salace Vittorio Sgarbi che ha così commentato l’espulsione dall’Associazione Nazionale Magistrati (sindacato di categoria e non istituzione statale) di Luca Palamara, il sostituto procuratore romano indagato per corruzione in atti giudiziari e quidni sospeso da funzioni e stipendio: «Hanno infilzato il tonno Palamara, ma tutti gli altri pesci che gli nuotavano attorno?». Inoltre è stata proprio la “retata” delle chat a far venire a galla i sordidi complotti sul valzer delle nomine tra politici e magistrati amici.

Il giorno in cui il parlamentare più colto, intelligente e pugnace d’Italia farà le sue schermaglie con interrogazioni in aula ed esposti a raffica alle Procure delle Repubbliche anzichè con le boutade da facondo parolaio probabilmente si cominceranno a intravedere le prime crepe nel sistema.

Ma l’iroso Vittorio (con cui ho avuto l’onore di tenere una conferenza sull’arte cristiana e dopo cena quello di litigarci davanti ad un Tiziano del 500) decenni fa fu costretto a chiudere la sua epocale trasmissione televisiva “Sgarbi Quotidiani” (Canale 5, dal 15 ottobre 1992 al 13 maggio 1999) proprio per la marea di querele con cui fu bersagliato soprattutto da magistrati. Pertanto gli concedo l’onore delle armi e comprendo, anche se non giustifico, la sua rassegnazione…

Fabio Carisio con il professor Vittorio Sgarbi durante una conferenza sulla figura di Cristo nella storia dell’arte in occasione della presentazione di un libro del famoso esperto di Rinascimento

Quello che non riesco a comprendere, invece, e tanto meno a giustificare, è il rischio che stanno correndo le 20 toghe rosse (se qualcuna è di altro colore ci scriva per comunicarcelo…) finite come acciughe in barile sotto il sale bruciante di quelle chat intercettate dal trojan inserito dalla Guardia di Finanza nel telefono di Palamara, grande regista di nomine e “correnti sindacali’ nel Consiglio Superiore della Magistratura di cui fu consigliere.

Come riporta il Corriere se dovesse emergere qualche monumentale violazione dei loro comportamenti rischiano il trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale o, al massimo, la rimozione dall’incarico: ovverso l’espulsione dalla magistratura. Dopo aver pubblicato 3 inchieste sull’argomento con la citazione di varie chiacchierate su trame politiche favorevoli al Partito Democratico, appare evidente che costoro abbiano non solo pilotato incarichi ma congiurato contro la democrazia della Repubblica Italiana.

TOGHE SPORCHE ALLA CORTE PD: PM ROMANO SOSPESO ma la “spia” torna a fare il procuratore

Trasferirli o lasciarli a casa a godersi il patrimonio accumulato grazie a decenni di lauti stipendi può sembrare un provvedimento severo all’interno della casta deli intoccabili ma sarebbe un’onta ignominiosa dinnanzi al Popolo Italiano nel nome del quale amministrano la giustizia perchè da quelle chat emerge una disinvoltura così sfrontata da poter essere figlia solo di un superbo senso di impunità.

Ma non ci sarebbe da stupirsi visto che l’ex componente del CSM Luigi Spina, indagato per le spiate fatte all’amico Palamara in merito all’inchiesta a suo carico aperta dalla Procura di Perugia (competente per i reati dei giudici di Roma), è tornato tranquillamente a fare il sostituto procuratore di Castrovillari, in provincia di Cosenza, in quella Calabria afflitta dalla ‘Ndrangheta che avrebbe bisogno di magistrati “duri e puri” come il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, tra i più solerti e determinati a scoprire i legami delle cosche con politici del PD (ma anche di Forza Italia e Fratelli d’Italia).

‘NDRANGHETA & MAFIA: I POLITICI ARRESTATI-PROCESSATI NEL 2019. E l’“autostrada” dei massoni…

Ciò può accadere perchè sotto il profilo squisitamente giudiziario, fino al momneto, non sono emersi elementi di rilevanza penale a carico della maggior parte di loro (ad eccezione di Palamara e Spina) sebbene sospettati di relazioni e chat pericolose con esponenti di spicco del CSM e del Partito Democratico finalizzate a spartirsi le nomine ma anche a colpire gli avversari politici – che nessuna toga dovrebbe avere – come il leader della Lega Matteo Salvini.

Non bisogna scordare, infatti, che quelle intercettazioni raccolte con il trojan inoculato nel telefono di Palamara dagli investigatori dei GICO della Finanza, prima che divenissero di dominio pubblico grazie allo scoop de La Verità, erano già state “bollate” come inutilizzabili per questioni tecniche dalla Corte di Cassazione in riferimento ad altri tre magistrati coindagati con Palamara.

PALAMARA, TOGHE SPORCHE & PD, INSABBIAMENTO PRONTO: “Intercettazioni inutilizzabili”

Ciò sembra destinato a far vacillare la “prova madre’ delle presunte rivelazioni di segreti d’ufficio del già citato Spina come quelle del suo collega Riccardo Fuzio, già procuratore Generale della Cassazione e membro di diritto del CSM, costretto ad un prepensionamento anticipato proprio perchè finito sul registro degli indagati a Perugia.

Spetterà al nuovo procuratore di Perugia il compito di valutare se aprire ulteriori filoni d’indagine ed eventualmente inviare avvisi di garanzia ad altri magistrati sotto la Spada di Damocle del rischio di un’inutilizzabilità in aula delle intercettazioni compromettenti. La questione è così delicata che ci sarebbe voluto un magistrato molto scrupoloso come Luca Masini, proposto per quell’incarico dal Plenum del CSM da Piercamillo Davigo e sostenuto da Nino Di Matteo, due notissime toghe antimafia.

TOGHE SPORCHE: NEI GUAI ANCHE IL PROCURATORE GENERALE, MATTARELLA SI DIMETTA

Ma il Consiglio Superiore della Magistratura ha invece scelto l’illustre dottor Raffaele Cantone, molto stimato in Italia soprattutto dal Governo PD, che lo nominò presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), ma anche dall’ex premier Mario Monti che lo prese come consulente per la Legge Severino, poi utilizzata dalla sinistra per espellere dal Senato l’avversario di centrodestra Silvio Berlusconi in seguito a una condanna passata in giudicato.

La nomina di Cantone per la Procura di Perugia, favorita dai voti dei componenti del CSM in quota alla Lega e a Forza Italia (che ha un autorevole esponente invischiato nelle chat di Palamara), è stata severamente censurata dai citati Davigo e Di Matteo per evidenti ragioni di opportunità.

PALAMARA-GATE – 2. Al PM scelto da MONTI e RENZI l’inchiesta sulle TOGHE ROSSE del “Cerchio Magico” PD. Inciucio M5S, FI e LEGA al CSM

Ma per gli stessi criteri di opportunità oggi David Ermini, il vice presidente del CSM eletto all’interno di tale organismo dal Parlamento grazie ai voti del PD di cui fu deputato responsabile del dipartimento giustizia, dovrebbe fare un passo indietro e dimettersi.

Perchè nemmeno un cieco sordomuto potrebbe credere che possa essere proprio lui, nominato allo scranno più alto del Consiglio Superiore della Magistratura dopo una chat tra una toga rossa e una deputata del PD ex magistrata (come riferito dal Primato Nazionale), a guidare il “nuovo corso” del Consiglio Superiore della Magistratura che deve gestire gli incarichi delle toghe ma anche sorvegliarne i comportamenti ed applicare gli eventuali provvedimenti disciplinari. Un potenziale sospetto di relazioni imbarazzanti, ritenuto molto vicino a Palamara prima dello scandalo, può essere il primo garante di un giudizio obiettivo sulle toghe intrallazzate?

PALAMARA-GATE – 1. CONGIURE, FESTE E VIAGGI DELLE TOGHE ROSSE CON LEGNINI: boss PD e vice di Mattarella al CSM

E per le stesse ragioni di opportunità e dignità dovrebbe dimettersi anche il Presidente del CSM ovvero il Capo dello Stato Sergio Mattarella che, come consuetudine, per anni ha delegato a gestire l’organo di autogoverno della magistratura i suoi due vice, entrambi compagni del PD, prima Giovanni Legnini, pesantemente implicato in alcune chat per sabotare Salvini e persino negli atti dell’inchiesta su un giudice arrestato, e poi lo stesso Ermini.

Se il Presidente della Repubblica in virtù di tali deleghe non può essere ritenuto direttamente responsabile sotto il profilo etico e politico dei loschi traffici e intrallazzi orditi dalle toghe rosse (come il manto di ermellino del citato ex procuratore generale Fuzio) lo è senza alcun dubbio per non aver controllato i suoi delegati di fiducia ed i loro gravi comportamenti in evidenti conflitti d’interessi.

ITALIA MAFIA X-FILE: Dagli atti parlamentari la storia dei milioni dati dall’affarista di Riina a Mattarella: assolto per “modica quantità”…

In ragione del passato ombroso derivante da quell’accusa di finanziamento illecito ricevuto da un imprenditore arrestato per mafia a Palermo durante la Tangentopoli del 1992, da cui fu prosciolto solo per il cavillo tecnico della “modica quantità”, Mattarella oggi non può permettersi di aggiungere un altro scheletro nel suo armadio…

Se non saranno i politici a proporre un eventuale impeachment potrebbe esserlo il furor di popolo. O magari anche Gospa News. Se ci saranno almeno 777 commenti con la scritta “dimissioni Mattarella” a questo articolo.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – MATTARELLA: INTOCCABILI SICILIANI DA PALERMO A ROMA

CORRIERE – ISTRUTTORIE PER 20 MAGISTRATI AL CSM

GOSPA NEWS – GIUSTIZIA – MAFIA

GOSPA NEWS – OPINIONI

GOSPA NEWS – COSPIRAZIONI – MASSONERIA

GOSPA NEWS – GEOPOLITCA – ECONOMIA

 

 

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

5 pensieri su “PALAMARA-GATE – 3. “Retata” Soft per 20 Toghe Rosse. Rischiano espulsioni, ma non condanne! Mattarella si dimetta.

  1. Matterella deve dimettersi perché democristiano a capo di questo.
    C’è chi è stato “elegantia arbiter” e chi è “criminis arbiter”.
    il CSM di Visconti con Vietti (e/o il Sistema Antonin Scalia che sceglie, nomina e promuove) è
    stato motore del
    orgogliosamente fascista (“…attaccamento radicato alla propria casa storica (…) filo rosso tra passato e presente …responsabilità di un compito… tecnico politico (…) con qualche inevitabile corso e ricorso, con la stagione del fascismo che si è stentato a superare sia nella simbologia architettonica sia nell’ordinamento (…) una gestione non corporativa… il segretario generale motore dell’attività esecutiva…” casa storica, simbologia, passato e presente sono sia fuori
    che dentro
    Il 23.05.1956 c’era già stata “la prima storica sentenza n.1 di Corte Costituzionale” che metteva in riga i fascisti (di ieri e di oggi). Ne i “60 anni della legge Istitutiva del CSM” scrivete che
    nella seduta del 21 novembre 1956 Terracini fu profetico a dirvi: Il vostro sistema elettorale genera la figura del notabile […] se il notabile ha dei doveri verso gli elettori di base, esso è più pronto a far valere su di essi dei diritti o delle pretese di diritti. […] Un regime di notabili non ha in sé nulla di democratico. Esso crea una gerarchia, e ne favorisce il consolidamento e la stabilizzazione, distruggendo ogni possibilità di un funzionamento libero e indipendente.
    Un corpo elettorale ristretto ai notabili facilita al massimo la formazione di clientele e le manovre di gruppo

    Forse che tale “profezia” non si sia avverata col Palamaravirus/PDalamaravirus?
    Se queste cose non le sa Vittorio Sgarbi, come non ne sa di altre, informatelo e le ripeta prima di farsi trasportare come un “pacco” fuori dell’aula del parlamento (le virgolette di pacco sono mie).

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