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MASSONERIA IN VATICANO – 1. Dal Complotto “Alta Vendita” alla “Lista Pecorelli” coi Nomi di Notabili Cardinali

MASSONERIA IN VATICANO – 1. Dal Complotto “Alta Vendita” alla “Lista Pecorelli” coi Nomi di Notabili Cardinali

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Nell’immagine di copertina uno stemma della Massoneria e i cardinali Baggio e Villot. ritenuti massoni dalla “Lista Pecorelli”

Introduzione di Redazione Gospa News

Un’interessantissima e approfondita inchiesta sviluppata dal sito canadese e americano LifeSiteNews, di orientamento cattolico, ripercorre la storia delle infiltrazioni della massoneria in Vaticano.

Non pubblicheremo l’intero paragrafo sull’inchiesta Gagnon perché partendo da essa svilupperemo la seconda puntata dell’inchiesta Massoneria in Vaticano che cercherà di fare luce sui troppi dubbi riguardanti la prematura morte di Papa Giovanni Paolo I, che secondo molteplici articoli e libri, tra cui uno recente di un frate americano che è stato quasi oscurato in Italia, sarebbe stato avvelenato con la complicità dei liberi mutatori incappucciati…

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L’infiltrazione massonica è responsabile della diffusa apostasia tra il clero cattolico?

Articolo di Raymund Maria

ORIGINAL ENGLISH VERSION

pubblicato in origine su LifeSiteNews – traduzione di Gospa News – Tutti i collegamenti agli articoli di Gospa News sono stati aggiunti a posteriori

Qualcosa è andato seriamente storto all’interno della gerarchia della Chiesa. L’eresia, lo scandalo, la corruzione e l’apostasia diffusi dei pastori che Cristo ha giustamente condannato come “lupi travestiti da pecore” sono troppo sistematici, e ora palesi, per essere dovuti al semplice caso o alla debolezza umana.

Una pianificazione ingegnosa e un’esecuzione spietata e calcolata hanno portato la gerarchia della Chiesa a uno stato tale che i vescovi malvagi non nascondono più il loro rifiuto della Sedimentazione della fede, il loro odio per la morale cristiana o il loro disprezzo verso i cattolici credenti e fedeli.

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L’apostasia di massa che vediamo oggi nelle file dei membri più alti della Chiesa, tuttavia, non è stata opera di un solo giorno o di un solo anno. A questo proposito, alcuni fatti aiuteranno a mettere in prospettiva la situazione attuale.

Il rapporto seguente includerà quanto segue:

  • Il piano massonico di infiltrarsi nella gerarchia della Chiesa delineato nell’Alta Vendita e la corrispondenza Vaticano/Massonica che evidenzia un tentativo di impossessarsi dei seminari italiani negli anni ’60.
  • Elenco di Pecorelli del 1978 che identifica 120 funzionari vaticani che erano membri della Massoneria, comprese le loro date di ingresso, numeri di codice e acronimi.
  • Fatti sulla Loggia massonica romana Propaganda Due (P2) e il suo capo Licio Gelli, come sfondo della Lista Pecorelli.
  • L’opera sotto copertura di padre Luigi Villa contro i massoni in Vaticano, missione assegnata da Padre Pio e confermata da Pio XII.
  • Nomi notevoli nella Lista Pecorelli e il danno alla Chiesa fatto dai prelati massonici.

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Alta Vendita: delineato un piano massonico

Alla fine del diciannovesimo secolo, il documento “L’istruzione permanente sull’Alta Vendita” ordinava ai membri della Loggia massonica di intraprendere uno sforzo lungo un secolo per minare la Chiesa cattolica dall’interno. Il documento affermava:

Il Papa, chiunque esso sia, non verrà mai nelle società segrete. Spetta alle società segrete venire alla Chiesa… Il lavoro che abbiamo intrapreso non è il lavoro di un giorno, né di un mese, né di un anno. Può durare molti anni, forse un secolo, ma nelle nostre file il soldato muore e la lotta continua…

Una volta stabilita la tua reputazione nei collegi… e nei seminari, una volta che avrai catturato la fiducia di professori e studenti, fa’ che coloro che sono impegnati nello stato ecclesiastico amino cercare la tua conversazione… Poi a poco a poco lo farai portare i tuoi discepoli al grado di cottura desiderato. Quando su tutti i punti dello stato ecclesiastico in una volta, questo lavoro quotidiano avrà diffuso le nostre idee come luce, allora apprezzerai la saggezza del consiglio in cui prendiamo l’iniziativa…

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Quella reputazione aprirà la strada affinché le nostre dottrine passino in seno al giovane clero, e arrivino anche nelle profondità dei conventi. In pochi anni il giovane clero avrà, per forza di cose, invaso tutte le funzioni. Governeranno, amministreranno e giudicheranno. Formeranno il consiglio del Sovrano. Saranno chiamati a scegliere il Pontefice che regnerà; e che il Pontefice, come la maggior parte dei suoi contemporanei, sarà necessariamente imbevuto dei… principi umanitari che stiamo per mettere in circolazione…

Il clero marcerà sotto il tuo stendardo nella convinzione sempre di marciare sotto il vessillo delle Chiavi Apostoliche. Volete far scomparire l’ultima traccia di tirannia e di oppressione? Getta le reti come Simon Bar Jona. Stendeteli negli abissi di sacrestie, seminari e conventi, piuttosto che in fondo al mare… Vi porterete come amici intorno alla Cattedra apostolica.

All’epoca della pubblicazione dell’Alta Vendita, la Massoneria italiana portava un’animo particolarmente anticlericale e un odio verso il papato e la Chiesa. Nel 1877 fu costituita a Roma la Loggia, Propaganda Massonica, detta anche Propaganda Due (P2), per personalità politiche la cui appartenenza fu tenuta segreta a causa delle condanne pontificie della Massoneria. Ma nel 1917, in occasione del loro 200° anniversario, i massoni marciarono sfacciatamente in Piazza San Pietro sventolando uno striscione che diceva: “Satana regnerà in Vaticano, il Papa sarà suo schiavo”.

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Diversi decenni dopo, su impulso dell’Alta Vendita, i Massoni in Italia iniziarono a mettere in atto un piano concreto per minare la Chiesa dall’interno. Nel 1961, il presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, monsignor Francesco Marchisano, che si chiamava in codice massonico FRAMA, scrisse tre lettere al Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (G.O.I.) riguardo a un progetto da estendere ai seminari sacerdotali in Piemonte e Lombardia.

I seminari di Trento, Torino e Udine furono individuati come luoghi ideali per l’attentato, dove si sapeva già che si erano infiltrati un buon numero di compagni massoni. Le lettere sono state ottenute e pubblicate nel settembre 2002, da p. Luigi Villa, in un dossier intitolato “An Appointment Scandal”, e ancora a settembre 2019, nella rivista fondata da p. Villa, Chiesa Viva.

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La pubblicazione del 2002 è arrivata in risposta alla nomina di Marchisano alla carica di vicario generale per la Città del Vaticano e presidente delle Opere San Pietro. Villa aveva precedentemente esposto i dati completi della registrazione massonica di Marchisano nel giugno 1981 a Chiesa Viva.

Le lettere del monsignore al Gran Maestro recitavano quanto segue:

23 maggio 1961

Venerabile ed Illustre Gran Maestro,

Con grande gioia ho ricevuto, tramite F. MAPA [mons. Pasquale Macchi, Segretario di Papa Paolo VI], il vostro delicato compito: organizzare tranquillamente in tutto il Piemonte e la Lombardia un progetto per distruggere gli studi e la disciplina nei seminari. Non nego che il compito è enorme e ho bisogno di tanti collaboratori, soprattutto tra il corpo docente. Dovresti avvisarmi così posso avvicinarmi a loro il prima possibile con alcune tattiche di studio. Mi riservo comunicazioni più accurate dopo un incontro e colloquio personale con MAPA.

Nel frattempo, per favore, accetta il mio saluto orante.

Frama

Al Ven G. Master of the G.O. (consegnato a mano)


12 settembre 1961

Illustre e Reverendo G. Master,

Dopo essersi avvicinato e contattato F.F. [Compagni Massoni] Pelmo e Bifra [Franco Biffi, Rettore dell’Università Lateranense] più volte, sono tornato al MAPA per presentare un primo piano di lavoro. Raccomanda di iniziare con la disgregazione del curriculum, facendo pressione sui nostri fedeli insegnanti, perché con un nuovo aggiornamento di argomenti di pseudofilosofia e pseudoteologia getteranno il seme sugli studenti, ora assetati di qualcosa di nuovo. Il disservizio disciplinare, quindi, sarà una semplice conseguenza che risulterà spontanea, senza che ce ne occupiamo noi: gli studenti penseranno di averlo fatto loro stessi. È quindi fondamentale che tu paghi bene questi insegnanti, di cui hai già la lista. Sarò un sorvegliante diligente e riferirò tutto a te, fedelmente.

Con il più devoto e cordiale saluto

Frama

Al Gran Maestro – Palazzo Giustiniani (consegnato a mano)


14 ottobre

Illustre e Reverendo G. Master,

Nell’incontro, ieri sera, F.F. [Compagni Massoni] Pelmo, Mapa, Bifra, Salma [Salvatore Marsili, O.S.B. Abate di Finalpia], Buan [Abp. Erano presenti Annibale Bugnini, Commissione liturgia], Algo [Alessandro Gottardi, Arcivescovo di Trento] e Vino [Virgilio Noe, Cerimoniere], potrei concludere che: – In primo luogo, dovremmo iniziare degli esperimenti in alcuni seminari d’Italia, quelli di Trento e Torino, o quella di Udine dove abbiamo un buon numero di F.F.[Compagni Massoni]; – In secondo luogo, dobbiamo diffondere il nostro concetto di libertà e dignità umana, in tutti i seminari senza alcuna esitazione né da parte dei Superiori, né da alcuna legge. Abbiamo bisogno di una stampa completa. A questo punto serve un incontro con tutti voi per decidere come agire ea chi affidare i vari incarichi.

Con il mio saluto orante

Frama

Al Gran Maestro – Palazzo Giustiniani (consegnato a mano)

‘Lista Pecorelli’: 120 funzionari vaticani nominati massoni

Il 12 settembre 1978, a quasi un secolo dalla pubblicazione dell’Alta Vendita e a poco meno di due decenni dall’avvio del complotto per la conquista dei seminari italiani, l’avvocato e giornalista investigativo italiano Carmine Minor Pecorelli, direttore di un’agenzia di stampa e di un giornale specializzato in scandali e crimini politici, L’Osservatorio Politico, ha pubblicato un elenco di cardinali, vescovi e sacerdoti vaticani di alto rango che ha identificato come membri di logge massoniche. L’elenco divenne noto come “Lista Pecorelli” e includeva i nomi, le date di ingresso nella Massoneria, i numeri di codice e gli acronimi di 120 funzionari vaticani.

Lo stesso Pecorelli apparteneva alla Loggia massonica romana, Propaganda Due (P2), che è stata scoperta dalla polizia italiana per avere membri di rango di quasi tutti i rami del governo del paese, inclusa la difesa nazionale. Un’indagine ufficiale ha portato alla luce elenchi di membri raggruppati per carica politica, tutti sotto il controllo di Licio Gelli, venerabile maestro della Loggia massonica.

La famosa “Lista Pecorelli”

Il motivo per cui Pecorelli ha pubblicato un elenco di membri di alto rango del Vaticano che secondo lui erano anche annoverati tra i massoni non avrebbe mai potuto essere noto. Era una calunnia? Era per screditare la Chiesa? O era perché la sua lista avrebbe appena rivelato il più grande scandalo tra le mura del Vaticano nella sua (o nostra) vita, un’opera non sgradevole per un giornalista politico con informazioni privilegiate sensibili.

Quello che si sa è che Pecorelli fu ucciso a colpi di arma da fuoco a Roma sei mesi dopo, quasi in giornata, il 20 marzo 1979. Fu ucciso con quattro colpi di arma da fuoco nel quartiere Prati di Roma. Apparentemente, i proiettili erano del marchio Gevelot, un tipo di proiettile particolarmente raro non facilmente reperibile nei mercati legali o clandestini. Lo stesso tipo di proiettile è stato scoperto nel ceppo di armi della “Banda della Magliana”, nascosto nei sotterranei del Ministero della Salute del governo italiano. Tra quelli presi di mira dalle indagini di polizia c’era il capo di Propaganda Due, Licio Gelli.

Propaganda Due e Licio Gelli

Licio Gelli era entrato a far parte della Massoneria italiana solo pochi anni prima nel 1965. Tuttavia, assunse rapidamente un ruolo di incredibile potere all’interno della Massoneria e in Italia quando, nel 1970, Lino Salvini, allora Gran Maestro della Loggia del Gran Oriente d’Italia, incaricò Gelli di ristrutturando la Loggia Propaganda Due di Roma, di cui divenne venerabile maestro nel 1975. Questa loggia, originariamente fondata nel 1877 per i politici romani la cui appartenenza alla Massoneria doveva essere tenuta del tutto segreta per la loro carica pubblica e la vicinanza al papato, sorse dal numero di soli 14 membri a metà degli anni ’60 a quasi 1.000 entro la fine degli anni ’70 sotto la guida di Gelli.

Il 17 marzo 1981, la polizia italiana ha fatto irruzione nella casa di Gelli nell’ambito di un’indagine sul presunto rapimento del banchiere siciliano Michele Sindona. Le autorità hanno scoperto elenchi di 962 membri della Loggia Massonica Propaganda Due. I nomi includevano 43 membri del Parlamento, 3 membri del gabinetto, 43 generali, 8 ammiragli, i capi di tutte le forze armate italiane, capi dei servizi di sicurezza, diplomatici, capi di polizia nelle quattro maggiori città italiane e funzionari vaticani, per dare solo alcuni dei più importanti personaggi politici.

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Per le autorità italiane che non figuravano tra i membri della P2, la vasta rete di massoni di Gelli a lui segretamente rispondeva costituiva uno “stato nello stato” e minacciava la stabilità e la sovranità della nazione. Dopo essersi gettata nella mischia della politica italiana, la P2 è stata coinvolta in cose come l’attentato al treno “Italicus” del 1974, in cui persero la vita 12 persone, e la strage della stazione di Bologna, in cui furono uccise 85 persone.

Si scoprì inoltre che i suoi membri avevano preso il controllo della Banca Vaticana, portando la Santa Sede quasi alla bancarotta in uno scandalo finanziario scoppiato a metà degli anni ’80 e dal quale il Vaticano deve ancora districarsi completamente. Negli anni ’70 le attività della P2 suscitarono scalpore anche all’interno della Massoneria, portando infine allo scioglimento ufficiale della Loggia Propaganda Due nel 1981 da parte del Grande Oriente d’Italia.

Propaganda Due e Licio Gelli

Licio Gelli era entrato a far parte della Massoneria italiana solo pochi anni prima nel 1965. Tuttavia, assunse rapidamente un ruolo di incredibile potere all’interno della Massoneria e in Italia quando, nel 1970, Lino Salvini, allora Gran Maestro della Loggia del Gran Oriente d’Italia, incaricò Gelli di ristrutturando la Loggia Propaganda Due di Roma, di cui divenne venerabile maestro nel 1975. Questa loggia, originariamente fondata nel 1877 per i politici romani la cui appartenenza alla Massoneria doveva essere tenuta del tutto segreta per la loro carica pubblica e la vicinanza al papato, sorse dal numero di soli 14 membri a metà degli anni ’60 a quasi 1.000 entro la fine degli anni ’70 sotto la guida di Gelli.

Il 17 marzo 1981, la polizia italiana fece irruzione nella casa di Gelli nell’ambito di un’indagine sul presunto rapimento del banchiere siciliano Michele Sindona. Le autorità scoprirono elenchi di 962 membri della Loggia Massonica Propaganda Due. I nomi includevano 43 membri del Parlamento, 3 membri del gabinetto, 43 generali, 8 ammiragli, i capi di tutte le forze armate italiane, capi dei servizi di sicurezza, diplomatici, capi di polizia nelle quattro maggiori città italiane e funzionari vaticani, per dare solo alcuni dei più importanti personaggi politici.

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Per le autorità italiane che non figuravano tra i membri della P2, la vasta rete di massoni di Gelli a lui segretamente rispondeva costituiva uno “stato nello stato” e minacciava la stabilità e la sovranità della nazione. Dopo essersi gettata nella mischia della politica italiana, la P2 è stata coinvolta in cose come l’attentato al treno “Italicus” del 1974, in cui persero la vita 12 persone, e la strage della stazione di Bologna, in cui furono uccise 85 persone.

Si scoprì inoltre che i suoi membri avevano preso il controllo della Banca Vaticana, portando la Santa Sede quasi alla bancarotta in uno scandalo finanziario scoppiato a metà degli anni ’80 e dal quale il Vaticano deve ancora districarsi completamente. Negli anni ’70 le attività della P2 suscitarono scalpore anche all’interno della Massoneria, portando infine allo scioglimento ufficiale della Loggia Propaganda Due nel 1981 da parte del Grande Oriente d’Italia.

Fr. Luigi Villa

Ad aggiungere all’intrigo massonico all’interno della Chiesa, oltre al lavoro dell’arcivescovo Gagnon di investigare sulla Massoneria all’interno del Vaticano, c’era un altro sacerdote che per diversi decenni, sia prima che dopo, è stato anche lui impegnato nella stessa missione.

Nel 1956 p. Luigi Villa, in visita a Padre Pio, fu incaricato dal santo con la missione di dedicare tutta la sua vita alla difesa della Chiesa dall’opera dei massoni, specialmente quelli interni alla Chiesa. Successivamente, Papa Pio XII confermò personalmente questa missione, conferendo a Villa mandato pontificio proprio per questo. Il Papa pose il sacerdote sotto la protezione dei Cardinali Alfredo Ottaviani, Prefetto del Sant’Uffizio, Pietro Parente, e Pietro Palazzini.

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Villa ha lavorato instancabilmente nel corso della sua carriera sacerdotale per svelare e ostacolare le manovre dei massoni che si erano infiltrati nei ranghi della gerarchia, subendo sette tentativi di omicidio a causa dei nemici da lui fatti.

Nel 1971 Villa fonda la rivista Chiesa Viva, con corrispondenti da tutti i continenti, per esporre l’opera dei massoni all’interno della Chiesa. Lo stesso Villa ha condotto indagini sull’appartenenza di prelati e sacerdoti all’interno della Massoneria, verificando documenti con atti di polizia ed elenchi di logge massoniche. Nel 1992 Chiesa Viva ha ripubblicato l’Elenco Pecorelli insieme alla presentazione del magistrato Carlo Alberto Agnoli, autore de “La Massoneria alla Conquista della Chiesa”, che ha sottolineato l’affidabilità dell’Elenco.

I notabili della “Lista Pecorelli”

Si potrebbero scrivere volumi sui danni arrecati alla Chiesa dai cardinali, vescovi e sacerdoti indicati come massoni nell’elenco di Pecorelli. Mi limito a considerarne solo alcuni.

L’arcivescovo Annibale Bugnini risulta entrato a far parte della Massoneria il 4 aprile 1963, con il codice 1365/75 e l’acronimo BUAN. Bugnini fu l’uomo che guidò le modifiche apportate alla liturgia, il cui scopo era quello di rimuovere dal rito romano della messa tutto ciò che sarebbe stato discutibile per i protestanti. I testi delle antiche preghiere della Chiesa e le sue selezioni dalla Scrittura furono spogliati di gran parte del loro contenuto dottrinale, così come della preziosa enfasi tridentina sul carattere sacrificale della Messa, così cruciale per contrastare le eresie protestanti. Le modifiche alla disposizione del santuario sono state modellate sullo stile del Tempio massonico, in cui l’altare si trova al centro anziché rivolto a est.

Le note sfumature antropocentriche della liturgia del Novus Ordo e il drastico spostamento verso una liberalizzazione della dottrina e della pratica nella Chiesa, che ha accompagnato i cambiamenti liturgici nella Messa, sono il frutto non sorprendente dell’opera di un massone autorizzato a cambiare senza scrupoli a piacimento tutto ciò che gli piaceva e pensava di poter imporre impunemente a tutta la Chiesa latina.

Il Cardinale Sebastiano Baggio ((Rosà, 16 maggio 1913 – Roma, 21 marzo 1993)

Altrettanto dannoso per la Chiesa fu il lungo mandato del cardinale Sebastian Baggio nel suo ruolo di Prefetto della Congregazione per i Vescovi, che lo rese effettivamente una sorta di burattinaio massonico. Secondo la Lista Pecorelli, Baggio si iscrisse alla Loggia Massonica il 14 agosto 1957, con il codice 85/2640 e la sigla SEBA. Nel 1962 fu nominato Prefetto della Congregazione per i Vescovi, dopo che il cardinale Jean Villot – anche lui indicato da Pecorelli come massone, e che all’epoca ricoprì la carica di Segretario di Stato sotto Paolo VI – fece molte pressioni affinché Baggio nominasse Baggio. Sarebbe già stato già abbastanza brutto che un massone avesse avuto una mano nella scelta di un qualsiasi vescovo, ma che Baggio fosse stato nominato Prefetto della Congregazione per i Vescovi ed era quindi libero di nominare vescovi liberali, modernisti, omosessuali e massonici del mondo per più di un decennio è insondabile.

In una lettera al suo venerato Gran Maestro, datata 4 gennaio 1969, Baggio ringraziava la Loggia Massonica per essersi assicurata la sua elevazione al Sacro Collegio Cardinalizio, assicurando ai suoi confratelli massoni la sua continua collaborazione nell’infiltrarsi negli ambienti ecclesiastici, soprattutto in ruoli dirigenziali, per per il bene di «rovinare tutta la Chiesa dall’interno in tutti i settori».

Questa lettera è stata fotografata e pubblicata di recente nel 2019 in Chiesa Viva:

4 gennaio 1969

Al Venerabile Gran Maestro

Agli Stimatissimi Assistenti

Ho appena ricevuto da Mapa la comunicazione della mia nomina a cardinale, ottenuta da te attraverso tutte le tue vie potenti. Mi affretto ad esprimere a tutti voi, amati e stimati Fratelli, il mio grato e devoto ringraziamento. Come in passato, sono sempre a vostra disposizione per quanto riguarda i nostri programmi di espansione e penetrazione negli ambienti ecclesiastici, specialmente in quegli ambiti di leadership che saranno, domani, i punti principali per rovinare tutta la Chiesa dall’interno in tutti i settori.

Con rinnovata fedeltà, V.F. ti saluta.

SB (Sebastiano Baggio)

Per aggiungere la beffa al danno della Sposa di Cristo e assicurare il completo ritiro della retroguardia dei vescovi ortodossi nella Chiesa, fu durante il governo di Baggio come vescovo-creatore che l’età pensionabile di 75 anni fu fissata per la prima volta per i vescovi nel Storia della Chiesa. L’effetto immediato della nuova legislazione fu che molte sedi episcopali in tutto il mondo divennero vacanti quando i vescovi sopra i 75 anni consegnarono le loro lettere di dimissioni.

Questa situazione ha permesso in modo unico a Baggio di avere ampia mano libera per sostituire in brevissimo tempo quasi l’intero episcopato della Chiesa e tentare di rimodellarlo a sua immagine. Raramente un uomo, papa o vescovo, è stato in una posizione tale da influenzare una parte così vasta dell’episcopato cattolico in così poco tempo.

Il cardinale cattolico francese Jean-Marie Villot (1905 – 1979) in Vaticano, 10 maggio 1969. Villot era stato da poco nominato Segretario di Stato vaticano.

Fu da quest’epoca che la Chiesa negli Stati Uniti ricevette vescovi come McCarrick, Weakland, Mahony, Brown e Bernadin. I crimini e i peccati nelle mani di questi uomini includono lo stupro omosessuale, una relazione omosessuale, l’abuso sessuale di minori, l’insabbiamento di sacerdoti violenti, la difesa delle donne sacerdote, un militante che calpesta la musica e la liturgia tradizionali della Chiesa, il divieto ai cattolici di inginocchiarsi davanti al Santissimo Sacramento per la Santa Comunione, e l’attenuazione dell’insegnamento della Chiesa sulla santità della vita umana per i non nati, per mettere a loro nome solo alcuni peccati e scandali.

Tra gli altri nominati nell’Elenco Pecorelli c’è il cardinale Villot, Segretario di Stato per la Santa Sede sotto Paolo VI, che fece per Baggio una sorta di patrono, facendolo nominare alla Congregazione per i Vescovi. Fu nominato anche il Vescovo Paul Marcinkus, capo della Banca Vaticana, entrato a far parte della Massoneria il 21 agosto 1967, con il numero di codice 43/649, e l’acronimo MARPA, che fu coinvolto nello scandalo bancario che quasi fece cadere finanziariamente la Santa Sede in gli anni ’80.

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Altro nome di spicco fu il cardinale Agostino Casaroli, Ministro degli Affari Esteri sotto Paolo VI e Segretario di Stato sotto Giovanni Paolo II. Casaroli entrò in Massoneria il 28 settembre 1957, con il codice 41/076, con la sigla CASA. Fu Casaroli ad essere responsabile dell’atteggiamento aperto del Vaticano verso i comunisti durante il pontificato di Paolo VI, una politica chiamata Ostpolitik, che portò il Papa a rimuovere il cardinale József Mindszenty dalla carica di Primate d’Ungheria, determinando l’istituzione di una chiesa di stato sotto il controllo dei governanti comunisti ungheresi. Questa politica fu poi respinta da Giovanni Paolo II, venendo come lui da dietro la cortina di ferro, ma il danno alla Chiesa nell’Europa orientale era già stato fatto.

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Ora, perché non si creda che i massoni nominati nella Lista Pecorelli siano un ricordo del passato, bisogna sottolineare che nell’ultimo decennio i nomi della sua lista continuano ad apparire negli avvenimenti del Vaticano. Uno di questi casi è monsignor Pio Vito Pinto, che Pecorelli ha identificato come entrato in Massoneria il 2 aprile 1970, con il codice 3317/42 e la sigla PIPIVI. Pinto ha governato come Decano della massima corte della Chiesa, la Rota Romana, dal settembre 2012 al marzo 2021, facendo notizia quando si è incaricato di criticare i quattro cardinali che avevano presentato i “dubia” a papa Francesco riguardo al suo insegnamento in Amoris laetitia sull’ammissione dei divorziati risposati alla Santa Comunione.

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Come dovrebbe essere chiaro a chiunque guardi i fatti che circondano la Lista Pecorelli, la Massoneria è certamente entrata nelle mura del Vaticano almeno diversi decenni fa. La verifica completa dell’elenco, sebbene difficile, è certamente possibile, dato il sequestro da parte della polizia dei documenti di Licio Gelli che nominano tutti i membri della Loggia massonica di Roma, Propaganda Due. Anche il rapporto dell’arcivescovo Gagnon giace inedito negli archivi del Vaticano. A queste fonti si aggiungono le indagini condotte da p. Luigi Villa, alcuni dei quali pubblicati sulla rivista Chiesa Viva.

Con i prelati italiani come il Vescovo Francesco Soddu di Terni che hanno recentemente presunto di partecipare pubblicamente all’inaugurazione di un nuovo ingresso alla Loggia Massonica del Grande Oriente d’Italia, una nuova indagine sulla Massoneria all’interno dei ranghi della gerarchia della Chiesa è attesa da tempo. Solo allora si comincerà a portare alla luce il danno che la Massoneria ha causato e sta provocando.

CONTINUA…

di Raymund Maria – originariamente pubblicato da LIfeSiteNews


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fonte selezionata da Gospa News

3 pensieri su “MASSONERIA IN VATICANO – 1. Dal Complotto “Alta Vendita” alla “Lista Pecorelli” coi Nomi di Notabili Cardinali

  1. Condivido quanto pubblicato. Ma manca il lavoro compiuto contro Papa Paolo VI.
    Ucciso e sostituito da un sosia come rivelato dalla Madre di DIO. Fatti che portarono alla scissione d’una piccola parte della Chiesa operata dall’ arcivescovo francese Marcel Lefebvre, fondatore della Fraternità sacerdotale San Pio X; i seguaci di monsignor Lefebvre continuano a utilizzare il messale del 1962. E’ tutto documentato nel libro “Avvisi dall’altro mondo sulla chiesa del nostro tempo”

    padre Albert von Arx CH Niederbushsiten
    padre Arnold Egli CH Ramiswill
    padre Ernest Fischer, missionario CH Gossau
    Padre Pius Gervasi OSB CH Disentis
    padre Karl Holdener CH Ried Sz
    padre Gregor Meyer CH Trimbach
    padre Robert RRinderer CPPS CH Auw
    padre Louis Veillard CH Cerneux Péquignot
    Questi sacerdoti confermarono quanto riportato sul libro.

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