FOLLE GREEN PASS! Militari Sfrattati da Caserme. 2milioni di Lavoratori a Rischio per Farmacie in Tilt coi Tamponi. Boom Certificati di Mutua

FOLLE GREEN PASS! Militari Sfrattati da Caserme. 2milioni di Lavoratori a Rischio per Farmacie in Tilt coi Tamponi. Boom Certificati di Mutua

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Alla fine ha davvero ragione l’eurodeputata Francesca Donato che per opporsi all’approvazione del Green Pass obbligatorio, appoggiato anche dalla Lega, ha lasciato lo schieramento di Matteo Salvini che annaspa politicamente per ottenere “tamponi gratuiti” mentre il ministro del suo partito Giancarlo Giorgetti va a braccetto con le Big Pharma dei vaccini.

«Disobbedire a Ordini Antidemocratici significa Difendere la Democrazia». E’ stata questa la sacrosanta affermazione dell’europarlamentare italiana del gruppo Identità e Democrazia in riferimento al certificato verde per poter lavorare che rischia di paralizzare a maccia di leopardo molti settori della società pubblica e dell’imprenditoria privata.

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I media di mainstream come Radio24Ore, emittente dell’omonima testata controllata da Confidustria che ha fortemente voluto il Green Pass obbligatorio, ha minimizzato i disagi causati da scioperi, manifestazioni, cortei e soppressione di treni e bus per mancanza di personale.

The Day After a questa misura, “di stampo puramente razzista, nel senso più ampio del termine utilizzato dalla nostra Costituzione all’art. 3” ha sentenziato la pugnace onorevole Donato in una sua illuminante e vigorosa riflessione, i primi nodi cominciano a venire al pettine. Ne analizziamo immediatamente tre consapevoli che nei prossimi giorni altri emergeranno.

Lunedì 18 ottobre molti dei circa 4milioni di lavoratori refrattari a diventare cavie umane per vaccini ancora sperimentali (lo dice la stessa European Medicines Agency) rischiano di non poter accedere nel posto del lavoro perché le farmacie sono sommerse da richieste di tamponi.

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Dalla mezzanotte tra giovedì 14 e venerdì 15 ottobre molti militari, si suppone alcune migliaia anche se non esistono dati precisi, sono stati costretti a lasciare i loro alloggi all’interno delle caserme di Carabinieri, Esercito e altre Forze Armate: ovvero tutti coloro che non si sono presentati muniti del certificato verde.

Per non dover affrontare tutto ciò i più “furbi” oppositori al Green Pass avrebbero trovato l’escamotage da sempre utilizzato in Italia quando un datore di lavoro ti sottopone a particolari condizioni di stress che possono effettivamente degenerare in disturbi depressivi, neurologici o improvvise patologie psicosomatiche con cefalee o disturbi gastrointestinali. E’ infatti l’INPS a segnalare che nel giorno di inizio dell’obbligo del certificato verde, si è registrato un aumento del 23,3 % dei casi di richiesta di mutua per motivi di salute, su cui i medici di base non accettano insinuazioni di certificazioni compiacenti.

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Questi tre punti, da soli, basterebbero a sostenere la tesi dell’eurodeputata Francesca Donato: “La sensazione, sempre più netta ormai, è che l’Italia sia la sede prescelta per un esperimento sociale vero e proprio, che punta al controllo spasmodico dell’individuo ed alla schedatura di tutti i cittadini con sistemi digitalizzati ed intercomunicanti, al fine di coartarne la volontà e le scelte tramite un sistema di libertà condizionata ad una serie di adempimenti”.

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Proprio perché siamo convinti della fondatezza di queste sue parole riteniamo che difficilmente l’oligarchia dispotica del Partito Democratico che di fatto governa l’Italia da 9 anni (fatta salva la piccola parentesi di un anno del governo Lega-Movimento 5 Stelle) arresterà il suo esperimento sociale di immunizzazione globale coattiva Italia-Usa che è iniziato nel 2017 con l’imposizione dei 12 vaccini obbligatori in età scolare.

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Molti dei protagonisti, infatti, sono gli stessi: dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (ex deputato PD) che firmò la Legge, al Ministro della Giustizia Marta Cartabia che ne scrisse la giustificazione come giudice di Corte Costituzionale, al senatore Matteo Renzi, oggi leader di Italia Viva ma già segretario del PD e premier italiano promotore del progetto vaccini della multinazionale GlaxoSmithKline (proprietaria al 70 % della rete commerciale Pfizer) controllata da Bill Gates. Quest’ultimo fu megadonor dell’ex presidente americano Barack Obama affiancato dal vice Joseph Biden che è invece stato finanziato da Pfizer e aiutato da Mark Zuckerberg nella campagna elettorale da cui è uscito vincitore come 46° inquilino della Casa Bianca.

FARMACIE IN TILT, LAVORATORI SENZA TAMPONI

«Da lunedì prossimo, 18 ottobre, 2 milioni di lavoratori non potranno recarsi in fabbrica o in ufficio perché impossibilitati a farsi il tampone per ottenere il Green pass. Purtroppo, le farmacie e le strutture pubbliche/private dedicate a questo servizio non sono in grado di compiere giornalmente un numero di test sufficienti per coprire la domanda. Lavoratori che, loro malgrado, saranno costretti a rimanere a casa senza retribuzione».

Lo scrive il giornale La Sicilia che riporta con risalto  la denuncia sollevata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre. Secondo le stime del Governo sarebbero 3-4 milioni i lavoratori italiani senza il certificato verde, il 13 per cento circa degli occupati presenti nel nostro Paese.

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Persone che per accedere al proprio posto di lavoro entro la fine dell’anno dovranno fare ogni 2 giorni il tampone per ottenere il green pass. Attualmente l’offerta è molto inferiore: ieri, ad esempio, il numero di tamponi realizzati in Italia è stato di poco superiore a 506 mila. Ipotizzando un aumento della produttività da parte delle farmacie e delle strutture dedicate a fare questi test, dopodomani il numero complessivo potrebbe salire fino a 700 mila.

Se a questo numero aggiungiamo le oltre 300 mila persone che per ragioni di salute non sono obbligate al possesso della certificazione, rimarrebbero, calcola la Cgia, senza pass circa 2 milioni di lavoratori.

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I MILITARI A RISCHIO SFRATTO DALLE CASERME

«In esito ai contenuti del Decreto Legge in oggetto e a scioglimento della riserva espressa con il foglio a seguito, si invia, in annesso, la lettera alla quale si fa riferimento in c., con la quale lo Stato Maggiore della Difesa ha diramato il documento “Adempimenti ed indicazioni operative per i datori di Lavoro del Ministero della Difesa, nella verifica della “Certificazione verde”, recante puntuali indicazioni sugli aspetti espressamente previsti dalla norma, i cui contenuti dovranno essere recepiti dai Comandanti/Datori di lavoro nell’ambito delle proprie disposizioni, da adottare entro il 15 ottobre p.v.».

Inizia così la circolare dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano che riassume i punti chiave delle nuove disposizioni motivando perché molti militari da venerdì 15 ottobre sono a rischio di sfratto dalle caserme o, in alternativa, saranno costretti a sobbarcarsi il costo di tamponi ogni due giorni per poter continuare ad usufruire della “camerata”.

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«Nel raccomandare la puntuale applicazione delle disposizioni contenute nel documento in argomento, si sottolinea, in particolare, che: i datori di lavoro, di concerto con i medici competenti, adotteranno ogni possibile cautela per la salvaguardia della salute del personale esentato dalla vaccinazione; permane l’obbligo di controllare il possesso della certificazione presso le mense e le strutture sportive collocate presso i sedimi dell’Amministrazione; l’obbligo di possesso/esibizione della certificazione verde COVID-19 si applica al personale fruitore di Alloggi di Servizio Collettivi o accasermato/assegnatario di posti letto negli alloggiamenti di Reparto (inclusi quelli in ferma volontaria e gli allievi degli istituti di istruzione), concessi per ragioni di servizio» sono i passi salienti dell’interpretazione normativa.

Quali problemi abbia causato non si sa ancora. Fanpage ha segnalato la problematica in riferimento all’Arma dei Carabinieri ma il problema riguarda tutte le Forze Armate, come segnalato dal Segretario Nazionale della Federazione Lavoratori Militari in una nota pubblicata sui social e sul sito dell’associazione para-sindacale.

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«È evidente che i vertici militari abbiano raschiato il fondo e quasi sicuramente anche bucato. Per esaudire l’ansia da prestazione che stanno vivendo in queste concitanti ore, pur di riuscire a copia-incollare i diktat del Governo, sono disposti a superare anche i limiti della decenza, impedendo l’accesso al personale militare alloggiato in caserma, ivi inclusi I VFP1 ai quali per contratto devono essere garantiti vitto e alloggio, poichè sprovvisti del “Biglietto Verde”».

Lo dichiara Giuseppe de Finis, Segretario Generale della Federazione Lavoratori Militari che nei giorni scorsi, in una dichiarazione congiunta con altre sigle sindacali di Forze dell’Ordine e Forze Armate, aveva definito il Green Pass «una misura abietta, mortificante e discriminante» nonché «surrettizia che si prepone come obiettivo dichiarato quello di forzare l’adesione vaccinale facendo leva sul diritto al lavoro e sulle libertà inviolabili dell’uomo».

«Siamo curiosi di vedere e registrare il numero dei colleghi e delle collleghe “sfrattati” dove andranno a dormire, a lavarsi e a soddisfare le proprie esigenze fisiologiche – aggiunge de Finis – Se ai predetti militari senza green pass verrà impedito di accedere ai propri alloggi di servizio per riposare ed espletare quelle essenziali funzioni fisiologiche e di igiene personale, garantiremo a tutti gli interessati che ce ne faranno richiesta, l’assistenza dei nostri professionisti del Coordinamento Legale e Contenzioso per la denuncia dei fatti e dei responsabili alle autorità giudiziarie competenti».

 

IL CASO DEI CARABINIERI SFRATTATI

«Gli effetti delle nuove regole sul Green pass in vigore da oggi, che prevedono l’obbligatorietà di esibizione della certificazione verde per accedere a tutti i luoghi di lavoro, sia pubblici che privati, si sono fatti sentire anche all’interno dell’Arma dei Carabinieri. A partire dalla mezzanotte di ieri, infatti, i militari privi del pass alloggiati nelle caserme sono stati fatti uscire dalle proprie stanze» ha riportato ieri Fanpage.

La denuncia è arrivata dal Nuovo Sindacato Carabinieri, secondo cui “il Comando Generale avrebbe dato la disposizione di ordinare a chi occupa le camere di lasciarle, paragonando l’alloggio a luogo di lavoro”. Ancora, si legge nella nota resa nota nella serata di ieri, “colleghi cacciati in mezzo alla notte a cercarsi mezzi di fortuna per passarla in maniera dignitosa. Non avremmo mai pensato di vivere una situazione del genere. Chiederemo al Presidente Draghi se era questa la sua intenzione quando ha emanato il decreto che regolerà il mondo del Lavoro da domani (venerdì per chi legge – ndr)”.

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Al momento, non si conosce il numero dei carabinieri sprovvisti di Green pass, ma, assicurano sempre dal comando Generale, ne sono pochissimi dal momento che, come aveva riferito anche l’Adnkronos “su un organico di circa 107mila militari sono 94.356 quelli che hanno aderito alla campagna di vaccinazione organizzata dall’Arma. E quelli che mancano potrebbero comunque essersi vaccinati all’Asl e non averlo comunicato”.

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Il comando Generale dei Carabinieri ha specificato a Fanpage.it che nella circolare dell’11 ottobre non è prevista alcuna indicazione su coloro che alloggiano in caserma, dunque “non c’è stato nessun ordine in tal senso. Nel momento i cui il militare accasermato torna in caserma gli viene chiesto il Green pass per l’accesso. Qualora ne fosse privo e non sia ammesso, il Dpcm firmato dal primo ministro Draghi stabilisce, a pagina 8, che il lavoratore che non presenta il certificato verde non potrà in alcun modo permanere nella struttura anche a fini diversi, non strettamente lavorativi”.

IL PICCO DI MALATTIE NEL GIORNO DEL GREEN PASS

«Nel primo giorno di Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori, i certificati di malattia presentati nel pubblico e nel privato sono stati 47.393, in aumento del 23,3% rispetto a venerdì scorso e del 5,5% rispetto a due settimane fa. E’ quanto emerge dai dati Inps aggiornati alle 12 e diffusi dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. I certificati presentati l’8 ottobre sono stati infatti 38.432, 44.903 invece il venerdì precedente» ha scritto il TGCOM24.

Il ministro Brunetta ha poi diffuso una nota in merito al sistema tamponi che, scrive, “al momento, nel primo giorno del Green pass, sta tenendo: alle 13 risultava che ne erano stati effettuati circa 200mila contro i 100mila di giovedì. Nel primo giorno di Green pass obbligatorio nel mondo del lavoro, la Pubblica amminsitrazione dimostra quindi senso di responsabilità e organizzazione flessibile e intelligente, cogliendo a pieno lo spirito e le possibilità o fferte dalle linee guida emanate dal governo. Nei ministeri orari scaglionati, poche code, rientro ordinato”.

Dall’Ordine dei medici arriva un monito riferito sempre dal giornale online di Mediaset: “Niente certificati al telefono, si concedono solo dopo visita in presenza, come prescrive la legge. E per quelli rilasciati sono state seguite tutte le regole”.

“La certificazione di malattia a carico del servizio sanitario nazionale – sottolinea a Il Messaggero Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie – è obbligatoria e viene rilasciata anche sulla base di sintomi presentati dai pazienti. I medici si limitano semplicemente a certificare quello che vedono o quello che il paziente dichiara. Ci sono sintomi però che non è possibile constatare, si pensi per esempio a chi dice di avere mal di pancia o giramenti di testa”.

“Se i medici hanno rilasciato i certificati – ribadisce sempre a Il Messaggero il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici Chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli – lo hanno fatto seguendo tutte le regole. Il medico deve visitare per forza il paziente e deve fare una valutazione oggettiva. Facciamo comunque un appello a stare molto attenti nel rilasciare i certificati rispettando tutte le norme di legge. Ma questo, ripeto, avviene regolarmente ed è parte integrante della professione. E’ chiaro che anche il disagio sociale talvolta può determinare uno stato di malattia. Quindi il medico deve valutare con estrema attenzione queste situazioni caso per caso per capire se creano o meno una inabilità al lavoro”.

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“Se un paziente viene a studio lamentando una patologia non obiettivabile, tipo una cefalea – rimarca Pina Onotri, segretario generale del Sindacato medici italiani (Smi) – io credo a quello che mi dice. Alcuni casi non si possono indagare con indagini strumentali. A volte si tratta di una patologia che si risolve in un giorno o due. Ecco perché noi diciamo da sempre che per patologie brevi sarebbe meglio un’autocertificazione da parte del paziente”.

Per il paradosso del cane che si morde la coda, gli stessi rappresentanti medici che hanno difeso i loro colleghi PRO-VAX riconoscendo il diritto a ricevere compensi dalle Big Pharma si trovano ora costretti a non dubitare della buona fede di quei lavoratori a cui l’incubo Green Pass ha fatto venire il mal di testa o il mal di pancia…

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GOSPA NEWS – WUHANGATES REPORTAGE

GOSPA NEWS – INCHIESTE CORONA VIRUS

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