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UCRAINA: PIETOSA IGNORANZA DEL PAPA SULLA GUERRA. “Provocazioni NATO ma Crudeltà Russe”. Nazisti di Kiev in Oblio

UCRAINA: PIETOSA IGNORANZA DEL PAPA SULLA GUERRA. “Provocazioni NATO ma Crudeltà Russe”. Nazisti di Kiev in Oblio

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«Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna». Gesù Cristo – Vangelo di Giovanni (8,44)

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Sovente è meglio tacere, quando non si conoscono i reali problemi di cui si vorrebbe discutere, piuttosto che parlare e palesare un’ignoranza abissale che avrebbe meritato un velo pietoso se non stessimo parlando di opinioni sciorinate sui morti ammazzati.

In relazione alla guerra in Ucraina il Vescovo di Roma, dopo affermato sacrosante parole secondo cui “non esistono buoni e cattivi”, ha rimarcato, per la seconda volta, le provocazioni NATO ma ha riferito come cosa certa le “crudeltà russe” propalate da diabolici menzogneri  ignorando invece completamente, per l’ennesima volta, quelle compiute dal regime filo-nazista di Kiev negli ultimi 8 anni nel Donbass.

Lodo e ringrazio Papa Francesco quando ci parla con intelligenza illuminata dallo Spirito Santo della Santissima Trinità. Per quanto ne dicano i “nuovi luterani” che ogni giorno cercano di lapidarlo verbalmente, scagliando sentenze pesanti come pietre pur essendo sicuramente più peccatori di lui, e coloro che addirittura denigrano la sua legittima elezione a Pontefice, egli è Vicario di Cristo sulla terra è tale resterà finché all’Onnipotente piacerà.

Se ciò urta alcuni cristiani significa che non hanno la minima cognizione della virtù dell’umiltà che è la primaria essenza di ogni verace sentimento di carità. E’ pertanto con animo compassionevole, per quanto severo, che mi accingo a scrivere questa riflessione nella totale certezza dell’ingenua buona fede del Santo Padre.

Ciò non toglie che lo stesso cardinale Jorge Mario Bergoglio, nei suoi abiti di governante dello Stato Vaticano, sia stato indotto in ruolo macroscopicamente più arduo rispetto alle sue capacità di analisi geopolitica e sociologica.

“SANTISSIMA TRINITA’: RIVOLUZIONE DI VITA PER AMARE GLI ALTRI” Da Papa Francesco a Santa Faustina

Non è facile per il pastore di una Chiesa del Terzo Millennio, in cui tutti si dicono credenti ma pochi credono nel prodigio salvifico di Sacramenti inalienabili come Confessione, Eucaristia, Cresima, Matrimonio e Consacrazione, difendere la dignità ecclesiastica davanti a una mandria di lupi pronti a sbranarne le occasionali fragilità in una perfetta forma eretica di nuovo luteranesimo.

Ma lo stesso Papa Francesco dovrebbe comprendere che non può utilizzare la favola di Cappuccetto Rosso per spiegare il dramma della strage in Ucraina che perdura dal 2014, anno del golpe ordito dai paesi della NATO per appropriarsi di una nazione confinante con la Russia.

Per quanto l’intento di pacificazione ecumenica del Papa sia lodevole esso rischia di infrangersi in una marea di flutti avversi, costruiti dalle sue stesse parole che paiono rileggere la storia dei conflitti bellici in Ucraina come nel Mar Mediterraneo solo partendo dagli ultimi due mesi.

“NUOVI LUTERANI” CONTRO IL PAPA. Contestato per l’Assenza del Crocifisso a Malta coi Migranti… Ma l’aveva al Collo!

Quel che afferma il Santo Padre sulla guerra in Ucraina è purtroppo figlio di un’ignoranza abissale nel campo della geopolitica su cui forse sarebbe stato opportuno stendere un velo pietoso perché sono perfettamente consapevole dell’ingenua superficialità con cui il Pontefice, nutrito da interpretazioni e suggerimenti erronei, giudica uno dei più gravi cataclismi dell’umanità.

Ma decidiamo di scriverne nella speranza che qualche suo collaboratore prima o poi le legga e lo aiuti a ravvedersi. Se abbiamo fatto questa lunga premessa è per rispetto all’autorità papale che esula dalla sempre possibile fallacia umana di chi la rappresenta.

Le dichiarazioni rilasciate da Papa Francesco alle riviste culturali dei Gesuiti riunite in consesso ad ascoltarlo, rischiano di fare più danno di un suo compito silenzio.

Perché per prudenza politica, pertanto non teologica, non entrano nel merito della vera questione ma, al tempo stesso, offendono entrambi i soggetti in causa sull’invasione in Ucraina.

LA VISIONE CONFUSA SULL’UCRAINA

Cominciamo dalla faziosissima domanda che ha sicuramente facilitato gli errori del Pontefice.

La Compagnia (Gesuiti – ndr) è presente in Ucraina, parte della mia Provincia. Stiamo vivendo una guerra di aggressione. Noi ne scriviamo sulle nostre riviste. Quali sono i suoi consigli per comunicare la situazione che stiamo vivendo? Come possiamo contribuire a un futuro di pace?

Da giornalista rilevo che non è una domanda, quella formulata dai colleghi delle riviste dei gesuiti. E’ una sentenza senza appello a cui si chiede di dare una cornice  o addirittura un imprimatur.

Papa Francesco non incappa in questa seconda tagliola ma finisce al tempo stesso per assecondare l’assunto con un’allegoria che ha ben poco di cristiano. Con tutte le metafore di cui è ricca la Bibbia, infatti, Bergoglio sceglie una fiaba laica, pur non trovandosi a dialogare con dei bambini ma con giornalisti sedicenti cattolici.

«Per rispondere a questa domanda dobbiamo allontanarci dal normale schema di «Cappuccetto rosso»: Cappuccetto rosso era buona e il lupo era il cattivo. Qui non ci sono buoni e cattivi metafisici, in modo astratto. Sta emergendo qualcosa di globale, con elementi che sono molto intrecciati tra di loro» afferma il Santo Padre della Chiesa Cattolica Apostolica Romana nel testo che ripubblichiamo poi integralmente sotto.

L’affermazione è condivisibile ma credo che mia nipotina l’avrebbe argomentata meglio… Andiamo oltre.

STOLTENBERG: BURATTINO NATO DI GATES-NWO IN PANDEMIA E GUERRA UCRAINA. Vaccini GAVI & Affari NORGES BANK su Bombe RHM nello Yemen

«Un paio di mesi prima dell’inizio della guerra ho incontrato un capo di Stato, un uomo saggio, che parla poco, davvero molto saggio. E dopo aver parlato delle cose di cui voleva parlare, mi ha detto che era molto preoccupato per come si stava muovendo la Nato. Gli ho chiesto perché, e mi ha risposto: “Stanno abbaiando alle porte della Russia. E non capiscono che i russi sono imperiali e non permettono a nessuna potenza straniera di avvicinarsi a loro”. Ha concluso: “La situazione potrebbe portare alla guerra”. Questa era la sua opinione. Il 24 febbraio è iniziata la guerra. Quel capo di Stato ha saputo leggere i segni di quel che stava avvenendo”».

Santità perché non ha reso pubblica in precedenza questa confidenza che forse avrebbe scoraggiato le provocazioni di quel criminale di Jens Stoltenberg, segretario dell’Alleanza Atlantica ma già burattino di Bill Gates quale direttore di Gavi Alliance nel piano di immunizzazione globale successivamente realizzato con la pandemia da Covid-19 scatenata da un SARS-Cov-2 costruito in laboratorio in un affare tra Cina e USA con lo zampino della Commissione Europea che continua a occultare ciò che sa?

WUHAN-GATES – 53. Il Boss dei CoronaVirus di Obama parla Calabrese! Laboratori del Pentagono aperti in Ucraina dall’ex Direttore CIA Leon Panetta

Soltenberg è stato colui che da Bruxelles, nel momento più rovente delle tensioni con Mosca, ha dichiarato pubblicamente che Ucraina e Georgia sarebbero entrate nella NATO dopo che i quartier generali militari avevano pianificato un piano di militarizzazione dei confini dell’Europa dell’Est con il piano CEPA rivelato in esclusiva da Gospa News.

LA PIETOSA IGNORANZA DEL PAPA SULLA GUERRA

Rileggiamo le ultime frasi attribuite a uno statista dal Papa e il suo commento: «“non capiscono che i russi sono imperiali e non permettono a nessuna potenza straniera di avvicinarsi a loro”. Ha concluso: “La situazione potrebbe portare alla guerra”. Questa era la sua opinione. Il 24 febbraio è iniziata la guerra. Quel capo di Stato ha saputo leggere i segni di quel che stava avvenendo”».

GOLPE NATO IN UCRAINA: LA GENESI – 1. Strage di Cecchini in piazza Maidan a Kiev 2014 come quella con Regia CIA a Caracas 2002

No Santo Padre. La guerra in Ucraina non è figlia di un politica “imperiale” che è cessata con l’inizio della Perestrojka nell’ex URSS e si è trasformata in una politica di investimento ed aiuto attuata nei paesi poveri di Asia, Africa e America Latina secondo le logiche del BRICS (l’alleanza tra Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) e le strategie del suo strumento finanziario NDB (la New Development Bank che è un’organizzazione analoga, benché al momento molto più piccola, del Fondo Monetario Internazionale)

Inoltre c’è un ciclopico errore storico. La guerra in Ucraina è iniziata il 20 febbraio 2014 quando dei cecchini georgiani mercenari hanno sparato sulla folla e sulla polizia fedele al presidente filo-russo dell’Ucraina bagnando di sangue piazza Maidan e fomentando la protesta della popolazione e della comunità internazionale. Non si sa chi abbia pagato quegli “snipers” in un’operazione simile a quella condotta dalla Central Intelligence Agency, il controspionaggio americano, nel 2002 in Venezuela.

GOLPE NATO IN UCRAINA: LA GENESI – 2. Obama, Soros, 007 MI6 & Kyiv Security Forum

Si sa che il cruento Golpe è stato finanziato da alcune ambasciate di paesi NATO a Kiev con il supporto di George Soros, che vide fallire la Rivoluzione Arancione del 2004, tanto che il reporter televisivo che lanciò la rivolta su Facebook è stato premiato con l’incarico di vice direttore della più importante industria nazionale di armamenti dell’Ucraina.

Questa è storia documentata al pari dei 14mila morti (tra cui 500 bambini) causati dalla Guardia Nazionale Ucraina in Donbass mentre dal Vaticano giungevano rari moniti per fermare le violenze.

“DOCUMENTI TOP-SECRET SU ATTACCO DI KIEV AL DONBASS PRIMA DELL’INVASIONE”. La Russia svela i Motivi dell’Intervento in Ucraina

IL PONTEFICE INEBRIATO DALLE FAKE-NEWS ATLANTISTE SUI MERCENARI

Prosegue Bergoglio nell’intervista: «Quello che stiamo vedendo è la brutalità e la ferocia con cui questa guerra viene portata avanti dalle truppe, generalmente mercenarie, utilizzate dai russi. E i russi, in realtà, preferiscono mandare avanti ceceni, siriani, mercenari. Ma il pericolo è che vediamo solo questo, che è mostruoso, e non vediamo l’intero dramma che si sta svolgendo dietro questa guerra, che è stata forse in qualche modo o provocata o non impedita. E registro l’interesse di testare e vendere armi. È molto triste, ma in fondo è proprio questo a essere in gioco».

In questa frase l’insipienza papale raggiunge lo zenit, il punto più elevato.

BUCHA, IL GIORNALISMO DI SATANA ESALTA LE MENZOGNE DEI NAZISTI. Per Distrarre dal Piano NWO su Vaccini e Great Reset

In primis abbiamo evidenziato in almeno 5 reportage tutte le cosiddette false-flag, gli attacchi falsamente attribuiti agli avversari, dell’esercito di Kiev fin dalla prima inesistente granata che ha innescato il conflitto per poi arrivare a Mariupol e Bucha. 

Non è colpa nostra se il Pontefice si fida di giornalisti di mainstream al soldo di Bill Gates tra i quali probabilmente ci sono anche alcuni reporter di Vatican News, visto che il sito informativo della Santa Sede è perfettamente allineato ai giornali massonici.

Ma in considerazione dello scenario incandescente il Vescovo di Roma non dovrebbe dare per certe cose che vengono comprovate solo dai politici atlantisti e dai loro servitori, se vuole davvero contribuire a un dialogo di pace. Tra queste merita un approfondimento la questione dei mercenari.

CRIMINI DI GUERRA & INGANNI. Corte Penale contro Putin! Impuniti Alleati NATO: Nazisti Ucraini e Macellaio Bosniaco Generale di Jihadisti

La massiccia operazione avviata dalla Russia per “de-militarizzare e de-nazificare l’Ucraina”, come più volte ha ribadito il presidente russo Vladimir Putin, è condotta principalmente dall’Esercito regolare di Mosca che, secondo le stime dei giornali occidentali, avrebbe perso almeno 20mila soldati (13.414 uccisi e altri 7.000 dispersi, dati fine aprile).

Come abbiamo rilevato nell’articolo sulla cerimonia dell’anniversario della vittoria della Russia sul Nazismo (9 maggio), tali perdite ci sono state solo per l’ordine di Putin di risparmiare al minimo il danno collaterale delle vittimi civili ucraine.

Se i potenti cannoni semoventi Akatsiya Howitzers (obici di ultima generazione) avessero sparato ad alzo zero su qualsiasi obiettivo, e non solo su quelli militari o strategici, e se fossero stati utilizzate centinaia di missili (come fece la NATO nei Balcani, in Libia e in Siria) ora si conterebbero milioni di morti nella popolazione dell’Ucraina ma la Russia avrebbe già conquistato metà del paese.

ZELENSKY RECLUTA TERRORISTI ISIS COME GUERRIGLIERI IN UCRAINA. Tagliagole dello Stato Islamico al fianco dei NeoNazisti

E’ vero che il Cremlino si è fatto aiutare da formazioni paramilitari di Ceceni ma queste sono state utilizzate solo per contrastare i battaglioni di terroristi estremisti jihadisti ceceni come Sheikh Mansur che combatte in Donbass al fianco della Guardia Nazionale Ucraina dal 2014 e che, di recente, per volontà del presidente Volodymyr Zelensky sono stati affiancati da gruppi di tagliagole dell’ISIS. 

“SIRIA: DISASTRO DA SANZIONI CRIMINALI”. Aiuti di Fondazioni Cristiane contro i Danni di UE, USA e NATO

In relazione all’arrivo dei combattenti siriani in Ucraina la guida del Vaticano è a conoscenza del fatto che si tratta di volontari giunti proprio dopo l’arrivo dei feroci guerriglieri dello Stato Islamico che ha quasi devastato la Siria sotto la regia della NATO, la quale sta continuando a provocare fame e miseria a causa delle folli sanzioni imposte dai “civili” politici dell’Unione Europea contro il presidente Bashar Al Assad solo per non ammettere davanti a tutto il mondo che il suo tentativo di golpe è fallito squallidamente?

LA POLEMICA DEL PAPA CON IL PATRIARCA KIRILL

«Qualcuno può dirmi a questo punto: ma lei è a favore di Putin! No, non lo sono. Sarebbe semplicistico ed errato affermare una cosa del genere. Sono semplicemente contrario a ridurre la complessità alla distinzione tra i buoni e i cattivi, senza ragionare su radici e interessi, che sono molto complessi. Mentre vediamo la ferocia, la crudeltà delle truppe russe, non dobbiamo dimenticare i problemi per provare a risolverli».

Con che coraggio il Vescovo di Roma punta il dito contro la crudeltà delle truppe russe, tutta da dimostrare, senza minimamente accennare al Battaglione Azov formato da nazisti satanisti che ha compiuto talmente tanti crimini di guerra in Ucraina, dal 2014 in poi, da essere stato denunciato da Amnesty International?

MARIUPOL LIBERATA DAI NAZI-SATANISTI DI ZELENSKY. Putin conquista il Primo Obiettivo Militare e Mostra il Vero Volto dei Partigiani di Kiev

 

«È pure vero che i russi pensavano che tutto sarebbe finito in una settimana. Ma hanno sbagliato i calcoli. Hanno trovato un popolo coraggioso, un popolo che sta lottando per sopravvivere e che ha una storia di lotta».

Aggiunge il Pontefice continuando ad abbeverarsi nella palude venefica delle menzogne propalate dai giornalisti al servizio della NATO.

«Torniamo all’Ucraina. Tutti aprono il loro cuore ai rifugiati, agli esuli ucraini, che di solito sono donne e bambini. Gli uomini sono rimasti a combattere. All’udienza della scorsa settimana, due mogli di soldati ucraini che si trovavano nell’acciaieria Azovstal sono venute a chiedermi di intercedere perché fossero salvati. Noi tutti siamo davvero sensibili a queste situazioni drammatiche. Sono donne con bambini, i cui mariti stanno combattendo laggiù. Donne giovani. Ma io mi chiedo: cosa accadrà quando l’entusiasmo di aiutare passerà? Perché le cose si stanno raffreddando, chi si prenderà cura di queste donne? Dobbiamo guardare oltre l’azione concreta del momento, e vedere come le sosterremo affinché non cadano nella tratta, non vengano usate, perché gli avvoltoi stanno già girando». Legittime preoccupazioni.

1 – MAFIA NIGERIANA: ORA IRRIDE L’ITALIA E SI FA BEFFE DI MONTI E VATICANO

Ma il Santo Padre dovrebbe anche sapere che ogni anno in Italia arrivano giovani prostitute africane ricattate con l’illusione di una vita economica migliore che, pur non scappando da paesi in guerra, finiscono nel giro della Mafia Nigeriana divenuta persino irridente verso il buonismo della Chiesa Cattolica sui migranti: il cult nigeriano più noto con l’acronimo Maphite ha come simbolo due mani giunte e come “cupola” italiana principale la sezione denominata Famiglia Vaticana… 

«L’Ucraina è esperta nel subire schiavitù e guerre. È un Paese ricco, che è sempre stato tagliato, fatto a pezzi dalla volontà di chi ha voluto impossessarsene per sfruttarlo». Sante parole. Ma perché Papa Francesco ha il coraggio di menzionare i russi e non dice che chi ha messo gli occhi sul gas del Donbass sono stati i figli del presidente americano Joseph Biden e dell’ex segretario di Stato John Kerry?

UKRAINEGATE: SCOTTANTE “MEMO” ACCUSA BIDEN E KERRY, già vice e segretario di Obama. Kiev riavvia l’inchiesta

 

«Vorrei aggiungere un altro elemento. Ho avuto una conversazione di 40 minuti con il patriarca Kirill. Nella prima parte mi ha letto una dichiarazione in cui dava i motivi per giustificare la guerra. Quando ha finito, sono intervenuto e gli ho detto: “Fratello, noi non siamo chierici di Stato, siamo pastori del popolo”. Avrei dovuto incontrarlo il 14 giugno a Gerusalemme, per parlare delle nostre cose. Ma con la guerra, di comune accordo, abbiamo deciso di rimandare l’incontro a una data successiva, in modo che il nostro dialogo non venisse frainteso. Spero di incontrarlo in occasione di un’assemblea generale in Kazakistan, a settembre. Spero di poterlo salutare e parlare un po’ con lui in quanto pastore» chiosa il Pontefice.

UCRAINA: GUERRA TRA CHIESE ORTODOSSE. Kiev Rompe con Mosca! Zizzania Diabolica Seminata dalla NATO e Lodata dai Cattolici: Padre Livio (sic!)

Il prevenuto atteggiamento della Chiesa Cattolica di Roma contro il Patriarca della Chiesa Ortodossa di Roma lo abbiamo già spiegato in un dettagliato articolo che può essere sintetizzato da un proverbio e una frase evangelica: non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.

«Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: “Siamo ciechi anche noi?”. Gesù rispose loro: “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo“, il vostro peccato rimane (Vangelo di Giovanni 9, 40-41)».

PANDEMIA & UCRAINA: TRAPPOLE NWO PER DIVIDERE I CRISTIANI. Cattolici Pro-Vax e Anti-Putin contro Credenti No-Vax e Pro-Putin

Concludiamo notando che non è assolutamente vero che Bergoglio non è un chierico di Stato. E’ infatti il leader plenipotenziario dello Stato Vaticano che, per quanto piccolo, ha anch’esso un suo piccolo esercito di militari.

Purtroppo è anche uno dei più ingenui Vescovi di Roma che abbiano varcato il soglio pontificio nella storia della Chiesa Cattolica…

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – APOCALISSE TERRA

GOSPA NEWS – DOSSIER UCRAINA

GOSPA NEWS – WUHAN.GATES REPORTAGE


PAPA FRANCESCO IN CONVERSAZIONE CON I DIRETTORI DELLE RIVISTE CULTURALI EUROPEE DEI GESUITI

IL TESTO INTEGRALE DELL’INCONTRO

19 maggio 2022. «Benvenuti! Vedete? Sono nella mia nuova sedia gestatoria», scherza il Papa, alludendo al fatto che è sulla sedia a rotelle a causa dei dolori al ginocchio. Francesco ha salutato personalmente, uno per uno, i direttori delle riviste culturali europee della Compagnia di Gesù raccolti in udienza presso la Biblioteca privata del Palazzo apostolico.

Erano in tutto dieci: p. Stefan Kiechle di «Stimmen der Zeit» (Germania), Lucienne Bittar di «Choisir» (Svizzera), p. Ulf Jonsson di «Signum» (Svezia), p. Jaime Tatay di«Razón y fe» (Spagna), p. José Frazão Correia di «Brotéria» (Portogallo), p. Paweł Kosiński di «Deon» (Polonia), p. Arpad Hovarth di «A Szív» (Ungheria), Robert Mesarosdi «Viera a život» (Slovacchia), Frances Murphy di «Thinking Faith» (Regno Unito) e p. Antonio Spadaro de «La Civiltà Cattolica» (Italia). Tre direttori erano laici, di cui due donne (per la rivista svizzera e quella inglese). Gli altri erano gesuiti.

L’incontro con il Pontefice è stato l’avvio del loro incontro annuale di tre giorni[1]. All’udienza ha partecipato anche il Preposito generale della Compagnia di Gesù, padre Arturo Sosa. «Non ho preparato un discorso – esordisce il Papa –, quindi, se volete, fate domande. Se dialoghiamo, il nostro incontro sarà più ricco».

NB Ogni link a precedenti articoli di Gospa News è stato inserito successivamente dalla nostra redazione per attinenza coi temi trattati

***

Santo Padre, grazie per questo incontro. Qual è il significato e la missione delle riviste della Compagnia di Gesù? Ha una missione da darci?

Non è facile dare una risposta netta e precisa. In generale, ovviamente, credo che la missione di una rivista culturale sia quella di comunicare. Io però aggiungerei di comunicare nel modo più incarnato possibile, personale, senza perdere il rapporto con la realtà e le persone, il «faccia a faccia». Con questo intendo dire che non basta comunicare idee: non è sufficiente. Occorre comunicare idee che provengono dall’esperienza. Questo per me è molto importante. Le idee devono venire dall’esperienza.

Prendiamo l’esempio delle eresie, sia che esse siano teologiche sia che siano umane, perché ci sono anche eresie umane. A mio parere, un’eresia nasce quando l’idea è scollegata dalla realtà umana. Da qui la frase che qualcuno ha detto – Chesterton, se ben ricordo – che «l’eresia è un’idea impazzita». È impazzita perché ha perso la sua radice umana.

La Compagnia di Gesù non deve essere interessata a comunicare idee astratte. È interessata, invece, a comunicare le esperienze umane attraverso idee e ragionamenti: esperienza, dunque. Le idee vengono discusse. La discussione è cosa buona, ma per me non è sufficiente. È la realtà umana che si discerne. Il discernimento è quel che conta veramente. La missione di una pubblicazione gesuita non può essere solamente quella di discutere, ma deve essere soprattutto quella di aiutare il discernimento che porta all’azione.

E, a volte, per poter discernere bisogna lanciare una pietra! Se si lancia una pietra, le acque si agitano, tutto si muove e si può discernere. Ma se invece di lanciare una pietra, si lancia… un’equazione matematica, un teorema, allora non ci sarà alcun movimento, e dunque nessun discernimento.

Notate che questo fenomeno delle idee astratte sull’umano è antico. Ha caratterizzato, per esempio, la scolastica decadente, una teologia di pure idee, totalmente distante dalla realtà della salvezza, che è l’incontro con Gesù Cristo. Ecco perché una rivista culturale deve lavorare sulla realtà, che è sempre superiore all’idea. E se la real­tà è scandalosa, ancora meglio.

Ad esempio, di recente ho incontrato il «Gruppo Santa Marta» che lavora sulla scandalosa realtà della tratta di esseri umani. E questo ci commuove, ci tocca e ci fa andare avanti. D’altra parte, invece, le idee astratte sulla schiavitù delle persone non commuovono nessuno. Bisogna partire dall’esperienza e dal suo racconto.

Questo è il principio che volevo dirvi e che vi ho raccomandato: che la realtà è superiore all’idea, e quindi bisogna dare idee e riflessioni che nascono dalla realtà.

Quando si entra nel mondo delle sole idee e ci si allontana dalla realtà, si finisce nel ridicolo. Le idee si discutono, la realtà si discerne. Il discernimento è il carisma della Compagnia. A mio avviso, è il primo carisma della Compagnia ed è ciò su cui la Compagnia deve continuare a concentrarsi, anche nel portare avanti le riviste culturali. Devono essere riviste che aiutino e promuovano il discernimento.

STOLTENBERG: “UCRAINA E GEORGIA NELLA NATO”. Dopo Cruenti Golpe di Soros-UE-USA. E Test su Virus Letali

La Compagnia è presente in Ucraina, parte della mia Provincia. Stiamo vivendo una guerra di aggressione. Noi ne scriviamo sulle nostre riviste. Quali sono i suoi consigli per comunicare la situazione che stiamo vivendo? Come possiamo contribuire a un futuro di pace?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo allontanarci dal normale schema di «Cappuccetto rosso»: Cappuccetto rosso era buona e il lupo era il cattivo. Qui non ci sono buoni e cattivi metafisici, in modo astratto. Sta emergendo qualcosa di globale, con elementi che sono molto intrecciati tra di loro. Un paio di mesi prima dell’inizio della guerra ho incontrato un capo di Stato, un uomo saggio, che parla poco, davvero molto saggio. E dopo aver parlato delle cose di cui voleva parlare, mi ha detto che era molto preoccupato per come si stava muovendo la Nato. Gli ho chiesto perché, e mi ha risposto: «Stanno abbaiando alle porte della Russia. E non capiscono che i russi sono imperiali e non permettono a nessuna potenza straniera di avvicinarsi a loro». Ha concluso: «La situazione potrebbe portare alla guerra». Questa era la sua opinione. Il 24 febbraio è iniziata la guerra. Quel capo di Stato ha saputo leggere i segni di quel che stava avvenendo.

Quello che stiamo vedendo è la brutalità e la ferocia con cui questa guerra viene portata avanti dalle truppe, generalmente mercenarie, utilizzate dai russi. E i russi, in realtà, preferiscono mandare avanti ceceni, siriani, mercenari. Ma il pericolo è che vediamo solo questo, che è mostruoso, e non vediamo l’intero dramma che si sta svolgendo dietro questa guerra, che è stata forse in qualche modo o provocata o non impedita. E registro l’interesse di testare e vendere armi. È molto triste, ma in fondo è proprio questo a essere in gioco.

LOBBY ARMI 5 – PIANO DI GUERRA “NWO” A RUSSIA E CONTRO-INFORMAZIONE. Progetto CEPA con NATO-UE & Industrie Belliche

Qualcuno può dirmi a questo punto: ma lei è a favore di Putin! No, non lo sono. Sarebbe semplicistico ed errato affermare una cosa del genere. Sono semplicemente contrario a ridurre la complessità alla distinzione tra i buoni e i cattivi, senza ragionare su radici e interessi, che sono molto complessi. Mentre vediamo la ferocia, la crudeltà delle truppe russe, non dobbiamo dimenticare i problemi per provare a risolverli.

È pure vero che i russi pensavano che tutto sarebbe finito in una settimana. Ma hanno sbagliato i calcoli. Hanno trovato un popolo coraggioso, un popolo che sta lottando per sopravvivere e che ha una storia di lotta.

UkraineGate: reporter islamico finanziato da Soros e Usa nel golpe 2014 ora ai vertici dell’industria di armi

Devo pure aggiungere che quello che sta succedendo ora in Ucraina noi lo vediamo così perché è più vicino a noi e tocca di più la nostra sensibilità. Ma ci sono altri Paesi lontani – pensiamo ad alcune zone dell’Africa, al nord della Nigeria, al nord del Congo – dove la guerra è ancora in corso e nessuno se ne cura. Pensate al Ruanda di 25 anni fa. Pensiamo al Myanmar e ai Rohingya. Il mondo è in guerra. Qualche anno fa mi è venuto in mente di dire che stiamo vivendo la terza guerra mondiale a pezzi e a bocconi. Ecco, per me oggi la terza guerra mondiale è stata dichiarata. E questo è un aspetto che dovrebbe farci riflettere. Che cosa sta succedendo all’umanità che in un secolo ha avuto tre guerre mondiali? Io vivo la prima guerra nel ricordo di mio nonno sul Piave. E poi la seconda e ora la terza. E questo è un male per l’umanità, una calamità. Bisogna pensare che in un secolo si sono susseguite tre guerre mondiali, con tutto il commercio di armi che c’è dietro!

Pochi anni fa c’è stata la commemorazione del 60° anniversario dello sbarco in Normandia. E molti capi di Stato e di governo hanno festeggiato la vittoria. Nessuno si è ricordato delle decine di migliaia di giovani che sono morti sulla spiaggia in quella occasione. Quando sono andato a Redipuglia nel 2014 per il centenario della guerra mondiale – vi faccio una confidenza personale –, ho pianto quando ho visto l’età dei soldati caduti. Quando, qualche anno dopo, il 2 novembre – ogni 2 novembre visito un cimitero – sono andato ad Anzio, anche lì ho pianto quando ho visto l’età di questi soldati caduti. L’anno scorso sono andato al cimitero francese, e le tombe dei ragazzi – cristiani o islamici, perché i francesi mandavano a combattere anche quelli del Nord Africa –, erano anche di giovani di 20, 22, 24 anni.

Perché vi dico queste cose? Perché vorrei che le vostre riviste affrontassero il lato umano della guerra. Vorrei che le vostre riviste facessero capire il dramma umano della guerra. Va benissimo fare un calcolo geopolitico, studiare a fondo le cose. Lo dovete fare, perché è vostro compito. Però cercate pure di trasmettere il dramma umano della guerra. Il dramma umano di quei cimiteri, il dramma umano delle spiagge della Normandia o di Anzio, il dramma umano di una donna alla cui porta bussa il postino e che riceve una lettera con la quale la si ringrazia per aver dato un figlio alla patria, che è un eroe della patria… E così rimane sola. Riflettere su questo aiuterebbe molto l’umanità e la Chiesa. Fate le vostre riflessioni socio-politiche, senza però trascurare la riflessione umana sulla guerra.

PUTIN CELEBRA LA VITTORIA. “Guerra in Ucraina contro Nazisti e Piani NATO”. Incubo Nucleare per NWO e Italia

Torniamo all’Ucraina. Tutti aprono il loro cuore ai rifugiati, agli esuli ucraini, che di solito sono donne e bambini. Gli uomini sono rimasti a combattere. All’udienza della scorsa settimana, due mogli di soldati ucraini che si trovavano nell’acciaieria Azovstal sono venute a chiedermi di intercedere perché fossero salvati. Noi tutti siamo davvero sensibili a queste situazioni drammatiche. Sono donne con bambini, i cui mariti stanno combattendo laggiù. Donne giovani. Ma io mi chiedo: cosa accadrà quando l’entusiasmo di aiutare passerà? Perché le cose si stanno raffreddando, chi si prenderà cura di queste donne? Dobbiamo guardare oltre l’azione concreta del momento, e vedere come le sosterremo affinché non cadano nella tratta, non vengano usate, perché gli avvoltoi stanno già girando.

L’Ucraina è esperta nel subire schiavitù e guerre. È un Paese ricco, che è sempre stato tagliato, fatto a pezzi dalla volontà di chi ha voluto impossessarsene per sfruttarlo. È come se la storia avesse predisposto l’Ucraina a essere un Paese eroico. Vedere questo eroismo ci tocca il cuore. Un eroismo che si sposa con la tenerezza! Infatti, quando arrivarono i primi giovani soldati russi – poi inviarono dei mercenari –, mandati a fare un’«operazione militare», come dicevano, senza sapere che sarebbero andati in guerra, furono le stesse donne ucraine a prendersi cura di loro quando si arresero. Grande umanità, grande tenerezza. Donne coraggiose. Persone coraggiose. Un popolo che non ha paura di combattere. Un popolo laborioso e allo stesso tempo orgoglioso della propria terra. Teniamo presente l’identità ucraina in questo momento. È questo che ci commuove: vedere un tale eroismo. Vorrei davvero sottolineare questo punto: l’eroismo del popolo ucraino. Quella che è sotto i nostri occhi è una situazione di guerra mondiale, di interessi globali, di vendita di armi e di appropriazione geopolitica, che sta martirizzando un popolo eroico.

Vorrei aggiungere un altro elemento. Ho avuto una conversazione di 40 minuti con il patriarca Kirill. Nella prima parte mi ha letto una dichiarazione in cui dava i motivi per giustificare la guerra. Quando ha finito, sono intervenuto e gli ho detto: «Fratello, noi non siamo chierici di Stato, siamo pastori del popolo». Avrei dovuto incontrarlo il 14 giugno a Gerusalemme, per parlare delle nostre cose. Ma con la guerra, di comune accordo, abbiamo deciso di rimandare l’incontro a una data successiva, in modo che il nostro dialogo non venisse frainteso. Spero di incontrarlo in occasione di un’assemblea generale in Kazakistan, a settembre. Spero di poterlo salutare e parlare un po’ con lui in quanto pastore.

Quali segni di rinnovamento spirituale vede nella Chiesa? Ne vede? Ci sono segni di vita nuova, fresca?

È molto difficile vedere un rinnovamento spirituale usando schemi molto antiquati. Bisogna rinnovare il nostro modo di vedere la realtà, di valutarla. Nella Chiesa europea vedo più rinnovamento nelle cose spontanee che stanno nascendo: movimenti, gruppi, nuovi vescovi che ricordano che c’è un Concilio alle loro spalle. Perché il Concilio che alcuni pastori ricordano meglio è quello di Trento. E non è un’assurdità quella che sto dicendo.

Il restaurazionismo è arrivato a imbavagliare il Concilio. Il numero di gruppi di «restauratori» – ad esempio, negli Stati Uniti ce ne sono tanti – è impressionante. Un vescovo argentino mi raccontava che gli era stato chiesto di amministrare una diocesi che era caduta nelle mani di questi «restauratori». Non avevano mai accettato il Concilio. Ci sono idee, comportamenti che nascono da un restaurazionismo che in fondo non ha accettato il Concilio. Il problema è proprio questo: che in alcuni contesti il Concilio non è stato ancora accettato. È anche vero che ci vuole un secolo perché un Concilio si radichi. Abbiamo ancora quarant’anni per farlo attecchire, dunque!

Segni di rinnovamento sono anche i gruppi che attraverso l’assistenza sociale o pastorale danno un nuovo volto alla Chiesa. I francesi sono molto creativi in questo.

Voi non eravate ancora nati, ma io sono stato testimone nel 1974 del calvario del Preposito generale p. Pedro Arrupe nella Congregazione Generale XXXII. A quel tempo c’è stata una reazione conservatrice per bloccare la voce profetica di Arrupe! Oggi per noi quel Generale è un santo, ma ha dovuto subire molti attacchi. È stato coraggioso, perché ha osato fare il passo. Arrupe era un uomo di grande obbedienza al Papa. Una grande obbedienza. E Paolo VI lo capì. Il miglior discorso mai scritto da un Papa alla Compagnia di Gesù è quello che Paolo VI fece il 3 dicembre 1974. E l’ha scritto a mano. Ci sono gli originali. Il profeta Paolo VI ebbe la libertà di scriverlo. D’altra parte, persone legate alla Curia alimentavano in qualche modo un gruppo di gesuiti spagnoli che si consideravano i veri «ortodossi» e si contrapponevano ad Arrupe. Paolo VI non è mai entrato in questo gioco. Arrupe aveva la capacità di vedere la volontà di Dio, unita a una semplicità infantile nell’aderire al Papa. Ricordo che un giorno, mentre prendevamo il caffè in un piccolo gruppo, lui passò e disse: «Andiamo, andiamo! Il Papa sta per passare, salutiamolo!». Era come un ragazzo! Con quell’amore spontaneo!

Un gesuita della Provincia di Loyola si era particolarmente accanito contro p. Arrupe, ricordiamolo. Fu inviato in vari luoghi e persino in Argentina, e sempre combinò guai. Una volta mi disse: «Tu sei uno che non capisce niente. Ma i veri colpevoli sono p. Arrupe e p. Calvez. Il giorno più felice della mia vita sarà quando li vedrò appesi alla forca in Piazza San Pietro». Perché vi racconto questa storia? Per farvi capire com’era il periodo post-conciliare. E questo sta accadendo di nuovo, soprattutto con i tradizionalisti. Per questo è importante salvare queste figure che hanno difeso il Concilio e la fedeltà al Papa. Dobbiamo tornare ad Arrupe: è una luce di quel momento che illumina tutti noi. E fu lui a riscoprire gli Esercizi spirituali come fonte, liberandosi dalle rigide formulazioni dell’Epitome Instituti[2], espressione di un pensiero chiuso, rigido, più istruttivo-ascetico che mistico.

Nella nostra Europa, come nella mia Svezia, non si può dire che ci sia una forte tradizione religiosa. Come evangelizzare in una cultura che non ha tradizione religiosa?

Non è facile per me rispondere a questa domanda. Ho incontrato l’Accademia di Svezia, che è il comitato promotore del Premio Nobel per la Letteratura. Mi hanno portato in dono un’immagine di sant’Ignazio acquistata in un negozio di antiquariato. È un dipinto di sant’Ignazio del XVIII secolo. Ho pensato: «Un gruppo di svedesi mi portano sant’Ignazio. Lui li aiuterà!». Non so come rispondere a questa domanda, a dire il vero. Perché solo chi vive lì, in quel contesto, può capire e scoprire le strade giuste. Vorrei indicare, però, un uomo che è un modello di orientamento: il cardinale Anders Arborelius. Non ha paura di nulla. Parla con tutti e non si mette contro nessuno. Punta sempre al positivo. Credo che una persona come lui possa indicare la strada giusta da seguire.

In Germania abbiamo un cammino sinodale che alcuni pensano sia eretico, ma in realtà è molto vicino alla vita reale. Molti lasciano la Chiesa perché non hanno più fiducia in essa. Un caso particolare è quello della diocesi di Colonia. Lei che cosa ne pensa?

Al presidente della Conferenza episcopale tedesca, mons. Bätzing, ho detto: «In Germania c’è una Chiesa evangelica molto buona. Non ce ne vogliono due». Il problema sorge quando la via sinodale nasce dalle élite intellettuali, teologiche, e viene molto influenzata dalle pressioni esterne. Ci sono alcune diocesi dove si sta facendo la via sinodale con i fedeli, con il popolo, lentamente.

Ho voluto scrivere una lettera a proposito del vostro cammino sinodale. L’ho scritta da solo, e ho impiegato un mese per scriverla. Non volevo coinvolgere la Curia. L’ho fatto proprio da solo. L’originale è in spagnolo, e quella in tedesco è una traduzione. Lì ho scritto ciò che penso.

Poi la questione della diocesi di Colonia. Quando la situazione era molto turbolenta, ho chiesto all’arcivescovo di andare via per sei mesi, in modo che le cose si calmassero e io potessi vedere con chiarezza. Perché quando le acque sono agitate, non si può vedere bene. Quando è tornato, gli ho chiesto di scrivere una lettera di dimissioni. Lui lo ha fatto e me l’ha data. E ha scritto una lettera di scuse alla diocesi. Io l’ho lasciato al suo posto per vedere cosa sarebbe successo, ma ho le sue dimissioni in mano.

Quello che sta succedendo è che ci sono molti gruppi di pressione, e sotto pressione non è possibile fare discernimento. Poi c’è un problema economico per il quale sto pensando di inviare una visita finanziaria. Sto aspettando che non ci siano pressioni per discernere. Il fatto che ci siano diversi punti di vista va bene. Il problema è quando ci sono pressioni. Questo non aiuta. Non credo che Colonia sia l’unica diocesi al mondo in cui ci sono conflitti, comunque. E la tratto come qualsiasi altra diocesi del mondo che sperimenta conflitti. Me ne viene in mente una, che non ha ancora terminato il conflitto: Arecibo in Porto Rico. Lo è da anni. Ci sono molte diocesi così.

Santo Padre, noi siamo una rivista digitale e parliamo anche a giovani che stanno ai margini della Chiesa. I giovani vogliono opinioni e informazioni veloci e immediate. Come possiamo introdurli al processo del discernimento?

Non bisogna stare fermi. Quando si lavora con i giovani, bisogna sempre dare una prospettiva in movimento, non in modo statico. Dobbiamo chiedere al Signore di avere la grazia e la saggezza di aiutarci a compiere i passi giusti. Ai miei tempi il lavoro con i giovani era costituito da incontri di studio. Ora non funziona più così. Dobbiamo farli andare avanti con ideali concreti, opere, percorsi. I giovani trovano la loro ragione d’essere lungo la strada, mai in modo statico. Qualcuno può essere titubante perché vede i giovani senza fede, dice che non sono in grazia di Dio. Ma lasciate che se ne occupi Dio! Il vostro compito sia quello di metterli in cammino. Penso che sia la cosa migliore che possiamo fare.

* * *

Bene! Scusate se mi sono dilungato troppo, ma volevo sottolineare le questioni del post-Concilio e di Arrupe, perché il problema attuale della Chiesa è proprio la non accettazione del Concilio.

L’incontro si è concluso con una foto di gruppo. Il Papa ha nuovamente salutato uno per uno i partecipanti, donando a ciascuno un rosario e alcuni volumi nelle rispettive lingue.

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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