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IL PORTUALE PUZZER E IL CHIRURGO STRAMEZZI CON ITALEXIT DI PARAGONE. Un’Alternativa alle Dittature su Pandemia e Guerra

IL PORTUALE PUZZER E IL CHIRURGO STRAMEZZI CON ITALEXIT DI PARAGONE. Un’Alternativa alle Dittature su Pandemia e Guerra

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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Adesso il partito ItalExit di Gianluigi Paragone può fare davvero paura alla dittatura della pandemia che ha perseguitato gli Italiani fino al punto di impedire loro di lavorare.

Se l’accordo politico tra il senatore milanese Paragone e il collega deputato sardo Pino Cabras del Gruppo Misto Alternativa, entrambi approdati in Parlamento dopo una lunga esperienza giornalistica, appare un’evoluzione naturale di unità d’intenti nel campo della vera opposizione e della contro-informazione, le candidature di due autorevoli personaggi ben lontani dalle trame di potere come il sindacalista portuale triestino Stefano Puzzer e il medico chirurgo milanese Andrea Stramezzi possono davvero rappresentare una svolta fondamentale in Italia.

Ecco perché in ossequio alla loro nobiltà d’animo e alla necessità di sostenere una forza politica emergente in una campagna elettorale ammorbata dalla più vergognosa ipocrisia dei partiti di centro-destra, servi fino a qualche giorno fa del Partito Democratico che ha favorito le Big Pharma dei vaccini fin dal Decreto Lorenzin (10 vaccini obbligatori in età scolare), alla luce di queste nuove adesioni Gospa News dichiara esplicitamente il suo endorsement a ItalExit.

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La coerenza, il coraggio e le virtù umane e professionali accomunano due italiani veraci come Puzzer e Stramezzi che al momento giusto della loro esistenza hanno saputo pronunciare il fatidico “Io non ci stò” di fronte alle macchine burocratiche schiacciasassi di un sistema del Bel Paese cresciuto e proliferato proprio grazie alla cultura mafiosa dei piccoli e grandi favoritismi quotidiani che hanno narcotizzato le pulsioni spirituale di un “popolo di santi, poeti e navigatori”.

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In brevi interviste hanno spiegato le ragioni della loro scelta che si basa su un comune denominatore ideologico: «Abbiamo deciso di metterci la faccia- ha dichiarato Puzzer ai quotidiani – crediamo nel programma di Italexit, e allora su le maniche e lotta contro il vaccino obbligatorio, contro il Green pass e contro l’invio di armi all’Ucraina, con particolare attenzione al problema finanziario che c’è in Italia in questo momento e che tutti sottovalutano».

LA PROTESTA DI STEFANO PUZZER

Stefano Puzzer ha guidato le proteste del Coordinamento Lavoratori Portuali di Trieste fino al sacrificio del suo stesso impiego. Nonostante fosse in possesso del Green Pass ha deciso di non esibirlo per solidarietà nei confronti dei colleghi arrivando così a patire il licenziamento in tronco dopo essersi preso un foglio di via da Roma, per aver esibito un banchetto solitario dopo che il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese aveva indotto la polizia ad usare gli autoblindi con gli idranti per sgomberare i portuali in protesta sul molo occupato.

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«Sono fiero di essere stato coerente di non essermi piegato al sistemo e di aver detto una frase il 15 ottobre: “Non andrò a lavorare fino a quando un solo mio collega non andrà a lavorare”. Ma non mi elevo a leader o capo popolo. Ho fatto qualsiasi cosa che un portuale avrebbe fatto, che un lavoratore dovrebbe fare ma non giudico chi è tornato a lavorare».

Grazie al suo impegno è nato anche il Coordinamento 15 Ottobre che oggi prosegue l’attività in ambito sociale e legale (ma non politico) con la presidenza di Roberto Perga, Vigile del Fuoco.

IL CASO DI ANDREA STRAMEZZI IN SENATO

Andrea Stramezzi è stato invece sospeso dall’Ordine dei Medici per aver somministrato cure efficaci contro il Covid-19 in alternativa al protocollo di paracetamolo e vigile attesa, già definito “mortifero” da centinaia di denunce alla magistratura inviate dal compianto biologo Franco Trinca e dall’avvocato Alessandro Fusillo.

La sua storia la raccontiamo attraverso un’interrogazione parlamentare depositata in Senato da tre parlamentari leghisti in un evidente corto-circuito politico in quanto i tre senatori sono componenti della maggioranza che ha difeso in aula ogni provvedimento del Ministro della Salute Roberto Speranza, dagli obblighi di Green Pass a quelli di vaccinazione per operatori sanitari ed altre categorie professionali.

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«Premesso che:da fonti giornalistiche si apprende che il dottor Andrea Stramezzi, che avrebbe curato e guarito dal COVID 5.996 persone su 6.000, sia stato sospeso dall’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, il quale ha ritenuto il suo comportamento non conforme alla deontologia e all’etica medica e, esercitando i propri poteri disciplinari, ha irrogato la sanzione della sospensione dall’ordine per un periodo pari a 12 mesi» riporta l’interrogazione.

«Il dottor Stramezzi, dunque, sarebbe stato sospeso per aver fatto dichiarazioni in ordine a potenziali effetti avversi dei farmaci previsti dai protocolli ministeriali e per non aver osservato le indicazioni del Ministero della salute in merito all’approccio curativo del COVID-19. Invero, egli avrebbe adottato un diverso protocollo, prevedendo visite a domicilio in tempi brevi e la prescrizione di farmaci, diversamente da ciò che era disciplinato dai protocolli ministeriali, i quali contemplavano la vigile attesa e l’assunzione di paracetamolo. Utilizzando tale approccio avrebbe guarito quasi 6.000 persone, infatti su 6.000 pazienti ne sarebbero deceduti solo 4, ultra ottantenni, di cui 3 con pregresse metastasi polmonari».

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Gospa News fu tra i primi media a diffondere la breve testimonianza video del dottor Stramezzi ma essa fu censurata da YouTube in virtù degli accordi stipulati dai social con il Ministero della Salute in ordine all’emergenza Covid-19 e all’unica narrazione governativa pro VAX.

«Dopo la decisione dell’ordine, Stramezzi ha esternato la sua disapprovazione, promettendo di portare il suo caso dinanzi la suprema Corte di cassazione, considerato l’esito fausto del suo operato e l’assenza di effetti avversi sui pazienti trattati. Invero il medico, che ha prestato servizio come volontario della squadra anti COVID del Ministero della salute, si sarebbe aspettato un premio per il suo impegno e i suoi successi terapeutici. Invece, è arrivata la sospensione» si legge nell’interrogazione del 21 giugno scorso, rimasta senza risposta per la caduta del governo e lo scioglimento delle Camere.

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«Il caso del dottor Stramezzi è emblematico, ma non è l’unico. Infatti, sono diversi i casi di sospensione che stanno mettendo in discussione l’autonomia dei medici rispetto all’approccio diagnostico e curativo e il diritto a cure efficaci da parte dei cittadini, anche al di là dei protocolli ufficiali. Nel caso del COVID-19, infatti, i protocolli si sono sempre basati su evidenze scientifiche derivanti unicamente da studi randomizzati, che però era impossibile svolgere in piena emergenza. Inoltre, questi protocolli non hanno tenuto conto della clinica, cioè dell’esperienza dei medici che nel frattempo ottenevano risultati di guarigione attraverso il trattamento farmacologico per eradicare il virus ed evitare l’aggravamento della malattia» si legge ancora nell’interrogazione parlamentare.

Ribadendo che «alcune  terapie sono state non solo ignorate, ma anche ostracizzate, giungendo ad ostacolarne non solo l’utilizzo, ma anche l’investigazione» i parlamentari leghisti hanno interrogato il Ministro «sia a conoscenza della vicenda e se non ritenga doveroso e urgente avviare, nell’ambito delle proprie competenze, gli opportuni accertamenti in ordine alla fondatezza del provvedimento disciplinare della sospensione dall’ordine, nonché di altri provvedimenti irrogati ad altri sanitari che del pari hanno adottato diversi protocolli risultati efficaci, valutando l’opportunità di garantire un dibattito scientifico aperto, trasparente e plurale affinché sia assicurata l’evoluzione della ricerca e la piena evidenza scientifica».

I MOTIVI DELLA CANDIDATURA DI STRAMEZZI: “NON VOGLIAMO PIU’ SPERANZA MINISTRO”

«In quanto medico che ha curato ormai oltre 7500 pazienti di Covid abbandonati dallo Stato e dalla Sanità pubblica non dico che mi sarei aspettato un encomio ma nemmeno una sanzione così grave. Un medico che fa proprio dovere secondo scienza e coscienza e rispetta il giuramento di Ippocrate dovrebbe essere portato a esempio. Non certo punito» dichiara il dottor Stramezzi che dopo due mesi è ancora in attesa di veder depositate le motivazioni della sua sospensione (al momento pertanto non esecutiva) per poter fare ricorso.

Il medico chirurgo milanese Andrea Stramezzi

Ecco cosa l’ha indotto a rompere gli indugi sulla sua candidatura per le prossime elezioni politiche del 25 settembre come un’alternativa a nuove dittature.

«Mi rendo perfettamente conto che il rischio di aver di nuovo Speranza al Ministero della Malattia sia molto alto o addirittura certo in caso vincesse centro-sinistra. Pertanto è evidente che il male minore sarebbe il centro-destra. Però dopo aver letto le tre interviste ai responsabili sanità di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia su La Verità ho capito che pur essendo caduto il governo Draghi non vi sono certezze sulla reiterazione di follie senza alcuna logica scientifica. Nessuno dei tre partiti ha chiesto scusa agli Italiani e ha dichiarato un grave errore ciò che è stato fatto. Solo in quel momento ho accettato candidatura ItalExit perché ritengo sia una cosa essenziale che vi sia un gruppo di persone in parlamento che cerchi di portare le istanze delle persone perbene che sono state vessate in questi due anni».

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«Sicuramente ogni scelta che si fa in politica crea contento e discontento – aggiunge Stramezzi – Ancora di più quando ci sono elezioni attese per anni e particolarmente critiche dopo 4 anni di follia e mancata democrazia, In quanto ci hanno privato di libertà e diritti e imposto obblighi assurdi».

Dottor Stramezzi, condivide le posizioni di ItalExit anche in relazione all’attuale ruolo dell’Italia nel conflitto tra Kiev Mosca?

«Non ritengo che si debba inviare armi a uno dei paesi belligeranti. Sarebbe stato come se invece che intervenire doverosamente per interrompere il pestaggio di Civitanova Marche uno si fosse limitato a porgere un coltello a una pistola alla povera vittima. Bisogna intervenire per dividere i contendenti per evitare che si facciano del male ma non fornendo le armi al più debole. Perché comunque la sofferenza del popolo Ucraino verrà prolungata aumentandone i lutti. L’Europa avrebbe dovuto insieme alla Nato e agli USA intervenire immediatamente per pacificare i due paesi e non per fomentare una guerra. Guerra che peraltro era in corso già dal 2014 nel Donbass».

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LE RAGIONI DELLA DISCESA IN CAMPO DI PUZZER: “UNIRE IL DISSENSO CONTRO I SOPRUSI”

«Da sei mesi proviamo a unire tutto il dissenso, unico modo per andare avanti. Ognuno giustamente ha fatto le sue scelte, per noi alla fine non è stato semplice scegliere di candidarci, non ci sembrava che fossimo noi quelli che dovevano candidarsi ma se possiamo unire il dissenso mettendoci un’altra volta la faccia, noi lo facciamo».

Sono le ragioni che hanno spinto Stefano Puzzer a candidarsi, come le ha espresse lui stesso. «Siamo consapevoli che andrà come andrà, io sono una persona semplice, sono un lavoratore portuale. Sono una persona che vuole solo giustizia e tornare a fare il suo lavoro». La candidatura è soltanto «un passo che faremo per non pentirci un domani di non averlo fatto e di soccombere di nuovo ai soprusi».

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«Noi abbiamo deciso di metterci la faccia, crediamo nel programma di Italexit, e allora su le maniche e lotta contro il vaccino obbligatorio, contro il Green pass e contro l’invio di armi all’Ucraina, con particolare attenzione al problema finanziario che c’è in Italia in questo momento e che tutti sottovalutano». Puzzer prevede che «arriveranno delle critiche, da tutte le parti, ma noi lo facciamo per il bene dei nostri figli, per il futuro. Noi non siamo qui per giudicare nessuno, dormiamo serenamente».

Stefano Puzzer durante le proteste a Trieste

Con lui saranno in lista anche Andrea Donaggio e Franco Zonta, gli altri due fondatori del Comitato ‘La gente come noi” a Trieste che ha ispirato analoghe iniziative in altre parti d’Italia (in particolare a Terni).

Proprio nel giorno del Venerdì Santo il leader dei portuali aveva ricevuto la lettera di licenziamento per non aver voluto utilizzare il Green Pass obbligatorio per recarsi al lavoro. In quell’occasione denunciò tutte le persecuzioni e i sabotaggi subito fin dall’inizio della sua attività sindacale, culminata nella battaglia contro il certificato verde e nelle conseguenti repressioni della polizia.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – INCHIESTE COVID-19

GOSPA NEWS – WUHAN.GATES REPORTAGE

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